{"id":121,"date":"2014-03-10T10:13:25","date_gmt":"2014-03-10T10:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=121"},"modified":"2014-03-10T10:13:25","modified_gmt":"2014-03-10T10:13:25","slug":"cosi-e-se-vi-pare-ovvero-larte-della-bugia-funzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2014\/03\/10\/cosi-e-se-vi-pare-ovvero-larte-della-bugia-funzionale\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec \u00e8 se vi pare, ovvero l\u2019arte della bugia funzionale"},"content":{"rendered":"<p>Siamo sinceri: qualche volta (anzi, abbastanza spesso) \u00e8 pi\u00f9 brutale e aggressiva una verit\u00e0 sgradevole sbattuta in faccia o, peggio, esibita in pubblico, di una bugia utilizzata come comportamento strategico. E in effetti, tra le varie tipologie di bugie, quella \u201cdiffamatoria\u201d occupa una posizione certamente non dominante: molto pi\u00f9 spesso i \u201cdiffamatori\u201d utilizzano aspetti della realt\u00e0 collegati a fattori strettamente personali che i \u201cdiffamati\u201d avrebbero preferito non fossero mai rivelati.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 esattamente una bugia? Tecnicamente, dal punto di vista della comunicazione, possiamo definirla come la proiezione verbale di una immagine della realt\u00e0, consapevolmente alterata al fine di condizionare la risposta cognitiva, emotiva e comportamentale degli altri. Tale immagine pu\u00f2 essere completamente inventata, oppure elaborata attraverso i ben noti processi di generalizzazione, cancellazione e distorsione dei fatti. Questa definizione ci aiuta a distinguere tra comportamenti teatrali, come quello del bambino che brandisce un pezzo di legno fingendo che sia una spada, e comportamenti ingannevoli, come quello degli adulti che vogliono far s\u00ec che gli altri credano vero ci\u00f2 che essi sanno benissimo essere falso. Il bambino non pretende di convincere nessuno (anche lui sa bene che ha in mano un pezzo di legno), ma desidera condividere una sua rappresentazione mentale che, a seconda dei casi, lo diverte, lo commuove, lo emoziona: quindi, non sta mentendo. La bugia \u00e8 il livello pi\u00f9 evoluto delle manifestazioni ingannevoli presenti in tutto il mondo animale. Il primo livello \u00e8 quello del comportamento mimetico, che \u00e8 stato programmato geneticamente in alcune specie per determinare automaticamente una risposta a determinate caratteristiche ambientali: non c\u2019\u00e8 in questo caso nulla di cognitivo o intenzionale, anche se sempre di inganno si tratta.<\/p>\n<p>A un livello superiore di complessit\u00e0 e di impegno delle facolt\u00e0 cognitive troviamo comportamenti, anche in questo caso geneticamente programmati, che scattano quando l\u2019animale riconosce il verificarsi di una particolare situazione: esempio tipico \u00e8 il fingersi morto in caso di pericolo, comune a molte specie anche inferiori. Al terzo livello troviamo comportamenti ingannevoli di natura ontogenetica, sviluppatisi cio\u00e8 con l\u2019apprendi-mento; un esempio riportato in letteratura \u00e8 quello di un cane che finge di voler uscire per far alzare il padrone e impossessarsi cos\u00ec della sua poltrona preferita.<\/p>\n<p>Il livello pi\u00f9 evoluto \u00e8 quello raggiunto dall\u2019uomo, per il quale la menzogna \u00e8 un\u2019azione comunicativa complessa che implica un notevole impegno mentale, emotivo, relazionale e sociale. \u00c8 anche un\u2019azione frequente tanto che filosofi e studiosi delle scienze umane hanno approfondito in modo sistematico l\u2019ambito della menzogna: da Aristotele e Platone ad Agostino d\u2019Ippona e Tommaso d\u2019Aquino, a Niccol\u00f2 Machiavelli, a Thomas Hobbes fino agli studiosi di oggi. \u00c8 un campo che da sempre ha appassionato la mente umana. Da secoli ci domandiamo perch\u00e9, conoscendo la verit\u00e0, diciamo il falso.