L’arte del riciclo per Pasqua

di | Pubblicato il 10 marzo 2015

Dopo il Natale la Pasqua è una delle feste più importanti dell’anno e la principale festività del cristianesimo. In questo numero de “Il Punto” ci soffermeremo inizialmente sul significato della Pasqua e delle tradizioni legate a essa, per poi dare dei suggerimenti per un riciclo creativo legato a questa ricorrenza.

La “pasqua”, il cui nome deriva dall’ebraico “pesah” ossia “passaggio”, celebra la liberazione del popolo di Mosè dalla schiavitù in Egitto. A differenza del Natale, non viene celebrata in una data fissa, ma cambia ogni anno, sebbene rimanga invariata la consuetudine di festeggiarla di domenica. Vediamo il perché.

Agli albori del Cristianesimo, la resurrezione di Gesù veniva ricordata e celebrata ogni domenica. Successivamente, la Chiesa cristiana decise di celebrarla soltanto una volta l’anno, ma diverse correnti religiose dibatterono tra di loro per stabilire la data dell’evento. Le controversie terminarono con il concilio di Nicea nel 325 d.C., voluto dall’imperatore Costantino, in cui venne definita la “Regola di Pasqua” che stabiliva che essa venisse celebrata la prima domenica seguente la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, che ricorreva il 21 Marzo (è quindi sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile inclusi). La luna piena nella regola era la luna piena ecclesiastica, intesa come il 14° giorno delle fasi lunari dove il 1° giorno corrispondeva all’ecclesiastica luna nuova. Partendo dalla regola, la Chiesa di Alessandria d’Egitto stabilì che la Pasqua dovesse cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera, utilizzando per il computo il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e risurrezione di Cristo.

Come molte altre festività e ricorrenze religiose, la festa si basa su antiche tradizioni pagane, poi adottate dalle varie culture religiose. È infatti legata anche al risveglio della natura. L’evento ha sempre avuto risonanze agresti e risale a un’antica celebrazione con cui veniva festeggiato l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, tra cui le primizie dei campi, lo scambio di uova di gallina, veri e propri portafortuna contro pestilenze e carestie, e sacrifici di agnelli, la cui carne veniva consumata con un pasto rituale. Oggi, come in passato, in occasione della Pasqua, troviamo sulla tavola le spighe di grano tramutate in pane, le uova e l’agnello, divenuti alimenti caratteristici della Pasqua.

L’uovo per la sua forma, la tonalità di colore e la perfezione della struttura, è da sempre stato un elemento fondamentale di miti e tradizioni. Ancestrale simbolo di vita, ha infatti percorso i millenni tra le civiltà offrendo fonti d’ispirazione ad artisti e pensatori. È stato un importante simbolo in numerose civiltà primitive, incluse quelle indiane ed egiziane. Si credeva, infatti, che l’Universo si fosse sviluppato da un grande uovo e che le due metà del suo guscio corrispondessero al Cielo e alla Terra. I Romani affermavano «omne vivum ex ovo» ed erano soliti interrare un uovo nei loro campi quale rito propiziatorio per il buon esito del raccolto, o nelle fondamenta delle case per tenere lontano il male.

L’uovo era anche associato con i riti della fertilità del periodo primaverile di molte popolazioni pre-cristiane e indo-europee. Quindi l’uovo rappresenta dapprima la vita, poi la primavera e dunque la rinascita della Natura, andando poi a delinearsi, con l’avvento del cristianesimo, come simbolo della risurrezione, ovvero della rinascita dell’Uomo. Il guscio rappresenta infatti la tomba dalla quale Gesù Cristo uscì vivo.

L’usanza di scambiarsi le uova come simbolo di (ri)nascita è antichissimo e pare che i primi a rendere l’uovo protagonista di un gesto cerimoniale (e benaugurante) siano stati i Persiani circa 5000 anni fa. La prima occasione ufficiale di dono delle uova risale al 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi dopo la II crociata. Per festeggiarlo, il capo dell’Abbazia di St. Germain-des-Près gli donò metà dei prodotti delle sue terre, incluse una grande quantità di uova, successivamente fatte distribuire dal re al popolo.

L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi è molto antica e già presente nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra, dove risulta annotata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua. Le decorazioni avevano lo scopo di impreziosire e di colorare le uova. Ma da dove deriva questa tradizione? Da una leggenda riguardante Maria Maddalena che narra di come, forte del privilegio di essere stata testimone della morte e della Risurrezione di Gesù, chiese e ottenne un invito a un banchetto dell’imperatore Tiberio. Quando lo incontrò, custodiva un uovo nelle sue mani ed esclamò «Cristo è risorto!». Tiberio rise e disse che la resurrezione dalla morte di Gesù Cristo era probabile quanto l’uovo che teneva in mano diventasse rosso. Prima che finisse di parlare, l’uovo diventò rosso (a simboleggiare il sangue di Cristo) e così lei poté continuare a proclamare il Vangelo senza essere ostacolata.

Nel XVIII secolo Luigi XIV, il Re Sole, chiese ai suoi cuochi di svuotare le uova naturali per farle diventare “dolci”. I pasticcieri francesi iniziarono così a riempirle con cioccolato, marzapane o con una mistura dei più diversi ingredienti dolciari.

Le uova più preziose furono quelle del maestro orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. Il primo uovo Fabergé fu realizzato di platino smaltato bianco, si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro e una miniatura della corona imperiale. Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.

