Manager italiani bocciati in alimentazione

di | Pubblicato il 22 settembre 2017
Tag:

«Avevo le capacità, il talento e la motivazione, avevo le risorse per sperimentare ogni genere di allenamento fisico e mentale concepito dall’uomo, nonché i medici migliori del pianeta a mia disposizione. Mi allenavo nel modo giusto, giocavo nel modo giusto, ma a frenarmi era qualcosa che non avrei mai sospettato: mangiavo nel modo sbagliato.»

N. Djokovic

Una vita sempre di corsa, acceleratore premuto al massimo, costantemente in movimento per inseguire un’agenda fitta di appuntamenti e scadenze: è questa, di norma, la vita dei manager italiani. Le aspettative del mercato e dei clienti sono alte: bisogna essere brillanti, efficienti, reattivi nel perseguire gli obiettivi e mantenere al top le performance professio-nali.

Ma come si nutrono o dovrebbero nutrirsi i  manager? Come è intuibile dal brano del grande tennista, i manager tendono a non seguire alcuna regola di ordine alimentare. Ma soprattutto gli impegni pressanti li portano a non rispettare gli orari dei pasti. Quello del timing nutrizionale è un aspetto estremamente importante, forse l’aspetto più delicato per curare il legame, scientificamente provato dall’ILO (International Labour Office di Ginevra, l’organizzazione internazionale e del lavoro) tra alimentazione e performance lavorative.

È dimostrato, infatti, che saltare i pasti provoca non solo un abbassamento del livello di zucchero nel sangue con conseguente calo delle capacità intellettive, ma anche l’innescarsi di una serie di fattori stressanti, tra cui la produzione dell’ormone adrenalina, che provoca, attraverso il sistema nervoso simpatico, una situazione di irritabilità.

La dieta dei manager (impieghiamo il termine dieta intendendolo come stile di vita e non come restrizione calorica) ha bisogno di alcuni punti fermi: 5-6 pasti al giorno, semplici e leggeri, in modo tale da avere sempre energia disponibile.

A colazione, il consiglio è quello di preferire il salato dando via libera a pane tostato o cereali con uova o stracchino o in alternativa yogurt greco, accompagnati da una tazza di the verde, che ha un forte potere antiossidante e a 4-5 mandorle o altra frutta secca in modo  da prolungare il senso di sazietà e stabilizzare la glicemia. Il pranzo deve essere ricco in proteine come carne o pesce o legumi, accompagnati da verdure preferibilmente cotte, in modo da  prevenire la sonnolenza postprandiale. La sera, invece, va preferita una porzione medio-piccola di carboidrati complessi (riso, pasta, cereali, pane) i quali aumentano, stimolando l’insulina, la disponibilità di triptofano, il precursore della serotonina, regolatore del ritmo sonno-veglia. Gli spuntini di metà mattina e pomeriggio devono essere rapidi e leggeri, a base di 15 gr di frutta secca o frutta di stagione.

Si conosce, inoltre, l’importanza dell’acqua che regola l’equilibrio idro-salino, la cui quantità deve attestarsi sui 2 lt. al giorno. Merita, inoltre, un piccolo ma importante inciso sulla caffeina, un alcaloide presente in alcune bevande come caffè, the, mate, coca cola, ecc., con azione stimolante e psicoattiva e che quindi è spesso necessaria in un lavoro come quello manageriale. Oltre, però, agli effetti positivi, non va dimenticato che abusarne può dare effetti collaterali e una forma di dipendenza conosciuta come caffeismo.

Inoltre il metabolismo della caffeina è soggettivo e c’è quindi chi ha bisogno di una dose maggiore o minore per avere lo stesso effetto.

Per conoscere tutto ciò, sono disponibili test genetici, che si effettuano tramite un semplice prelievo con tampone boccale, che valutano la presenza o meno del gene CYP1A2 responsabile del metabolismo della caffeina.

Grazie a questi test genetici, messi a disposizione da Salugene srl (spin-off dell’Università di Tor Vergata), è possibile conoscere la predisposizione a eventuali intolleranze che potrebbero causare stati di confusione, mal di testa, palpitazioni cardiache, dolori allo stomaco, tensione addominale, etc., che vengono solitamente trascurati.

Dunque il consiglio che si può dare ai manager è quello di operare una piccola rivoluzione nel proprio modo di alimentarsi, incorporando nella propria agenda anche una semplice ed efficace dieta. Ne gioverà il proprio stato di benessere e, di conseguenza, anche le performance saranno migliori.

Tratto da . Scarica il numero in formato pdf.