{"id":2453,"date":"2020-04-17T17:02:48","date_gmt":"2020-04-17T15:02:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=2453"},"modified":"2020-04-17T17:02:48","modified_gmt":"2020-04-17T15:02:48","slug":"comitologia-ai-tempi-del-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2020\/04\/17\/comitologia-ai-tempi-del-covid\/","title":{"rendered":"Comitologia ai tempi del Covid"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Comitati, commissioni, task force, cabine di regia sono ormai termini che fanno parte della nomenclatura di qualunque struttura di governo. Termini che vengono spesso confusi tra loro, anche se, semanticamente parlando, dovrebbero far riferimento a strutture con compiti e regole di funzionamento diverse. Differenze su cui sarebbe del tutto accademico disquisire dal momento che nella pratica corrente del governo del nostro Paese (e non solo) organismi di questo tipo vengono costituiti quasi esclusivamente per dare una sensazione di attivismo rispetto a qualche problema da risolvere e per coprire le reali incapacit\u00e0 di offrire risposte concrete. Senza contare che in genere si sovrappongono a strutture esistenti con gli stessi compiti, contribuendo ad aumentare la confusione organizzativa, oltre che la cacofonia delle voci che sentenziano sui vari argomenti in discussione. Certo \u00e8 molto pi\u00f9 facile creare un comitato, darne l\u2019annuncio come se ci\u00f2 corrispondesse automaticamente alla soluzione di un problema, piuttosto che impegnarsi nel duro e oscuro lavoro di individuare, responsabilizzare e motivare i talenti all\u2019interno delle amministrazioni esistenti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Una triste riflessione in questo senso mi \u00e8 stata stimolata dall\u2019attuale situazione di emergenza, che purtroppo sta rivelando tutti i limiti non solo della nostra mediocre classe politica, ma anche degli \u201cesperti\u201d di riferimento. Parafrasando una massima di Einstein, oserei dire su base empirica che la qualit\u00e0 di uno scienziato \u00e8 inversamente proporzionale al numero delle interviste che rilascia e al quadrato del numero delle apparizioni nei talk show.<\/p>\n<p class=\"p1\">Cominciamo dall\u2019inizio. Un ottimo manager viene nominato commissario straordinario per l\u2019emergenza epidemiologica Covid-19: ma non c\u2019erano gi\u00e0 la protezione civile (con un comitato tecnico-scientifico costituito ad hoc, forte di 12 componenti e un numero imprecisato di consulenti) e il Ministero della salute? E le Regioni? Come \u00e8 possibile pensare che mettere in campo un altro soggetto con competenze sovrapponibili giovi all\u2019efficienza, e non serva invece solo per dimostrare al grande pubblico che \u201csi \u00e8 fatto qualcosa\u201d? Per inciso, se si va sul sito del governo si trovano oltre 30 \u201ccommissari straordinari\u201d e qualche decina di commissioni: che disgraziato Paese deve essere questo per aver bisogno, oltre che della enorme macchina amministrativa dello Stato, anche di tutte queste gestioni straordinarie (e tutto ci\u00f2 senza contare le numerosissime \u201cAuthority\u201d, alcune delle quali completamente inutili)! In realt\u00e0 la proliferazione di comitati e commissioni ha come unico risultato la de-responsabilizzazione delle amministrazioni, oltre che la creazione di una cortina di fumo per coprire inefficienze e carenze gestionali.<\/p>\n<p class=\"p1\">A fine marzo parte la \u201cTask force scuole e didattica a distanza\u201d del Ministero dell\u2019istruzione, con un numero imprecisato ma elevatissimo di componenti, probabilmente vicino al centinaio di unit\u00e0. Quasi altrettanto numerosa \u00e8 la \u201cTask force data drive\u201d con 74 componenti, istituita il 31 marzo dal Ministro all\u2019Innovazione tecnologica. Inoltre il 15 aprile si \u00e8 riunita per la prima volta la \u201cTask force donne per un nuovo Rinascimento\u201d, 13 componenti, voluta dal Ministro per le pari opportunit\u00e0 con il compito di elaborare idee e proposte per il rilancio sociale, culturale ed economico dell\u2019Italia dopo l\u2019emergenza epidemiologica.