<\/p>\n<p>Dal punto di vista etico prevale in assoluto il rifiuto della bugia. Nella Metafisica, Aristotele afferma: \u00abIl falso e il vero non sono nelle cose, come se il bene fosse vero e il male senz\u2019altro falso, ma nel pensiero\u00bb. Nell<i>\u2019Etica Nicomachea<\/i> la distinzione \u00e8 ancora pi\u00f9 netta: \u00abDi per s\u00e9 la bugia \u00e8 turpe e biasimevole, mentre la verit\u00e0 \u00e8 bella e lodevole\u00bb. La sincerit\u00e0, per Aristotele, \u00e8 quella virt\u00f9 che consiste nella disposizione a essere veridici su se stessi, ossia a sembrare quello che si \u00e8: l\u2019uomo veridico \u00e8 \u00abautentico com\u2019\u00e8, sincero sia nella vita, sia nelle parole\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle sacre scritture la menzogna \u00e8 rifiutata senza discussioni (\u00abnon renderai falsa testimonianza\u00bb), anche se la questione si presenta pi\u00f9 sfumata nel pensiero di Agostino d\u2019Ippo-na, che dedic\u00f2 ben due opere al tema (il <i>De mendacio<\/i> e il <i>Contra mendacium<\/i>, rispettivamente del 395 d.C. e 420 d.C.). Agostino propone una classificazione delle menzogne, in ordine di gravit\u00e0 decrescente: 1. la menzogna religiosa (per convertire qualcuno); 2. la menzogna maligna attiva (per fare danno a qualcuno senza giovare a nessuno); 3. la menzogna maligna passiva (per godere dell\u2019inganno e trarne giovamento); 4. la menzogna pura (per il solo piacere di ingannare); 5. la menzogna motivata dal desiderio di piacere (menzogna sociale, per ravvivare la conversazione); 6. la menzogna benevola innocente (per beneficiare qualcuno nei beni materiali senza danneggiare nessuno); 7. la menzogna necessaria per salvare la vita a qualcuno (ad esempio sottraendolo dalle mani di un\u00a0 assassino); 8. la menzogna necessaria per la purezza (per salvare la castit\u00e0). In questi otto generi di bugie, \u00abchi mente pecca tanto meno quanto pi\u00f9 sale verso l\u2019ottavo livello e tanto maggiormente quanto pi\u00f9 scende verso il primo\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Kant non si ha mai, in nessun caso e per nessun motivo, il diritto di mentire, cio\u00e8 di limitare soggettivamente l\u2019accessibilit\u00e0 della conoscenza; questa tesi \u00e8 giustificata da ragioni che concernono il rapporto della conoscenza con il diritto, \u00abpoich\u00e9 la verit\u00e0 non \u00e8 un possesso sul quale si possa concedere il diritto all\u2019uno e ricusarlo all\u2019altro; ma specialmente perch\u00e9 il dovere della veridicit\u00e0 non fa distinzione fra persone verso cui sia possibile avere questo dovere e persone nei cui confronti sia possibile distaccarsene, bens\u00ec \u00e8 un dovere incondizionato, che vale in tutte le situazioni\u00bb. Neanche il mentire a fin di bene pu\u00f2 essere giustificato, poich\u00e9 \u00e8 impossibile essere totalmente sicuri che ci\u00f2 che scaturir\u00e0 dalla bugia sar\u00e0 buono: ci\u00f2 implicherebbe infatti una infallibile capacit\u00e0 di previsione (in contrasto peraltro con il moderno \u201cprincipio di razionalit\u00e0 limitata\u201d).<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 fin troppo facile trovare esempi in cui la bugia, al di l\u00e0 di qualunque riflessione filosofica, \u00e8 senz\u2019altro \u201cbuona\u201d: pensiamo a colui che si autoaccusa di un atto che non ha commesso per evitare ritorsioni su numerose altre persone; o immaginiamo di mentire a un sicario che cerca un innocente per ucciderlo. Difficile trovare riprovevoli queste \u201cmenzogne\u201d. E se in particolare la prima pu\u00f2 ancora essere discussa sul piano dell\u2019opportunit\u00e0, data l\u2019evidente difficolt\u00e0 teorica di un confronto tra perdite di vite umane basato sulla quantit\u00e0, la seconda \u00e8 non solo moralmente lecita, ma addirittura in tale circostanza l\u2019opposto (dire cio\u00e8 la \u201cverit\u00e0\u201d) verrebbe considerato un comportamento da vigliacchi. Con questi argomenti il filosofo francese Benjamin Constant contestava la tesi Kantiana; e non c\u2019\u00e8 dubbio che, aperto un varco nel principio assoluto di verit\u00e0, tutto diventa discutibile, tanto da far affermare a Elias Canetti (Nobel per la letteratura 1981): \u00abOdio l\u2019eterna disponibilit\u00e0 alla verit\u00e0, la verit\u00e0 per abitudine, la verit\u00e0 per dovere. La verit\u00e0 dev\u2019essere un temporale: quando ha purificato l\u2019aria, se ne vada (\u2026) Non la si foraggi, non la si misuri; la si lasci crescere nella sua terribile pace\u00bb.