Dalla fine del XIX secolo le uova di Pasqua non sono più racchiuse nel guscio dell’uovo di gallina, ma sono fatte totalmente di cioccolata e sono di diverse misure. Sono poi confezionate con incarti colorati e luccicanti.

Ma passata la Pasqua e mangiato l’uovo di cioccolato, se vi chiedessi dove si butta l’involucro che ricopre le uova cosa rispondereste? La risposta non è semplice, perché sembra carta ma non lo è; è scintillante e si potrebbe pensare sia alluminio, ma non è neanche quello; in parte è plastica, ma non del tutto. Questo involucro dalla composizione così complessa che ricopre le uova di Pasqua è un imballaggio non riciclabile, per la precisione un poliaccoppiato con uno strato plastico di polipropilene e quindi andrebbe buttato nella raccolta indifferenziata. Allora perché non riutilizzarlo in modo creativo? Gli incarti delle uova di cioccolato, così come anche la base di plastica e le capsule delle sorprese (anch’esse il più delle volte non biodegradabili né riciclabili a causa della loro composizione mista) possono trovare nuova vita grazie al riciclo creativo. A partire da questi materiali si possono ottenere nuovi oggetti utili che possono essere impiegati più volte. Di seguito presentiamo alcune idee per un riciclo creativo delle confezioni delle uova di Pasqua. Iniziamo dall’involucro.

Aquiloni

aquiloniCon due bastoncini, colla ecologica e dello spago si può realizzare un personalissimo aquilone praticamente a costo zero che potrete divertirvi a far volare, magari durante la scampagnata di Pasquetta! Sarà sufficiente creare la struttura di base tramite l’incrocio di due bastoncini resistenti, ma il più possibile sottili: una volta tagliata la carta a misura, si potrà realizzare la nervatura con dello spago teso tra le estremità dei bastoncini, creando il profilo esterno dell’aquilone. Lo spago potrà essere fissato con dei semplici nodi o della colla a caldo, con la quale si fisserà anche la carta dell’uovo lungo tutto il perimetro. Strisce rettangolari fini possono essere applicate a un estremo dell’aquilone per donare colore e vivacità. L’aggiunta di un lungo spago legato nel punto d’incrocio dei bastoncini completerà la realizzazione e renderà l’aquilone pronto per volare!

Festoni colorati

festoniPossono essere realizzati tagliando strisce rettangolari di carta dell’uovo di Pasqua, da piegare ad anello e da pinzare o incollare in modo tale da farne passare una dentro l’altra, creando una lunga catena da utilizzare per ogni occasione di festa.

 

Carta e fiocchi regalo

carta-regaloSe l’incarto dell’uovo ha una fantasia che non rievoca direttamente la Pasqua, essendo colorato e resistente, è adatto a essere riutilizzato come confezione regalo. In alternativa si può ritagliare la carta a strisce e con una pinzatrice o della colla a caldo si fanno dei fiocchi o delle coccarde da utilizzare per rifinire i pacchi regalo. Utilizzando poi entrambi i lati, quello esterno colorato e quello interno argentato, si possono ottenere coccarde diverse.

 

tovaglia

Tovaglia
Unendo gli incarti di più uova si possono formare tovaglie di varie forme e dimensioni. Magari da utilizzare per coprire il tavolo durante la pappa dei bambini più piccoli, oppure durante i lavoretti dei più grandi.

 

segnalibro

Segnalibri colorati

Se non siete del tutto technology-addicted e leggete ancora i libri cartacei, un’idea carina da realizzare con le confezioni delle uova di Pasqua sono dei colorati segnalibri. Tagliate a strisce larghe l’involucro delle uova e posizionatele su dei cartoncini delle stesse dimensioni, sovrapponete le varie fantasie e il vostro segnalibro è pronto per essere utilizzato!

 

sfere

Sfere decorative

L’involucro delle uova di Pasqua può essere utilizzato per realizzare la parte interna di sfere decorative trasparenti da utilizzare per i futuri addobbi dell’albero di Natale o di Pasqua. Basta tagliare la carta a strisce più o meno larghe che vanno inserite all’interno di sfere o uova di plastica trasparenti. Rifinendo la sfera con un nastro o con delle strisce della stessa carta, si possono realizzare delle decorazioni originali per le successive festività.

 

E ora delle idee per il riciclo creativo della base e delle capsule di plastica dell’uovo:

 

Porta candele

portacandeleCon la base delle uova di Pasqua o con le capsule che contengono la sorpresa si possono realizzare dei porta candele. È possibile riempire i contenitori di plastica con della cera da sciogliere a bagnomaria o con delle candeline già pronte e, per ottenere un effetto decorativo, si possono successivamente dipingere le basi o le capsule a seconda dei vostri gusti e della vostra fantasia.

 

Vaso e mini-serra

vasoLa capsula di plastica che contiene la sorpresa dell’uovo di cioccolato può diventare un simpatico vaso: basta infatti forarla sul fondo per trasformarla in un vasetto per coltivare le vostre piantine. Se poi utilizzate anche il coperchio della capsula, potete ottenere una deliziosa mini-serra.

 

 

 

Maracas

maracasLe capsule delle uova di Pasqua sono perfette per realizzare le maracas. Basta riempirle con semi, riso o sassolini e creare i manici con dei legnetti o rocchetti di plastica.

 

Infine, per auguravi una Buona Pasqua all’insegna del riciclo creativo ho scelto l’imponente “Easter Egg” di Palo Alto in California…

easter-egg-palo-alto

Buona Pasqua!

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