Sfogliando qua e là…

di | Pubblicato il 8 luglio 2016

Morte di un ex tappezziere, di Francesco Recani

Francesco Recami torna alla letteratura con Morte di un ex tappezziere, romanzo che narra con abbondante cinismo e un pizzico di perfidia le vicende tragico sentimentali di Amedeo Consonni. Amedeo è un uomo come tanti, una persona semplice, pensionato e vedovo, divide la propria solitudine con la fidanzata Angela Mattioli, alle prese con un rapporto complesso con la figlia, e conduce una vita tutto sommato normale. Poi, improvvisamente, in pochi giorni, la sua esistenza viene sconvolta dall’incontro con la bellissima e giovanissima Svetka, una ventiseienne ceca e dai grandi occhi azzurri. Amedeo, nonostante sia consapevole della differenza di età, perde completamente il lume della ragione e inizia con la giovane una relazione in cui nulla si dimostra facile e semplice: il passato di Svetka, i brutti ceffi che le stanno intorno, la fidanzata Angela che parte all’improvviso per Bruxelles, ufficialmente per occuparsi della figlia, il presunto “compagno” di Svetka che rivendica con forza il proprio ruolo e tanto altro ancora. Con una prosa coinvolgente e abilmente strutturata, Recami conduce il lettore in una storia di amore e morte, proprio come quelle a cui il protagonista si appassiona guardando telefilm sui criminali o programmi che cercano le persone scomparse.

Perché leggerlo?
Perché come ha scritto Alessandra Rota (La Repubblica) si tratta di «Una specie di Commedia umana che stravolge i canoni del thriller ma ne apre di nuovi e geniali»

Strade blu, di William Least Heat-Moon

«Sulle vecchie cartine stradali d’America, le strade principali erano segnate in rosso e quelle secondarie in blu. Adesso i colori sono cambiati, ma subito prima dell’alba e subito dopo il tramonto – brevi istanti né giorno né notte – le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un’arcana tonalità blu. È l’ora in cui le strade blu hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio dove l’uomo può perdersi». Ecco spiegato il significato del titolo di un’opera che vuole essere un viaggio negli Stati Uniti ma anche e soprattutto un viaggio nella profondità di se stessi e della propria esistenza. Siamo nel  1978 quando un insegnante del Missouri, dopo un anno particolarmente complesso, decide di mollare tutto e mettersi in cerca di qualcosa di nuovo, sulle strade secondarie degli Stati Uniti d’America a bordo del suo sgangherato furgoncino. Seguendo un itinerario circolare, da Columbia a Columbia, William Least Heat-Moon attraversa le Caroline, il Texas meridionale, lo stato di Washington, il Montana e il New England. E riscopre infine un’America diversa, sconosciuta, come gli indimenticabili personaggi che popolano questo libro singolare. Un romanzo di incontri, ricerche, inaspettate svolte.

Perché leggerlo?

Perché é un libro che al sapore del viaggio unisce il sapore della narrazione e della scoperta di personaggi particolari, enigmatici, della verace America fatta di gente vera e paesaggi sperduti.

Una banda di idioti, di John Kennedy Toole

La “Banda” è ambientato nella città natale di Toole, New Orleans, e racconta la storia di un personaggio definito da Walker Parcy «senza alcun precedente nella storia della letteratura mondiale». Parliamo di Ignatius O’Reilly, un obeso e indolente giovane, sicuramente uomo di talento, laureato in filosofia medievale, che si sente incompreso da tutto il resto del mondo, che a trent’anni vive ancora con la madre, da cui si fa mantenere, scarrozzare, e che aborrisce ogni tipo di fatica fisica. È arrabbiato con tutti e con tutto: accusa il mondo intero di buttare nella pattumiera una vita fatta di TV, musica inascoltabile e fesserie varie salvo trascorrere lui stesso gran parte della giornata in questo modo. Attorno a lui ruotano una serie di personaggi grotteschi e a tratti surreali ma deliziosamente dipinti: Jones, negro in semischiavitù, che fulmina i lettori con frasi al vetriolo, la signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia dell’eterna giovinezza, Myrna, anarco-femminista di New York, la disperata madre di Ignatius, l’agente Mancuso e tanti altri ancora. È in questi personaggi che sta la forza del romanzo e nella loro capacità di interagire con il protagonista, tanto che è quasi difficile enucleare una vera e propria trama del romanzo, aspetto che, a tratti, può rendere un po’ difficoltosa la lettura.

Perché leggerlo?

Perché è un capolavoro di follia e di esasperazione e perché dietro queste righe si cela la storia del suo scrittore che a trentadue anni ha deciso di togliersi la vita, senza che nessuno conoscesse ancora questo suo libro. Sua madre lo ha preso, lo ha letto e lo ha proposto a decine di editori perché sicura del valore di quello che il figlio aveva scritto e, dato il premio Pulitzer postumo, forse aveva ragione.

Disordini sentimentali. Nove storie d’amore più una, di Pino Corrias

L’ultima fatica letteraria di Pino Corrias raccoglie nove storie d’amore più una, come recita il titolo, raccontate in un caffè armeno di Venezia, all’ora del tramonto. Sono storie estratte dal grande contenitore che è la vita e analizzate attraverso la più complessa delle lenti di ingrandimento: l’amore. E’ un girotondo di felicità e infelicità, di libertà e sudditanza, di piaceri e dispiaceri, di allegria e di sofferenza. E’ il girotondo di Stefano innamorato di Kimberly che non riesce a raggiungere in tempo, è il girotondo di Ileana innamorata solo di se stessa, è il girotondo di Matteo il collezionista di avventure, è il girotondo di Giacomo, Diego, Giambattista, Giulia etc etc. Un gioco vorticoso raccontato con uno stile incalzante, fatto di concatenazioni e stili diversi che perfettamente incorniciano l’ecletticità del sentimento amoroso. L’ultima storia è quella del narratore, “le separazioni accadono”. “Gli addii da disamore sono una malattia. Sono panico che ti imprigiona dentro il buco nero dei rimpianti. Ho provato a partire senza mai arrivare. E ho provato a stare fermo, sentendo che tutto mi sfuggiva. Ma con il tempo le separazioni sono anche una rivelazione….”. Disordini sentimentali si chiude sull’uscio di un incontro: non sappiamo come andrà, ma il fatto di incontrarsi è senza dubbio un momento di speranza.

Perché leggerlo?

Perché sono racconti intimi e profondamente umani nei quali ciascuno di noi si può ritrovare o può rivivere empaticamente momenti presenti o passati.

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