Social Network Analysis della famiglia Crawley

di | Pubblicato il 15 dicembre 2015

Il Ventesimo secolo è appena iniziato. Nelle campagne dello Yorkshire, in un imponente castello settecentesco, vivono Robert Crawley, conte di Grantham, e la sua nobile famiglia composta dalla moglie Cora e dalle tre figlie Mary, Edith e Sybil.

Ma non sono gli unici occupanti della tenuta, un’ala nascosta del castello freme da mattina a sera dell’instancabile attività della servitù: maggiordomo, camerieri, valletti, chauffeur, sguatteri e addetti alla cucina. Completano il quadro la onnipresente contessa madre Violet Crawley, il cugino (nonché erede della tenuta) Matthew Crawley, e una lunghissima serie di parenti, amici e comprimari.

Sono i protagonisti di Downton Abbey, la serie TV di produzione anglo-statunitense che ha tenuto incollati alla televisione per sei stagioni milioni di spettatori in tutto il mondo, Stati Uniti, Europa, Asia, facendo persino nascere nuove mode: dal revival nell’abbigliamento in stile anni ’10 e ’20, al boom di domande di lavoro per valletti e maggiordomi.

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Figura 1 – rete gerarchica di nobili e borghesi in Downton Abbey (stagioni 1 e 2)

 

La vasta rete di personaggi di Downton Abbey ci dà la possibilità di fare un po’ di social network analysis. Vediamo in Figura 1 la rete gerarchica dei personaggi principali della serie, divisi tra nobiltà (sfondo rosso) e borghesia (sfondo bianco). A capo della famiglia c’è Lord Robert Crawley, Settimo Conte di Grantham, lui è il personaggio gerarchicamente dominante, detentore del titolo, capo della casa e governatore della contea. Secondo la rete gerarchica è lui che detiene il maggior potere. Consideriamo quasi di pari livello (inferiori solo a causa della linea di dominio patriarcale) sua moglie la Contessa Cora e la madre Violet, Sesta Contessa di Grantham (ora vedova). Sotto ci sono le tre figlie, ordinate per età secondo la legge di successione nobiliare: Lady Mary, Lady Edith e ultima Lady Sybil, la più giovane. Isolati da un riquadro sulla sinistra vediamo due personaggi inizialmente estranei alla famiglia, che entrano a far parte della gerarchia a causa di un vincolo legale imposto dal Sesto Conte: non avendo Lord Crawley figli maschi, l’erede del titolo e della tenuta dovrà essere il più vicino discendente maschio della famiglia. Si tratta di Matthew Crawley, lontanissimo cugino di Mary, Edith e Sybil, che non detiene titolo e all’inizio della serie fa l’avvocato a Londra. Viene improvvisamente catapultato nel mondo della nobiltà a causa della morte inaspettata (nel naufragio del Titanic) del precedente erede, il cugino di primo grado delle sorelle Crawley. A capo della servitù, e alle dirette dipendenze di tutta la famiglia (in particolare del conte) c’è il maggiordomo di casa Crawley, il burbero Mr. Carson. Da lui dipendono, direttamente, i capi dei rispettivi settori della casa: innanzitutto la Governante Mrs. Huges, seconda in linea di comando, da cui dipende direttamente tutta la servitù femminile. Poi i due valletti, cioè i camerieri personali dei conti, considerati gerarchicamente più in alto dei capo-camerieri a causa del loro rapporto diretto con i nobili: Sarah O’Brien che prende ordini da Mrs. Huges e dalla contessa, e John Bates, che prende ordini da Mr. Carson e dal conte. Più sotto abbiamo, di pari livello, lo chauffeur Thomas Branson, la Cuoca Mrs. Patmore, i due capo-camerieri, Thomas Barrow e Anna Smith, che a loro volta comandano i camerieri William Mason e Rose Leslie. Più in basso di tutti, deputata ai lavori più umili della casa, c’è la sguattera di cucina Daisy Robinson.

Non facenti parte della servitù di casa Crawley e di pari livello a Mr. Carson per la loro posizione sociale, abbiamo Mr. Molesley, maggiordomo e cameriere personale di Matthew e Isobel Crawley, e infine il Dottor Clarkson, primario dell’ospedale di Downton. Considero Clarkson alle dipendenze della Contessa Madre che detiene la carica di direttrice dell’ospedale.

Una domanda interessante che possiamo porci è: la gerarchia ufficiale corrisponde a quella reale? Come ben sappiamo, infatti, in un gruppo sociale non esistono solo i rapporti dati dalla posizione gerarchica, ma anche un gran numero di rapporti informali di varia natura (amicizia, collaborazione, ecc.), e questi rapporti spesso contribuiscono all’importanza sociale di una persona in maniera anche più rilevante rispetto alla gerarchia. Ad esempio
in un’azienda possiamo avere un capo del personale che comanda direttamente un gran numero di persone, ma magari è un tipo antipatico e misantropo che non lega con nessuno. Questo diminuisce il suo potere reale, perché le persone obbediranno ai suoi ordini solo in virtù della gerarchia, ma senza convinzione e motivazione. Un dirigente che volesse affidare un progetto a un gruppo di lavoro dovrebbe mettere a capo di quel progetto la persona con i legami sociali più solidi ed estesi, non semplicemente quella più in alto in gerarchia. Questi principi sono spiegati efficacemente nell’editoriale del presente numero del Punto.

