Olimpiadi 2024 All'ombra del Colosseo o Tour Eiffel?

di | Pubblicato il 8 luglio 2016

Nel 2017 verrà scelta la città destinata a ospitare i Giochi, sulla carta è un testa a testa Roma/Parigi. Nelle parole di Montezemolo il ruolo importantissimo che rivestirà l’Università di Tor Vergata.

Ci sono sfide che non si possono perdere o, quanto meno, sarebbe delittuoso non provare a vincere fino in fondo. Specie in periodi come questo, in cui si desidera ardentemente un evento favorevole in grado di distogliere l’attenzione da piaghe tanto dolorose quanto ricorrenti come “corruzione”, “crisi” e “terrore”. Bene, l’occasione c’è. Il traguardo si chiama Olimpiade 2024, la sfida consiste nel trovare una casa adeguata a questa manifestazione. Quale città meglio di Roma si presta alla situazione? No, non si tratta solo di una scelta di parte o di cuore. Lo dice anche la storia, Roma ce l’ha fatta nel 1960 distinguendosi per la bellezza degli scenari, la funzionalità delle strutture e la qualità delle competizioni. E la certificazione viene anche dall’alto, salendo da “Sua Maestà” Thomas Bach, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Roma? «Una candidata forte e apprezzata».

Una musica che arriva dolcemente alle nostre orecchie. Con quel cognome del resto… Meno ottimismo ci sarebbe stato considerando che Bach è tedesco e una delle città rivali di Roma nell’assegnazione della sede olimpica era Amburgo (che a sua volta aveva vinto il derby tedesco con Berlino). Già, era Amburgo. Perché è notizia “fresca”, datata 30 novembre. Un referendum popolare ha sottoposto la candidatura tedesca al giudizio dei cittadini e il 51,7% ha detto no all’organizzazione dei Giochi. Una decisione dovuta probabilmente alla paura legata agli attentati di Parigi. Fuori una pretendente, insomma. Il nostro Paese se la vedrà quindi contro Francia (Parigi), Ungheria (Budapest) e Stati Uniti (Los Angeles), in quest’esatto – sulla carta – ordine di preferenze. Già, perché i magiari giocano questa partita col ruolo di outsider un po’ come gli americani. Gli Usa hanno  un indiscutibile punto di forza negli impianti già presenti in città ma potrebbero pagare il fatto che dopo due edizioni lontane dal Vecchio Continente (Rio 2016 e Tokyo 2020) il 2024 potrebbe segnare l’anno buono per il ritorno in Europa.

Provaci ancora Roma, si potrebbe dire. Del resto la Capitale è in credito con la buona sorte, chiamiamola così. Nel 2020, infatti, la candidatura a ospitare i Giochi Olimpici è stata ritirata per mancanza di strutture adeguate. Senza dimenticare che nel 2004 Roma è arrivata al secondo posto alle spalle di Atene, la città che ha ospitato la prima Olimpiade della storia nel 1896. Da questo punto di vista non passano inosservate le somiglianze con i cugini transalpini.

Anche loro hanno subìto una delusione cocente dovendo cedere il passo a Londra nel 2012. In più, come Roma, hanno già ospitato due volte i Giochi: nel 1900 e nel 1924. Di recente lo stesso Bach ha affermato che gli attentati a Parigi non toglieranno probabilità alla capitale francese di organizzare la kermesse, in quanto «il terrorismo è un problema globale e non si tratta solo di un Paese o una città». Sta di fatto che la decisione definitiva in merito alla selezione della città organizzatrice verrà presa l’11 settembre 2017 a Lima, in Perù. A oggi la corsa a cinque sembra di  fatto un testa a testa  tra Colosseo e Tour Eiffel, tra l’Inno di Mameli e la (tanto ricorrente in questo periodo) Marsigliese. Insomma, Roma ci crede e ci proverà fino in fondo. A partire da colui che a febbraio di quest’anno è stato nominato presidente del Comitato promotore di Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo. Una ferma volontà manifestata soprattutto in occasione di una mattinata di metà ottobre nell’Aula Magna della Facoltà di Economia di Tor Vergata. A fare gli onori di casa è stato il Magnifico Rettore Giuseppe Novelli, che ha conferito al Presidente del Coni Giovanni Malagò il titolo di “Distinto professore” in scienze motorie.