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte la bugia \u201cutilitaristica\u201d, giustificata cio\u00e8 dal fine, \u00e8 stata ampiamente teorizzata; molto prima di Machiavelli, nella <i>Repubblica<\/i> di Platone, Socrate, sollecitato da Glaucone, sostiene che i governanti hanno il diritto di dire il falso allo scopo di \u00abingannare nemici o concittadini nell\u2019 interesse dello Stato\u00bb. Platone sosteneva anche che il bugiardo \u00e8 superiore a chi dice sempre la verit\u00e0, poich\u00e9 il primo ha sempre una doppia opzione.<\/p>\n<p>Su questo punto concorda Oscar Wilde ne <i>L\u2019importanza di chiamarsi Ernesto<\/i>: \u00abCi\u00f2 che la gente chiama falsit\u00e0 \u00e8 semplicemente un metodo grazie al quale possiamo moltiplicare le nostre personalit\u00e0\u00bb. Il corrispondente da Washington dell\u2019Evening Standard Jeremy Campbell ha scritto un interessante libro (<i>La grande bugia<\/i>, Garzanti, 2002) in cui sostiene che \u00abl\u2019umanit\u00e0 non avrebbe mai potuto sopportare l\u2019estenuante cammino che l\u2019ha portata alla sua attuale posizione privilegiata sulla scala evolutiva se avesse seguito una dieta scarna ed esigua come quella rappresentata dalla verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Se non vogliamo mentire a noi stessi dobbiamo riconoscere che delle bugie \u2013 utilitaristiche, cortesi o pietose che siano \u2013 non possiamo fare a meno. Sono loro, infatti, che ci permettono di \u201csopravvivere\u201d in situazioni particolarmente difficili o imbarazzanti. Le bugie stanno alla base della societ\u00e0 e delle relazioni sociali. Cosa sono, in fondo, le \u201cbuone maniere\u201d?\u00a0 Se incontriamo un conoscente e lo troviamo improvvisamente invecchiato, stanco, con le borse sotto gli occhi e una pancia prominente, \u00e8 corretto dirgli \u00abstai una schifezza\u00bb, o non \u00e8 pi\u00f9 opportuno il tradizionale \u00abti trovo bene\u00bb? L\u2019uso di questo tipo di \u201cbugia sociale\u201d \u00e8 considerato di fatto segno di buona educazione e di sensibilit\u00e0 verso gli altri.<\/p>\n<p>Le bugie sono utilizzate anche a fini educativi, per rinforzare attitudini e comportamenti virtuosi (come ad esempio le lodi ai primi passi, ai primi accenni di discorso, ai primi scarabocchi dei bambini piccoli) o per reprimere (\u00ab\u2026se non fai il bravo arriva l\u2019uomo nero!\u00bb).<\/p>\n<p>In altri casi le bugie costituiscono distorsioni, esagerazioni o falsificazioni della realt\u00e0 a fini di <i>impression management<\/i>, cio\u00e8 o per nascondere lati della nostra personalit\u00e0 che preferiamo non far trapelare, o per apparire pi\u00f9 interessanti e attraenti non solo agli occhi degli altri ma in qualche caso anche ai nostri. Tutti desiderano in qualche misura proiettare un\u2019immagine di s\u00e9 socialmente desiderabile: per questo spesso i sondaggi di opinione non funzionano, neanche quando sono anonimi, poich\u00e9 il primo destinatario dell\u2019inganno \u00e8 il bugiardo stesso.<\/p>\n<p>La bugia pu\u00f2 avere scopi di difesa rispetto a una potenziale sanzione per un comportamento non conforme a canoni etici e\/o socialmente accettabili, come quando ci si costruisce un alibi per sottrarsi a una pena o, pi\u00f9 semplicemente, per nascondere al partner un tradimento.