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Figura 2 – rete sociale di Downton Abbey pesata sulla degree centrality

 

Ho realizzato un grafico dei rapporti sociali in Downton Abbey pesato sulla cosiddetta degree centrality, ossia il numero di connessioni che ogni personaggio ha sulla base delle relazioni di stima/amicizia/amore (Figura 2): una freccia in ingresso significa che il personaggio alla base della freccia ha sentimenti positivi (amicizia, amore o ammirazione) nei confronti del personaggio alla punta. Le connessioni, quindi, possono essere anche unidirezionali nel caso in cui il sentimento non sia ricambiato. Ad esempio nel caso di Victor Molesley e Anna Smith c’è una freccia unidirezionale da lui a lei perché il sentimento amoroso del primo non è ricambiato dalla seconda, che lo tratta sempre con cortesia ma distacco. Per costruire questo grafico mi sono basata sulle prime due stagioni del telefilm (poi le situazioni ovviamente evolvono: nascono nuovi rapporti di amicizia, muoiono o partono alcuni personaggi, arrivano personaggi nuovi e di conseguenza gli equilibri cambiano).

Come possiamo vedere i rapporti di forza cambiano rispetto alla rete gerarchica “ufficiale”, sia tra i nobili che tra i borghesi.

La figura che domina, l’hub con la più alta degree centrality è Sybil Crawley, la figlia minore, che nella gerarchia nobiliare è invece all’estremità inferiore. Sybil si mette da subito in mostra come personaggio estroverso (è il personaggio col maggior numero di archi in entrata e in uscita, quindi prima sia nella indegree che nella outdegree centrality), intraprendente e dall’animo progressista. Odia il classismo e per questo si dimostra  amichevole con tutti, sia i suoi pari, sia diversi membri della servitù. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale decide di studiare da infermiera e arruolarsi come crocerossina, con il parere ovviamente contrario di tutta la famiglia che non vuole vederla alle prese con lavori umili e teme oltretutto il pericolo del fronte (la questione sarà poi risolta con un compromesso tra le due parti: Sybil lavorerà all’ospedale di Downton e non partirà al fronte). Questo spirito estroverso e positivo la ripaga con l’amore e l’ammirazione di tutti, anche dei personaggi dal carattere più ostile. Da notare come Sybil sia una delle connessioni in uscita di tre dei quattro personaggi più introversi della serie: il capo-cameriere Thomas Barrow, con cui stringe amicizia nella seconda stagione, quando lui è convalescente (per ferita di guerra) all’ospedale dove lei lavora; lo chauffeur Tom Branson, che si innamora di lei ed è tanto intraprendente da decidere di corteggiarla; e la cameriera Rose Leslie, che sogna un futuro da dattilografa e chiede aiuto proprio a Sybil per realizzare il suo sogno e ottenere un colloquio di lavoro.

Le due sorelle maggiori, che nella gerarchia nobiliare dovrebbero essere superiori a lei, nella gerarchia sociale sono a un livello nettamente più basso. Il numero inferiore di connessioni sociali finisce per avere conseguenze negative per loro, soprattutto per la secondogenita, Edith, che tra i nobili è la persona più isolata: come si può notare gli unici rapporti positivi che ha sono familiari, coi genitori, la nonna e la sorella minore (con la primogenita Mary c’è un cordiale rapporto di odio reciproco). Tenta ripetutamente di stringere amicizia con Matthew, di cui si invaghisce, ma lui la respinge, preferendole la sorella maggiore, Mary. È in generale una ragazza bistrattata e poco considerata da tutti; anche i genitori, pur volendole bene, la sottostimano costantemente, e non è un caso che gli sceneggiatori l’abbiano eletta a personaggio più sfortunato della serie, accanendosi su di lei con una certa crudeltà.

Tra la servitù, un’osservazione interessante riguarda il capo, Mr. Carson, un uomo non cattivo, ma estremamente introverso, rigido, formale, che dà grande importanza al rispetto della gerarchia e mostra devozione assoluta ai membri della famiglia, ma non ha rapporti con i suoi dipendenti, a eccezione di un (distaccato) rapporto di stima con Mrs. Huges. I rapporti con i suoi colleghi sono talmente freddi che il software di analisi, che ha diviso i personaggi incommunity divise per colore, lo considera parte del gruppo dei nobili anziché di quello della servitù, come è (dovrebbe essere) nella realtà. I membri della servitù che intrattengono i migliori rapporti con gli altri sono Anna, la capocameriera, e Mrs. Huges, la governante, seconda in comando. Quest’ultima, in particolare, è stata eletta dagli sceneggiatori la vera leader del gruppo dei dipendenti, effettuando una mediazione tra la sua gerarchia reale e quella sociale. Viene raccontata come una donna molto pragmatica e abile nel dirigere la casa con l’arma della gentilezza: è sempre pronta ad ascoltare tutti, priva di pregiudizi e generosa. Per questo motivo è lei la persona a cui tutti si rivolgono quando c’è un problema da risolvere, e non il vero capo, Mr. Carson, che rimane spesso all’oscuro di tutto. I dipendenti naturalmente obbediscono (e con solerzia!) agli ordini imperiosi di Mr. Carson, ma lo fanno solo in virtù della sua posizione gerarchica. Sono invece sempre felici di obbedire a Mrs. Hughes, che è un leader amato, ed è Carson stesso che a volte si fa aiutare dalla donna per tenere il gruppo sotto controllo. In definitiva costituiscono una buona coppia di comando: lui si occupa per lo più degli aspetti organizzativi e di mantenere il formale e rigido decoro della servitù che entra in diretto contatto coi nobili. Lei si occupa delle persone e dei loro problemi, assicurandosi di consolare le tristezze, mitigare le antipatie, e contribuendo al benessere dei dipendenti con il suo aiuto e i suoi consigli. Entrambi, con le loro diverse abilità, contribuiscono all’efficienza lavorativa del gruppo.

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