Come recitava lo slogan della giornata, «Il progetto Olimpiadi è stato portato sui banchi dell’Università» davanti a oltre 700 studenti. La location di Tor Vergata è stata scelta tutt’altro che a caso. Montezemolo ha rivelato infatti il progetto di realizzare proprio qui, a Tor Vergata, un grande parco che comprenderà il Villaggio Olimpico e un’immensa pista ciclabile intorno al parco. Contestualmente, all’interno di questo complesso verrà costruito il velodromo che ospiterà le competizioni su pista. Per quanto riguarda la prova su strada, Montezemolo ha anche manifestato l’intenzione di far coincidere l’arrivo nel suggestivo scenario di via dei Fori Imperiali. Il tutto a testimonianza del fatto che il ciclismo sia stato il protagonista  principale della mattinata.

Non si è parlato solo di prove a due ruote.

Anche basket e volley potrebbero trovare una loro collocazione precisa: la realizzazione del Palazzo dello Sport passa per il completamento della Vela di Calatrava. Una chiara dichiarazione di ostilità agli sprechi oltre che all’equazione grande manifestazione = grande ruberia. «Ogni euro investito si deve sapere dove va» ha detto l’ex presidente della Ferrari, obiettivo da perseguire affiancando un comitato di garanti all’autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

Non solo il denaro ma anche «Ogni impianto si deve sapere fin da prima che fine farà. Sappiamo di avere l’appoggio del comitato olimpico giapponese. Il grande centro espositivo dei Giochi del 2020, avrà strutture che dopo le Olimpiadi verranno smontate e non rimarranno cattedrali nel deserto». Parole pronunciate davanti al Rettore dell’Università di Tokyo presente a Tor Vergata per mandare a buon fine collaborazione e scambio culturale. Il binomio Roma 2024 / Tor Vergata ha vissuto un secondo momento di incontro anche nel mese di novembre. L’occasione propizia è stata la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2015/16, a cui ha partecipato la Coordinatrice generale del Comitato Roma 2024, Diana Bianchedi. Una sorta di “madrina” chiamata dal Rettore Novelli per consegnare i premi agli studenti del CUS Tor Vergata, vincitori dei Campionati Nazionali Universitari e delle Universiadi. «É per voi giovani campioni che stiamo lavorando. Per farvi vivere questo evento unico nella vostra città».

Alle parole della Bianchedi fanno eco quelle del Rettore che ribadisce l’importanza delle Olimpiadi di Roma per l’Ateneo e per il futuro dei suoi giovani campioni. Una volta di più Tor Vergata condivide e supporta con determinazione e volontà il progetto di candidatura della Capitale grazie alla recente costituzione del Centro Universitario Sportivo (CUS).

Dulcis in fundo, il risvolto economico della vicenda legata alla scelta di Roma come sede olimpica. Il giorno dell’assegnazione dei Giochi alla Città Eterna segnerebbe la contemporanea creazione di nuovi posti di lavoro: circa 170 mila quelli previsti, che si protrarranno fino all’inizio delle Olimpiadi. Un motivo in più per aggiudicarsi una sfida che si annuncia combattuta fino all’ultimo ma che Malagò si dice convinto di poter vincere, «anche se sul filo di lana». Perché se a metà settembre del 2017 il CIO pronuncerà il nome di Roma, non ci sono dubbi sul fatto che sarà davvero l’Olimpiade della cultura e della bellezza. Della Grande Bellezza.

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