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Infine, i<\/span>l 10 aprile il Presidente Conte nomina un comitato \u201ccon il compito di elaborare e proporre al Presidente del Consiglio misure necessarie per fronteggiare l\u2019emergenza epidemiologica COVID-19, nonch\u00e9 per la ripresa graduale nei diversi settori delle attivit\u00e0 sociali, economiche e produttive anche attraverso l\u2019individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell\u2019emergenza\u201d. Un compito, come direbbe Dante, da far tremar le vene e i polsi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il comitato \u00e8 composto da 19 persone (coincidenza?) e viene menzionato spesso come \u201ctask force per la fase 2\u201d, anche se della task force non ha nulla. Task force \u00e8 un termine di origine militare che indica una unit\u00e0 operativa formata per uno specifico compito da portare a termine in tempi definiti. Normalmente viene designato dai vertici il\/la responsabile, e a lei\/lui viene delegata la scelta delle persone e delle risorse da coinvolgere, compatibilmente con le disponibilit\u00e0 di sistema e per il tempo strettamente necessario, in modo esclusivo ed estremamente focalizzato sul \u201ctask\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel caso specifico non si capiscono le scelte fatte. Indubbiamente si tratta di persone eccellenti, ma forse non adatte al profilo di missione. Un esempio su tutti \u00e8 quello del Presidente della Cassa Depositi e Prestiti: basta fare un giro in rete per vedere che oltre a tale incarico \u00e8 anche presidente di FILA SpA, fa parte del Consiglio di amministrazione di Intesa SanPaolo, Avio, Willis Tower Watson e della Fondazione AIRC, \u00e8 Advisor per l\u2019Italia del fondo di private equity Permira e della Societ\u00e0 di Consulenza Partners SpA, \u00e8 nella Giunta di Assonime, insegna alla Bocconi e alla C\u00e0 Foscari. Speriamo gli rimanga un po\u2019 di tempo per la task force.<\/p>\n<p class=\"p1\">La questione potrebbe anche essere irrilevante, dato che un consesso di 19 persone non pu\u00f2 comunque avere nulla di operativo: pi\u00f9 adatto nei casi in cui sia necessario comporre interessi diversi (mi auguro che non sia questa la fattispecie) che quando si devono rapidamente ed efficacemente suggerire decisioni in condizioni di emergenza.<\/p>\n<p class=\"p1\">La relazione tra il numero di componenti di un comitato e la sua efficienza \u00e8 stata illustrata da Cyril Northcote Parkinson in un famoso libro del 1957 (<i>Parkinson\u2019s Law<\/i>), di cui consiglio la lettura: nonostante l\u2019et\u00e0, molti aspetti trattati sono ancora attuali e lo stile \u00e8 ironico e divertente. La Legge di Parkinson spiega come un\u2019organizzazione cresca, indipendentemente dall\u2019aumento o diminuzione della quantit\u00e0 di lavoro che deve svolgere, per effetto di meccanismi gerarchici e di anomalie organizzative. Pu\u00f2 anche succedere che le dimensioni diminuiscano in alcuni comparti, ma questo avviene, in genere, senza intervenire sulla stratificazione e sovrapposizione di funzioni inutili e ingombranti. Secondo Gianfranco Livraghi (<i>Il potere della stupidit\u00e0<\/i>, 2004) questa bizzarra mescolanza di bulimia e anoressia \u00e8 uno dei malanni pi\u00f9 gravi che affliggono le organizzazioni (pubbliche o private), specialmente le pi\u00f9 grandi. Parkinson ci propone anche\u00a0<i>The Law of Delay<\/i>: se un problema \u00e8 serio, urgente, impegnativo e complesso si tende a delegarlo, magari con la scusa di ulteriori approfondimenti. E cosa c\u2019\u00e8 di meglio per questo di un comitato? E cosa importa se poi il ritardo diventa irrimediabile?<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel terzo capitolo Parkinson introduce una nuova disciplina: la \u201ccomitologia\u201d, da non confondere con la \u201ccomitatologia\u201d che, ci crediate o no, fa parte della terminologia della Commissione Europea (cito testualmente dal sito:\u00a0<i>La comitatologia si riferisce a una serie di procedure, comprese le riunioni dei comitati rappresentativi, con cui i paesi dell\u2019UE possono esprimere la loro opinione sugli atti di esecuzione<\/i>).<\/p>\n<p class=\"p1\">Parkinson dimostra empiricamente che all\u2019aumentare del numero dei componenti di un comitato si ha progressivamente non solo una perdita di efficienza (meno decisioni nell\u2019unit\u00e0 di tempo), ma anche una diminuzione della qualit\u00e0 delle decisioni stesse. Parkinson afferma che il numero ottimale \u00e8 cinque, oltre il quale (egli sostiene) cominciano a svilupparsi effetti perversi: dalla difficolt\u00e0 di stabilire la data delle riunioni, alla \u201csindrome della prima donna\u201d (che ovviamente richiede un pubblico un po\u2019 numeroso), alla formazione di varie fazioni interne, alla rappresentanza di interessi troppo minuti (che finisce di solito con il comportare pressioni per un ulteriore aumento dei componenti). Sostiene Parkinson che \u201cil ciclo vitale del comitato ha una importanza tale per la nostra conoscenza dei problemi d\u2019attualit\u00e0, che c\u2019\u00e8 da meravigliarsi del fatto che cos\u00ec scarsa attenzione sia stata dedicata alla scienza comitologica. Tale scienza si basa su un principio primo ed elementarissimo: ogni comitato, ogni consiglio, ha carattere organico e non meccanico; esso non \u00e8 una struttura, ma una pianta. Esso mette radici e cresce, fiorisce, appassisce e muore, spargendo il seme da cui a loro volta fioriranno altri consigli, altri comitati. Solo coloro che tengono in mente tale principio possono sperare di procedere nella comprensione della struttura e della storia del governo moderno.