<\/p>\n<p>In alcuni casi la bugia \u00e8 totalmente inconsapevole, \u00e8 rivolta a noi stessi prima che agli altri, e consiste nel negare o rappresentare in modo alterato realt\u00e0 troppo brutali o dolorose per essere sopportate e che quindi la nostra mente cancella o seppellisce nell\u2019inconscio. Un fenomeno dello stesso tipo avviene spesso anche a livello di gruppi sociali che a volte (in genere sotto l\u2019influenza di un leader) mettono in atto meccanismi di selezione delle informazioni, ignorando quelle potenzialmente destabilizzanti. Si tratta di un autoinganno, con il quale accettiamo un calo dell\u2019attenzione in cambio del sollievo dall\u2019ansia e dallo stress. Tuttavia, ignorare i problemi li lascia irrisolti.<\/p>\n<p>Esiste poi la vastissima casistica delle operazioni di <i>framing<\/i>, che non costituiscono vere e proprie bugie ma che, tramite accorte omissioni e\/o opportune enfasi su particolari dettagli, cercano di influenzare la disposizione o l\u2019inclinazione mentale con cui un individuo esamina un fatto o un messaggio. Il concetto \u00e8 attribuito al lavoro di Erving Goffman, e in particolare al suo <i>Frame analysis: An essay on the organization of experience<\/i> del 1974. Goffman usava questo termine per definire \u00abschemi di interpretazione\u00bb che permettono a individui o gruppi di \u00abcollocare, percepire, identificare e classificare\u00bb eventi e fatti, in tal modo strutturando il significato, organizzando le esperienze, guidando le azioni. Il <i>framing<\/i> \u00e8 usato con disinvoltura dai media e soprattutto in politica. Gli specialisti di queste tecniche sono spesso definiti <i>spin doctor<\/i> (il termine viene dal baseball: si definisce <i>spin<\/i> l\u2019effetto che la palla acquista quando viene colpita di taglio, producendo una traiettoria curva e non rettilinea in grado di mettere in difficolt\u00e0 il battitore) e si presentano di solito come consiglieri per la comunicazione, capi ufficio stampa, portavoce o<i>campaign manager<\/i>; il loro compito \u00e8 quello di formulare messaggi in grado di mostrare il lato migliore di qualsiasi situazione in cui siano implicati i loro clienti, fornendo alla pubblica opinione versioni, non tanto false quanto \u201caggiustate nella forma\u201d, di eventi e notizie.<\/p>\n<p>Forse le bugie pi\u00f9 riprovevoli sono quelle volte a mettere in cattiva luce altre persone, sia per trarne vantaggi personali (ad esempio screditando un potenziale rivale) sia, peggio ancora, per pura malvagit\u00e0 e per il semplice gusto della diffamazione e dell\u2019inganno. Ma esistono anche \u201cbugie etiche\u201d, quando esse abbiano il fine di proteggere qualcuno, risparmiandolo da inutili dolori e dispiaceri, o magari salvaguardando la sua incolumit\u00e0 da potenziali minacce.<\/p>\n<p>Possiamo concludere che, tranne alcuni casi perversi, le bugie sono in grado di svolgere una importante funzione sul piano individuale e sociale. E se occorre evitare che la menzogna diventi una strategia e uno stile di vita (con il rischio di innescare un circolo perverso dal quale non \u00e8 pi\u00f9 possibile uscire: menzogne sempre pi\u00f9 grandi e gravi, usate per coprire le precedenti) occorre anche tener presente che per la sincerit\u00e0 e l\u2019inganno vale quanto sosteneva Gregory Bateson, secondo cui \u00abesiste sempre un valore ottimale oltre il quale ogni cosa diviene tossica: l\u2019ossigeno, il sonno, la psicoterapia e la filosofia. Qualsiasi variabile biologica ha bisogno di equilibrio\u00bb. A tutti noi spetta il compito di trovare, tra i due estremi della sincerit\u00e0 assoluta e della bugia perpetua, il punto di equilibrio che ci salva dallo stress e ci assicura, oltre al benessere psicologico, il mantenimento di un buon sistema relazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo sinceri: qualche volta (anzi, abbastanza spesso) \u00e8 pi\u00f9 brutale e aggressiva una verit\u00e0 sgradevole sbattuta in faccia o, peggio, esibita in pubblico, di una bugia utilizzata come comportamento strategico. 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