La nuova frontiera del curriculum vitae

di | Pubblicato il 18 dicembre 2017

Ormai lo sappiamo, anzi ne siamo certi, la rivoluzione digitale ha invaso tutti i campi della nostra vita, tanto quella privata quanto quella professionale e anche il processo di ricerca e di selezione si è adeguato al cambiamento. Un tempo funzionava più o meno così: una volta a settimana venivano pubblicati gli annunci di lavoro su riviste specializzate e su quotidiani, nazionali e locali e chi era interessato rispondeva a tali annunci mandando il curriculum. A quel punto non rimaneva che attendere un’eventuale chiamata a colloquio.

Oggi è tutto diverso, ogni passaggio è stato digitalizzato: dalla pubblicazione dell’annuncio all’invio del CV, dalla mappatura delle competenze alla condivisione dei profili social.

Sebbene il curriculum rivesta, infatti, ancora una grande importanza, soprattutto in Italia, quello che lo completa è certamente la lettera di presentazione e soprattutto il nostro profilo social, quel profilo che noi stessi mostriamo al mondo attraverso le nostre foto, i nostri commenti, i famosi Like o i Tweet.

Quindi la prima “regola” da osservare, quando siamo alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa è curare la nostra immagine “social”, con la stessa attenzione e cura dei particolari che utilizziamo per curare la nostra immagine il giorno del colloquio o nelle occasioni importanti che la vita lavorativa ci riserva: discussioni, convegni, presentazioni etc.

Tutta questa attenzione alla parte social di ciascuno di noi non deve, tuttavia, indurre a ignorare il vecchio e caro curriculum vitae, il sunto delle nostre abilità e competenze. Ma come scriverlo? È necessario adottare il formato europeo? Possiamo pensare di renderlo originale e magari dargli un aspetto diverso dal solito? L’unica risposta a questa domanda è che certamente l’unicità, soprattutto per alcuni tipi di lavoro, paga sempre.

La prima cosa da fare è quella di personalizzare il nostro curriculum cercando di adeguarlo all’annuncio al quale stiamo rispondendo. Dobbiamo sempre tener presente che oggi le aziende ricevono un numero altissimo di  curricula e molti di essi sono simili sia in senso prettamente estetico che contenutistico. Sarebbe quindi bene che il nostro CV contenesse qualche elemento di originalità che colpisca il selezionatore durante la fase di screening, sempre che questa non venga effettuata da un software.

A questo punto possiamo pensare al formato da dare al nostro CV, liberandoci, una volta per tutte dal retaggio del “formato europeo” tanto di moda fino a un paio di anni fa. Il formato europeo è, infatti, molto limitante, non permette di descrivere e raccontare le proprie esperienze, ma soprattutto le capacità che si sono acquisite nel corso del tempo. Senza contare che i formati così rigidi e standardizzati penalizzano, per non dire neutralizzano, qualsiasi forma di originalità.

Ed è proprio quest’ultima parola che dovrebbe guidarci nell’era della digitalizzazione perché grazie ai social media oggi siamo arrivati alla nuova frontiera del curriculum ovvero il video curriculum. Ebbene sì! Oggi il nostro curriculum può diventare un video, una musica, delle immagini, noi stessi che ci presentiamo.

Ovviamente tutto ciò lascia ampio spazio alla fantasia ma non dobbiamo mai perdere di vista l’obiettivo principale: catturare l’interesse, raccontare di noi ma soprattutto mettere in evidenza le nostre competenze e motivazioni, il tutto in modo chiaro e semplice.

Ma cosa deve contenere un video curriculum? Sicuramente tutte le informazioni anagrafiche, il titolo di studio, la formazione, le competenze acquisite e le esperienze lavorative, ma anche qualche caratteristica di noi stessi e del perché abbiamo deciso di inoltrare la candidatura, perché ci riteniamo idonei a coprire quella posizione. Sono sempre più numerose le aziende che chiedono di caricare un video al momento della candidatura, perché certamente è utile per mettere a fuoco il candidato, perché in questo modo lo screening è più veloce e perché oltre alle parole e ai profili social il valutatore può avere ulteriori elementi: il linguaggio, il modo di parlare, eventuali inflessioni dialettali, la prossemica e tanti altri aspetti legati alla sfera del verbale, del non verbale e del paraverbale. Qualche consiglio pratico per un prodotto di buon livello? Il video non deve superare i tre minuti, deve essere registrato in uno spazio confortante per noi e per chi andrà a vedere il video, è importante che il luogo scelto sia silenzioso, senza rumori di sottofondo. È assolutamente importante silenziare televisioni, radio e cellulari, indossare un abbigliamento idoneo, un trucco non appariscente e scandire bene le parole mantenendo un atteggiamento il più naturale possibile di fronte alla telecamera.

Vorrei concludere condividendo con voi alcuni dati che evidenziano come anche nel nostro Paese la procedura di selezione stia cambiando rapidamente. Da luglio 2016 un grande brand come Uniliver ha rivoluzionato il modo di fare recruiting, attivando cioè i canali social e superando di fatto i canali tradizionali per la scelta dei candidati Junior. Quale è ora la procedura? L’annuncio di selezione viene pubblicato sui canali social e la candidatura avviene direttamente da Linkedin. A questo punto i dati sono processati da un algoritmo che di fatto scarta tutti i candidati che non sono in linea con il profilo ricercato. Lo step successivo, per i selezionati dall’intelligenza artificiale, sono il superamento di giochi (12 giochi in 20 minuti) che mettono alla prova il candidato sulla gestione dello stress, sulla memoria a breve e a lunga distanza. Solitamente al termine di questo processo il 60% delle candidature viene considerato non idoneo. I non eliminati possono presentare il proprio video curriculum di cui verranno analizzati, sempre attraverso un sistema di intelligenza artificiale, il verbale, il paraverbale e il non verbale del candidato. A questo punto solo gli idonei arrivano al colloquio come tradizionalmente inteso.

Tale sistema ha permesso a Uniliver di trovare i candidati in linea con quanto richiesto, risparmiando ore di lavoro, semplificando il processo di selezione e abbreviando notevolmente i tempi di inserimento in azienda.

Ecco, dunque, la  nuova frontiera della selezione del personale nell’era della digitalizzazione.

Riferimenti

Luisa Adani, 2001 Scrivere il curriculum, 31 modi per essere efficaci Etas libri

Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D. (1967). Pragmatica della comunicazione umana. Roma: Astrolabio

Marco Pacori, 2016, I segreti del linguaggio del corpo, Sperling & Kupfer

http://www.ninjamarketing.it/2017/08/30/stop-curriculum-vitae-unilever-recruiting-intelligenza-artificiale-gamification-tech-digital/

http://www.linkiesta.it/it/article/2015/02/02/come-scrivere-un-curriculum-che-non-finira-nel-cestino/24510/

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/03/29/il-curriculum-europeo-e-una-bufala-e-in-europa-non-lha-mai-usato-nessu/33703/

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