L’arte del riciclo con i pallet

di | Pubblicato il 21 marzo 2017

Il termine internazionale pallet, in Italia detto anche bancale o pedana, è un mezzo per la raccolta, lo stoccaggio e la movimentazione di merci e carichi attraverso attrezzature specifiche (carrelli elevatori e/o transpallet) durante il processo di distribuzione. Le dimensioni standardizzate e la leggerezza, la composizione in legno naturale e la facilità di montaggio hanno fatto di questo elemento un oggetto di design contemporaneo, con soluzioni originali e ingegnose proposte sia da semplici appassionati del fai da te e del riciclo creativo, sia da designer e architetti che lo utilizzano per la realizzazione non solo di singoli elementi di arredamento, ma anche per la ristrutturazione o la realizzazione di interi edifici. In relazione al materiale con cui è costruito si distinguono cinque categorie di pallet (legno, pressato, plastica, metallo e cartone), ma quello in legno è la tipologia più diffusa nel mondo per economicità e sicurezza, realizzata con diverse essenze legnose (abete, pino, faggio e pioppo). La presenza di materiale vergine conferisce al pallet in legno elevate performance di resistenza, sia statica, sia dinamica. Infatti, un pallet di dimensioni standard (EUR-Epal) 800×1200 mm è concepito per poter sopportare una qualsiasi massa di 1000 kg oppure una massa compatta di 1500 kg uniformemente distribuita su tutta la superficie del pianale superiore.

L’idea del pallet nel campo civile nacque prendendo spunto dall’operato dei militari statunitensi durante la seconda guerra mondiale. Essi scoprirono che appoggiare le merci da trasportare in Europa su piattaforme di legno le rendeva più facilmente movimentabili con attrezzature meccaniche. In seguito anche nell’uso civile si è iniziato a utilizzare delle piattaforme d’appoggio, sopraelevate mediante dei piedini alla base e fornite di apposite feritoie per poter essere sollevate (inforcate) con i carrelli elevatori.

In effetti, l’utilizzo di una base d’appoggio sopraelevata consentiva, oltre che un notevole risparmio di tempo nei trasferimenti di grandi quantità di merci da un punto all’altro (che fosse in ambito interno all’azienda o che fosse a livello di trasferimenti intercontinentali), anche un isolamento dei materiali dal fondo sottostante, con riduzione dei danni causati ad esempio dalla presenza di superfici bagnate.

I pallet in legno per la spedizione, che sono quasi la metà della quantità totale di prodotti in legno, finiscono in discarica una volta che hanno terminato il loro scopo e molto spesso dopo un solo utilizzo andando quindi ad accumularsi ad altri rifiuti. Il legno non è un materiale usa e getta in quanto può essere recuperato e utilizzato per costruire e creare molti oggetti, sia vere e proprie strutture architettoniche, sia complementi d’arredo per case, negozi e uffici. I pallet in legno possono essere utilizzati così come sono o estraendone le assi, risultando comunque perfetti per costruire arredi originali e a costo zero.

Alcuni designer e architetti eco-consapevoli hanno usato i pallet di legno per creare delle costruzioni davvero originali che non temono il confronto con altre realizzate con materiali classici.

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Un primo esempio ideato dall’architetto Matthias Loebermann è il Pallet Pavillion (Fig. 1), padiglione temporaneo realizzato per il Campionato del Mondo di sci alpino in Germania nel 2005, e utilizzato come luogo d’incontro e sala multimediale degli atleti. Composto da 1300 pallet fissati con cinghie e tiranti, il padiglione ha dimensioni notevoli: 6 metri di altezza, 18 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza. Una volta smontato, i pallet sono stati riutilizzati per un’altra struttura.

