Il futurismo e Campari

di | Pubblicato il 10 giugno 2013
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Nel 1860 con l’acquisto di un piccolo bar di Novara, il Caffè dell’Amicizia, ebbe inizio la storia del famoso aperitivo rosso Camparisoda e di tutto il Gruppo Campari. In quegli anni, infatti, nacque e venne perfezionata, su iniziativa di Gaspare Campari, la ricetta di Campari, rimasta invariata da allora. La famosa bevanda alcolica è ottenuta dall’infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in una miscela di alcool e acqua, caratterizzata da un aroma intenso e dal colore rosso rubino. Bevanda di punta del Gruppo Campari, viene distribuita in oltre 190 paesi, anche se il mercato principale è quello italiano.

Quella di Campari, dunque, fin dagli esordi, é una storia di successo caratterizzata da un mix vincente tra industria, arte, comunicazione e creatività. Nel 1881, Gaspare Campari, guidato da una forte volontà di innovazione e sempre alla ricerca di nuove opportunità, chiese di essere ammesso all’Esposizione Industriale Italiana con alcuni dei suoi prodotti. Al termine della manifestazione la Giuria gli assegnò la medaglia di bronzo.

In seguito anche il figlio Davide, dallo spiccato intuito imprenditoriale, capì che il solo passaparola non sarebbe più bastato e che, per aumentare la riconoscibilità del prodotto, occorreva un buon piano di marketing e una strategia comunicativa efficace e convincente. Davide ebbe, infatti, il merito di intuire che la pubblicità ha un ruolo strategico e fondamentale che può rendere il marchio e il prodotto indelebili nella mente delle persone. Decise così di commissionare ai migliori artisti emergenti dell’epoca dei cartelloni pubblicitari dove fosse ben visibile la scritta Campari definendo, in questo modo, i tre capisaldi della comunicazione Campari: un logo riconoscibile, un colore distintivo e un prodotto di qualità.

campari2L’incontro che segna un vero e proprio caso nella storia della pubblicità italiana è quello con l’artista futurista Fortunato Depero (1892-1960) in cui Davide Campari riconosce l’uomo giusto per «proiettare l’aperitivo più noto al mondo nel futuro». Il sodalizio Campari-Depero costituisce un caso unico nella storia della pubblicità italiana e suggella una collaborazione creativa senza precedenti. Nel 1926 Depero crea loSquisito al Selz, un bozzetto da mettere sopra i banconi dei bar, e nel 1931 scrive addirittura il Numero Unico Futurista Campari, un trattato teorico e critico del fare pubblicità, che delinea nuove iniziative per la realizzazione di prodotti d’arte legati alle esigenze pubblicitarie. Lo stile comunicativo dell’azienda si trasforma in qualcosa di nuovo: marionette e robot diventano personaggi della pubblicità ammiccanti che inducono al consumo, lettere e immagini si combinano insieme giocando sul contrasto dissonante. L’utilizzo della tecnica del collage, molto utilizzata dall’artista, lo aiuta nella creazione di immagini sagomate che riproducono personaggi immaginari: cavalieri di gomma, uomini matita, folletti e pagliacci. Nel 1932 un’importante svolta che segna e trasforma la storia del famoso bitter alcolico: Davide Campari chiede a Depero di ideare una bottiglia dalla forma innovativa per la produzione industriale. L’artista trentino disegna così l’originale bottiglia dalla forma di calice rovesciato, che, da allora, è ancora utilizzata. Con l’ideazione della bottiglia, Depero crea per l’azienda milanese la sua opera più significativa. Il design unico rappresenta infatti una delle icone più famose del design industriale italiano e internazionale. La famosa bottiglietta è il culmine di un sodalizio artistico che inizia negli anni ’20 e la forma conica una icona dello stile di Depero per Campari.

La cosa interessante è lo stretto rapporto creatosi in quegli anni tra il movimento Futurista e il mondo industriale. I Futuristi, infatti, sono i primi a entrare in contatto e a stabilire una sintonia con il nuovo mondo industriale dell’epoca. Sono stati tra i primi a comprendere la natura innovativa della comunicazione pubblicitaria e le forti connessioni esistenti tra l’industria, la pubblicità e la produzione di forme espressive. Depero fu uno dei rappresentanti più attivi e illustri del movimento artistico. Fervente sostenitore che la pubblicità fosse «arte nuova del mondo moderno», Depero divenne in breve tempo il più autorevole cartellonista pubblicitario tra i Futuristi. Per certi aspetti, infatti, egli ha interpretato più concretamente e alla lettera le indicazioni del movimento, diventando l’autore di icone visive che, con la conversione nella grafica pubblicitaria, sono diventate patrimonio della memoria visiva del ’900. Per Depero «l’arte deve marciare di pari passo all’industria, alla scienza, alla politica, alla moda del tempo, glorificandole. L’arte della pubblicità è un’arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi… arte gioconda, spavalda, esilarante, ottimista».

A lui è dedicata La Casa d’Arte Futurista Depero, una delle sedi del Mart, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, unico museo in Italia dedicato a un esponente del Futurismo.

Le immagini riportate nell’articolo raffigurano alcune realizzazioni della numerosa collezione di bozzetti e illustrazioni per riviste che l’artista realizzò per Campari, anche se non divennero mai manifesti pubblicitari stampati.

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