Molto più di un gioco

seconda parte

Negli ultimi numeri del Punto, all’interno della rubrica “Match Point”, abbiamo analizzato la negoziazione, evidenziandone alcune problematiche attraverso esempi tratti da diversi film. In questo numero proseguiremo l’analisi della stessa tematica, ma, differentemente dal solito, faremo riferimento a un solo film, anche se ciò ci indurrà a rivelare buona parte della trama…

Il film prescelto è Quel pomeriggio di un giorno da cani, uscito nel 1975, che vede come protagonisti due attori simbolo della rinascita del cinema statunitense (la cosiddetta “New Hollywood”), Al Pacino e John Cazale, ed è diretto da Sidney Lumet, uno dei registi più abili nel coniugare le esigenze drammatiche con l’impegno civile. La scelta di analizzare solo questo film non vuole essere unicamente un omaggio a Sidney Lumet, scomparso lo scorso 9 aprile, ma è dovuta anche agli innumerevoli spunti che esso offre per lo studio del negoziato. Infatti, Quel pomeriggio di un giorno da cani descrive la complessa trattativa tra un gruppo di rapinatori, che ha preso in ostaggio i dipendenti di una banca, e la polizia, coadiuvata dalla FBI. Il film ci permette, in particolare, di esaminare le diverse fasi del negoziato che sono caratterizzate da specifiche problematiche e tattiche risolutive.
Generalmente, un negoziato prevede una prima fase di preparazione in cui ogni attore cerca di ottenere informazioni sul contesto sulle controparti, in modo da definire i propri obiettivi e le strategie più adeguate al loro conseguimento. Questa fase è spesso decisiva per il raggiungimento di un risultato soddisfacente nel negoziato ed è importante che venga condotta in maniera approfondita, in modo da poter definire piani di azione alternativi che tengano conto delle diverse possibili evoluzioni della situazione negoziale. Purtroppo, l’illusione del controllo, di cui abbiamo parlato nel numero precedente, ci induce spesso a sopravvalutare le nostre capacità e ci porta a elaborare piani di azione assolutamente insufficienti. Anche Sonny Wortzik (Al Pacino) e Sal (John Cazale) sono probabilmente vittima di questo bias, oltre che della loro scarsa esperienza nella gestione delle rapine di banca. Infatti, nonostante riescano a evitare alcuni errori tipici dei criminali meno esperti (aspettano l’orario di chiusura della banca, neutralizzano i sistemi di videoregistrazione, impediscono l’attivazione dei sistemi di allarme, anche quelli più raffinati), tuttavia fin dall’inizio appaiono evidenti alcune falle del loro piano. Ad esempio, il terzo complice, Stevie, non riesce a reggere la situazione e abbandona subito la rapina; addirittura, nel momento in cui vanno a prendere i soldi nel caveau, scoprono che è quasi vuoto, perché il furgone portavalori è appena passato a ritirarli. Soprattutto, Sonny dà fuoco al registro contabile della banca, probabilmente per eliminare ogni traccia dei soldi recuperati dalle casse dei diversi sportelli, ma così facendo attira l’attenzione dei vicini, che vedono uscire il fumo dalla banca. Nel giro di pochi minuti Sonny e Sal riceveranno una telefonata della polizia…
Parte un negoziato che loro non avevano assolutamente previsto – gli stessi impiegati della banca presi in ostaggio si rendono conto della loro impreparazione – e che li costringerà a improvvisare continuamente le loro strategie. Diversamente, la polizia, guidata dal Tenente Eugene Moretti (Charles Durning), conosce esattamente come vada condotto un simile negoziato: anzitutto circonda e isola la banca, in modo da eliminare tutte le possibili vie di fuga dei rapinatori e, a quel punto, avvia i contatti con loro, in modo da dare inizio al vero e proprio negoziato.
La fase di apertura del negoziato procede secondo uno schema classico. In un primo momento, la polizia prova a ottenere un’immediata chiusura del negoziato. Per questo motivo il Tenente Moretti punta sulla pressione psicologica nei confronti dei rapinatori, cui descrive la situazione di accerchiamento in cui si trovano, evidenziando come la resa sia l’unico esito possibile della trattativa. Questa tecnica può essere vista come una richiesta estrema, ossia come una proposta tesa a schiacciare la posizione della controparte, oppure come una minaccia, anche se non esplicita, visto che egli fa chiaramente riferimento al rischio che essi possano rimetterci la vita, qualora non si arrendano immediatamente. In ogni caso, questa tecnica si rivela inefficace – l’agente Sheldon (James Broderick) della FBI rimarca come esistano soluzioni migliori – e viene respinta dai rapinatori, i quali, invece, cercano di recuperare il tempo perduto nella preparazione, elaborando una possibile strategia, rafforzando la loro intesa e cercando di rendere più difficile un tentativo di irruzione da parte della polizia.