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I progettisti di uno studio artistico di New York chiamato I-Beam Design hanno ideato la prima casa fatta interamente di pallet riciclati (Fig. 2) partendo da una semplice considerazione: per assicurare una casa all’84% dei rifugiati mondiali, basterebbe  riciclare  i  pallet utilizzati ogni anno in tutta l’America. Il progetto è davvero innovativo e unico, considerando il fatto che un tale tipo di costruzione è facile da realizzare e offre una grande flessibilità in termini di configurazione: ognuno può  costruire un rifugio in base alle proprie esigenze e dimensioni, contenendo spesa e tempo di realizzazione. Anche se la versione base di queste costruzioni è priva di impianti idrico e di riscaldamento, esiste sempre la possibilità di migliorarne l’abitabilità inserendo un sistema di isolamento termico. La Pallet House è stata ideata con scopi nobili, ma ci insegna comunque che attraverso il riciclo creativo si può costruire un’originale casa-rifugio dai tanti scopi, quali ad esempio far giocare i bambini o conservare gli attrezzi in giardino.

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Un altro esempio di padiglione temporaneo costruito con pallet è quello realizzato da tre giovani architetti Stefano Prinzivalli, Giuseppe Lamanna e Lenny Valentino Schiaretti che hanno progettato e realizzato la struttura con pallet in legno e tubi metallici provenienti da materiale esclusivamente di recupero, seguendo una filosofia basata sulla reversibilità del processo architettonico, sul contenimento  dei costi e sul minimo impatto sul territorio (Fig. 3). La struttura è stata realizzata nell’ambito del recupero dell’aerea verde della piscina estiva del piccolo comune di Gavorrano (GR), abbandonata a se stessa da molti anni, ma che rappresenta un’area di importanza strategica per il territorio del piccolo comune. Il chiosco ha una superficie di circa 20 mq, accoglie il bar, un piccolo magazzino e il punto informazioni per i clienti della piscina. È appoggiato al terreno con opere che non hanno comportato modifiche morfologiche all’area. I pallet in legno, con funzione di tamponamento e ancorati alla struttura portante in acciaio, garantiscono velocità di costruzione e facilità nell’installazione degli impianti, grazie agli spazi cavi presenti all’interno dei singoli elementi.

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Si trova invece nello stato di New York il Dream Weaver Pavilion (Fig. 4, pag. 10) ideato e costruito in collaborazione con l’architetto Luis Rivera, opera funzionale e artistica allo stesso tempo realizzata nel 2011 in occasione della City of Dreams Pavilion Contest in Governor’s Island. Il padiglione in pallet di legno è stato allestito con colonne di pallet disposti a spirale, ha una struttura aperta e flessibile che agisce come un luogo in cui tenere svariate attività ricreative ed educative quali conferenze, spettacoli di danza, concerti e persino pic-nic. I pallet di legno sono utilizzati in diverse modalità. Quelli più bassi come sedili per il riposo e il relax, mentre gli altri formano “pilastri” a spirale che sostengono la copertura ideata per realizzare uno spazio d’ombra e realizzata con un tessuto robusto e anch’esso riciclabile.

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Le strutture realizzate con materiali riciclati offrono alle persone un alloggio economico, contribuendo allo stesso tempo alla salvaguardia dell’ambiente. Le strutture realizzate con pallet in legno sembrano che stiano guadagnando sempre più popolarità perché aumenta la sensibilizzazione al concetto di riciclo e ai benefici sia estetici sia economici che ne derivano. Avatar Architettura, una società di architettura e di progettazione industriale italiana ha realizzato una struttura temporanea chiamata Pavilion del Pallet Riciclato (Fig. 5, pagina precedente). Questa struttura può essere assemblata in quattro giorni e utilizzata per diversi scopi. Attualmente è situata nel giardino di Villa Romana  all’interno dell’Istituto tedesco di Cultura a Firenze. Misura circa   100 mq ed è stato realizzato da pallet prefabbricati in legno a forma di diamante uniti tra di loro grazie a speciali giunzioni. 

