CARIS, per un campus sempre più accogliente

di | Pubblicato il 6 ottobre 2016

Oggi, l’Ateneo del domani. È questo lo slogan dell’Università di Tor Vergata che racchiude al suo interno un piccolo mondo, in cui può essere utile entrare facendo un passo alla volta. Il primo porta a constatare l’apertura e l’interazione dell’università con la società civile e il territorio. Un progetto ampio e ambizioso che si concretizza in molteplici iniziative e attività inserite nella più ampia cornice della cosiddetta “Terza Missione”. Sono davvero tante le linee guida e i significati della Terza Missione, quello che qui ci interessa è il processo di crescita culturale e sociale a cui tende il nostro Ateneo.

Buona parte delle iniziative promosse da Tor Vergata sono mirate, infatti, alla coesione sociale, all’inclusione e all’annullamento delle differenze e molti sono gli strumenti adottati. Uno dei più incisivi ed efficaci è senza dubbio lo sport e a ribadirne la validità è il Rettore Giuseppe Novelli: «Lo sport è uno strumento di confronto, non solo agonistico, che può aiutare a superare le discriminazioni e a condividere le differenze, per garantire un reale processo di interazione sociale ed etnica». Zero In-differenza.

È questo il messaggio forte che l’università di Tor Vergata ha voluto veicolare attraverso una serie di iniziative volte a sensibilizzare gli studenti sul valore etico dello sport come strumento di  integrazione sociale e di inclusione delle persone con disabilità.

Zero In-differenza è anche il titolo di un importante convegno che si è tenuto a Tor Vergata, promosso dalla Commissione di Ateneo per l’Inclusione degli Studenti con disabilità (CARIS) e dalla Commissione Responsabilità Sociale d’Ateneo (RSA). Nel corso di questa conferenza il Professor Pier Gianni Medaglia, Delegato del Rettore per la Disabilità, ha presentato le molteplici iniziative. Ad esempio, il progetto Vela virtuale e vela reale: l’avviamento alla vela degli studenti con disabilità come strumento di integrazione e condivisione, promosso in collaborazione con la Federazione Italiana Vela e la Lega Navale. Oltre a questo è da ricordare il progetto TESPI Teatro e Sport per l’Inclusione che prevede l’inserimento di studenti e dipendenti con disabilità e DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) in percorsi ludico-didattici aperti a tutti e finalizzati all’inclusione. Su tutti ecco i laboratori di “teatro integrato”, un’esperienza importante dal punto di vista formativo ed educativo oltre che terapeutico. A tale proposito è opportuno ricordare un evento di recente realizzazione, la rappresentazione teatrale Su la maschera!, presentata da CARIS e dal Laboratorio Teatrale Integrato “Cerchio Teatro” di Tor Vergata. La tappa finale di un percorso culturale che ha visto protagonisti studenti e dipendenti dell’Ateneo. Il laboratorio teatrale è quindi un   momento d’incontro e di condivisione all’interno dell’Università rivolto a persone con e senza disabilità, con l’obiettivo di raggiungere (attraverso il teatro) un’integrazione a 360 gradi. Il motto della Commissione CARIS è quello di contribuire a realizzare un «Campus sempre più amichevole, accogliente, solidale per tutti gli studenti». È in questo fine ultimo dell’attività di CARIS che si specchia fedelmente la propensione generale dell’Ateneo rivolta alla Terza Missione in ambito sociale e culturale.

Come perseguire l’obiettivo di dar vita a un Campus solidale? La Commissione in primo luogo si incarica di monitorare e supportare tutte le attività tese a favorire l’integrazione nella vita universitaria degli studenti con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o difficoltà temporanee. Da 16 anni a questa parte CARIS è in prima linea nella messa in atto di interventi rivolti a superare le barriere architettoniche, tecnologiche e informatiche.

Le azioni concrete partono innanzitutto da agevolazioni (in alcuni casi anche esenzioni totali) sul contributo universitario, proseguendo con il prestito agli studenti con disabilità di materiale didattico differenziato, pc portatili o ausili appositi. A disposizione di non vedenti o ipovedenti ci sono poi postazioni all’avanguardia che comprendono, tra l’altro, un PC provvisto di monitor dotato di un ingranditore visivo; una tastiera e  una stampante Braille; infine, specifici programmi software che traducono i testi sia nella versione a video (ingrandita) che in formato audio. Inoltre, nelle aree di facoltà che fanno registrare il maggior numero di studenti con disabilità iscritti, sono stati posizionati percorsi guida e mappe tattili per garantire un utilizzo più agevole degli spazi. In sostanza, la politica della Commissione non prevede un semplice assistenzialismo ma mira all’integrazione dello studente, cercando di garantirgli il massimo dell’autonomia e la piena fruizione della vita universitaria.

La normativa di riferimento fa capo, in primis, alla legge n.104 del 5 febbraio 1992 che si occupa dell’assistenza, dell’integrazione sociale e dei diritti dei diversamente abili. La Commissione CARIS valuta anche le richieste relative al cosiddetto Tutoraggio specializzato, che comprende diversi tipi di servizi. Traduttori dei segni e labiali per studenti non udenti, personale per la produzione di appunti e personale di accompagnamento all’interno dell’Ateneo. Se accoglienza e integrazione sono due parole chiave dell’attività di CARIS, altrettanto lo è il concetto e l’obbiettivo di condivisione. La mente va a una giornata di novembre 2015, quando la Commissione è scesa in campo insieme ad AID (Associazione Italiana Dislessia) per un progetto chiamato “My Story”. Il progetto, organizzato per la prima volta presso la sede di un Ateneo, ha visto come protagonisti i giovani ragazzi testimoni in prima persona della dislessia. Una sfida da affrontare confrontandosi con coloro che hanno già vissuto o stanno vivendo la stessa sfida, trovando così nelle storie altrui uno stimolo positivo per chi, ad esempio, ha scoperto da poco il proprio disturbo.

Tor Vergata ha ospitato anche un altro importante evento formativo mirato alla diffusione dell’attività di primo soccorso: rianimazione cardio-polmonare e abilitazione all’uso del defibrillatore, con tanto di rilascio brevetti della Salvamento Academy. Un corso di grande importanza in cui è stata data precedenza ai dipendenti con disabilità. Un’altra spallata alle barriere, un altro passo verso l’inclusione e l’integrazione. Due compagni di viaggio fondamentali, due alleati imprescindibili per chi combatte quotidianamente battaglie per condurre una vita dignitosa.

Tratto da . Scarica il numero in formato pdf.