A questo punto, il Tenente Sheldon contatta i rapinatori sia per ottenere informazioni maggiori sulla loro identità e sui loro obiettivi, sia per promuovere un incontro esplorativo, che permetta di chiarire ulteriormente la situazione e, soprattutto, di avviare il vero e proprio negoziato. In particolare, tale incontro dovrebbe servire per instaurare un clima di fiducia tra i negoziatori tanto che, facendo leva su questa motivazione, il Tenente chiede e ottiene una concessione iniziale, la liberazione di un ostaggio, da parte di Sonny. L’incontro esplorativo avviene nello spazio antistante l’ingresso della banca, che diverrà, in seguito, il vero e proprio territorio negoziale, dove verranno definite le concessioni discusse precedentemente via telefono. La scelta del territorio negoziale viene, di fatto, imposta dalla polizia, che pensa di trarne un vantaggio dovuto al controllo garantito da una schiera di agenti pronti a colpire i rapinatori al primo passo falso, ma ben presto Sonny riesce a rovesciare tale scelta a suo favore. Infatti, da un lato si garantisce l’incolumità grazie alla presenza di Sal, che è pronto a uccidere gli ostaggi all’interno della banca, dall’altro sfrutta le sue capacità istrioniche che gli permettono di avvantaggiarsi della visibilità del territorio prescelto per ottenere l’interesse dei media e, soprattutto, il favore della folla creatasi attorno alla banca. In questo modo, Sonny riesce a condurre il negoziato in maniera quasi spavalda, svelando i diversi trucchi attuati dalla controparte. Ad esempio, nelle prime fasi della negoziazione il Tenente Moretti propone soluzioni vantaggiose per i rapinatori, ma scarsamente realistiche, alla luce del fatto che, essendo il reato di competenza federale, le sue concessioni potrebbero essere successivamente bocciate dalla FBI; Sonny contrasta subito questo tentativo di autorità ambigua mettendo in dubbio i suoi poteri negoziali e cercando di scavalcare la controparte, attraverso la richiesta di trattare direttamente con i federali.
Dopo la fase di apertura, le posizioni delle controparti si sono ormai definite chiaramente: da un lato la polizia e la FBI vogliono che il sequestro finisca, senza spargimenti di sangue e possibilmente con l’arresto dei rapinatori, dall’altro Sonny e Sal puntano a uscire vivi dalla situazione e ottenere rifugio in Algeria, dove c’è sempre il sole (sigh!).
Oltre a queste controparti principali, ci sono gli ostaggi che, oltre a essere oggetto della trattativa, sono anche soggetti attivi, che cercano di mantenere un clima, per quanto possibile, amichevole con i loro rapitori, ribadendo, come fa più volte il Direttore della banca, che si ritengono loro alleati. D’altro canto, tutti sono coscienti che la soluzione negoziale sarà tanto più efficiente, tanto minore sarà il numero di morti. Questo spirito anima buona parte della fase di conduzione del negoziato, in cui le controparti si fanno concessioni tattiche reciproche – ad esempio, viene concesso a Sonny di parlare con i suoi cari, in cambio della liberazione di un ostaggio – ma non si risparmiano trucchi più sporchi, come i tentativi di irruzione e la realizzazione di una situazione stressante attraverso il blocco delle luci e dell’aria condizionata all’interno della banca. La fase di conduzione si chiude al calar della notte, quando la polizia viene del tutto esautorata dalla FBI e si definiscono i dettagli della soluzione negoziale finale, che prevede una liberazione scadenzata degli ostaggi, via via che si realizza la partenza di Sonny e Sal verso l’Algeria.
A quel punto, il negoziato può giungere a conclusione, con l’implementazione effettiva della soluzione concordata: entrambe le controparti cercano di garantire che le concessioni ottenute siano effettivamente rispettate, ma, inevitabilmente, sarà impossibile ottenere una soluzione win-win…