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">Pur essendo chiaro che il numero ottimale dei membri di un comitato varia da 5 a 9, l\u2019osservazione insegna che \u00e8 molto difficile contenerne la crescita, per alcuni membri a motivo della loro competenza specifica, per altri \u2013 e sono i pi\u00f9 \u2013 perch\u00e9 darebbero troppo fastidio restando fuori. Si pu\u00f2 vincere la loro opposizione solo compromettendoli nelle decisioni che si prendono. Man mano che essi entrano (e si calmano) il numero totale dei membri cresce di solito da dieci a venti. In questa fase gi\u00e0 si presentano notevoli svantaggi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Lo svantaggio pi\u00f9 evidente \u00e8 la difficolt\u00e0 di riunire tante persone, non necessariamente nello stesso posto, ma certamente allo stesso giorno e alla stessa ora. Inoltre, al di l\u00e0 delle buone intenzioni, diventa impossibile garantire la riservatezza e, ammesso che il comitato provi a lavorare, si far\u00e0 intensa la pressione di gruppi esterni che insistono per avere nuovi membri che li rappresentino. Si formano poi fazioni interne le quali cercano di acquistare forza reclutando elementi nuovi. Si raggiunge e si sorpassa il traguardo dei venti. Pu\u00f2 anche succedere che le persone migliori trovino ingiustificata la partecipazione al comitato rispetto al tempo richiesto per la produzione di risultati e preferiscano dedicarsi ad altre attivit\u00e0 che ritengono pi\u00f9 produttive. Il comitato finisce cos\u00ec per l\u2019avvitarsi in una spirale di \u201cselezione avversa\u201d per cui all\u2019aumento del numero corrisponde anche una diminuzione della qualit\u00e0 dei membri: partecipano solo quelli con forti interessi diretti e\/o con meno opportunit\u00e0 alternative.<\/p>\n<p class=\"p2\">Comunque, Parkinson propone (ironicamente) una formula per calcolare il livello di inefficienza di un comitato, che mi sono permesso di rivisitare. Non sar\u00e0 male premettere che le ipotesi alla base del calcolo presuppongono clima temperato, poltrone di cuoio e musica rilassante nel sottofondo. Ci\u00f2 premesso, ecco la formula per il calcolo del \u201ccoefficiente di inefficienza\u201d X:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-740 aligncenter\" src=\"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/equazione-comitologia.png\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"149\" \/><\/p>\n<p class=\"p2\">Nella formula m indica il numero medio dei membri presenti; n il numero dei membri che subiscono l\u2019influenza di pressioni esterne; a il tasso di colesterolo del membro pi\u00f9 giovane; d la distanza, espressa in centimetri, fra i due membri che seggono pi\u00f9 lontani l\u2019uno dall\u2019altro o, nel caso di riunione telematica, l\u2019ampiezza di banda della connessione del membro tecnologicamente pi\u00f9 scarso; p la pazienza del presidente, misurata secondo la scala Peabody; b la pressione sanguigna media dei tre membri pi\u00f9 anziani, rilevata poco prima della riunione e y il tasso alcolemico medio del comitato.<\/p>\n<p class=\"p1\">Parkinson presenta anche un\u2019interessante analisi storica, in cui dimostra come all\u2019aumento del numero dei membri di gabinetto in alcuni Paesi corrisponda un declino di prestigio ed influenza: causa o effetto che sia, i dati sembrano provare la tesi. Sulla base di questa analisi Parkinson si spinge anche ad affermare che un altro \u201cnumero aureo\u201d per la dimensione di un comitato possa essere otto: infatti, alla data di pubblicazione del suo libro \u00e8 l\u2019unico numero che tutti gli stati esistenti avevano unanimemente evitato come numerosit\u00e0 del gabinetto. Esistono anche recenti interessanti studi statistici che peraltro confermano le intuizioni di Parkinson.<\/p>\n<p class=\"p1\">Mi auguro che, per una volta e nell\u2019interesse di tutti, la teoria e l\u2019evidenza empirica vengano smentite dai fatti. Ma sar\u00e0 dura. In bocca al lupo, Dr. Colao!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comitati, commissioni, task force, cabine di regia sono ormai termini che fanno parte della nomenclatura di qualunque struttura di governo. Termini che vengono spesso confusi tra loro, anche se, semanticamente parlando, dovrebbero far riferimento a strutture con compiti e regole di funzionamento diverse. 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