È invece un teatro, chiamato Jellyfish, la costruzione progettata e realizzata dall’architetto tedesco Martin Kaltwasser situato in un parco giochi a sud di Londra (Fig. 6, pagina precedente). I materiali utilizzati per la costruzione sono raccolti da cantieri edili e i classici pallet di legno utilizzati per le spedizioni. Gli abitanti del posto hanno dato il proprio contributo fornendo legno usato altrimenti destinato alla discarica. Il teatro è uno spazio confortevole che può ospitare fino a 120 spettatori ed è conforme a tutte le norme anti-incendio. Una volta smantellato, i pallet sono riutilizzabili per la creazione di un’altra opera, nell’ottica di un riciclo continuo.

Il Pupa Pavilon (Fig. 7, pagina precedente) è un progetto realizzato da Liam Hopkins che ha progettato questo padiglione con pallet di legno. Il progettista si è ispirato alle ragnatele, agli alveari e alle tessiture dei nidi degli uccelli. Il grande tendone è interamente costruito con pallet di scarto riciclati, cartone e altri rifiuti. Questa opera faceva parte di una commissione d’arte “Waste Not Want It”, che aveva l’obbiettivo di incoraggiare e favorire il riutilizzo dei materiali per creare opere d’arte. I pallet di spedizione e i rifiuti di cartone inizialmente sotto forma di balle sono stati successivamente ridotti in poltiglia e modellati in 3972  moduli  triangolari  tra  loro  assemblati per dar vita all’originalissima struttura. Anche le sedie e i tavoli sono realizzati con pallet di legno riciclati.

Un ulteriore modo originale e funzionale per riciclare pallet di legno è stato realizzato in Francia dall’architetto Stephane Malka che ha avuto la geniale idea di riutilizzarli per abbellire l’esterno di un edificio di Parigi adibito a residenza studentesca (Fig. 8). Questi pallet in legno sono assemblati insieme da cerniere orizzontali che li rendono resistenti e stabili allo stesso tempo. I pallet possono essere collocati in varie forme, creando figure sempre diverse in quanto le geometrie possono essere modificate come qualsiasi altra struttura modulare.

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La Palett Haus (Fig. 9) è stata ideate da due studenti dell’Università di Vienna e nel 2008 ha vinto il GAUDI European Student Competition sull’Architettura Sostenibile alla Biennale di Architettura tenutasi a Venezia. È costruita con circa 800 pallet in legno, è grande circa 60 mq, è modulare,  efficiente dal punto di vista energetico ed economica, perfetta quindi per la realizzazione di alloggi a basso costo in paesi in via di sviluppo che non hanno facile accesso a materiali utilizzati di solito per costruire.

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Forêt II (Fig. 10) è un cubo di meditazione costituito da 810 pallet di legno riciclato  dell’artista Phil Allard e dell’architetto Justin Duchesneau. I suoi angoli sono posizionati ai quattro punti cardinali e rappresentano l’incontro e il collegamento dei territori. Il lavoro è stato presentato nel 2011 all’Art Festival di Rideau Canal a Ottawa. Forêt II è anche l’emblema su scala ridotta di una foresta che filtra la luce attraverso i vari elementi che rappresentano i rami degli alberi, risorsa da cui derivano i pallet.

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Per concludere questa prima parte sull’arte del riciclo con i pallet non può mancare la Slumtube (Fig. 11) ideata dai designer Andreas Claus Schnetzer e Pils Gregor. Anche questa originale struttura utilizza pallet riciclati insieme ad altri materiali locali come argilla e paglia che rendono la costruzione termicamente isolata e in grado di sopportare le temperature estremamente calde e fredde di Johannesburg in Sud Africa. È stata utilizzata per ospitare studenti europei che si sono offerti di educare i bambini della comunità di una borgata della città. Il progetto è stato sponsorizzato dal governo austriaco in collaborazione con l’Università Tecnica di Vienna.

E ora, date le imminenti festività pasquali, non mi resta che augurare a tutti…

buona-pasqua

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