{"id":246,"date":"2016-10-06T13:34:40","date_gmt":"2016-10-06T13:34:40","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=246"},"modified":"2016-10-06T13:34:40","modified_gmt":"2016-10-06T13:34:40","slug":"equilibrio-e-allineamento-individuale-nella-vita-lavorativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2016\/10\/06\/equilibrio-e-allineamento-individuale-nella-vita-lavorativa\/","title":{"rendered":"Equilibrio e allineamento individuale nella vita lavorativa"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00ab<\/span><span class=\"s2\">Ho scoperto presto che non si pu\u00f2 cambiare il mondo. Il meglio che si possa fare \u00e8 imparare a convivere in equilibrio con esso\u00bb. Questa frase, attribuita al saggista statunitense Henry Miller, porta con s\u00e9 un sapiente consiglio cos\u00ec come conduce a una sconsolata riflessione. L\u2019individuo cerca naturalmente di trovare un equilibrio tra s\u00e9 e il contesto in cui vive: quando pu\u00f2, adatta l\u2019ambiente alle proprie preferenze; in caso contrario, arriva anche a modificare le proprie idee per tollerare una condizione negativa e, raggiungendo un compromesso con s\u00e9 stesso, rimuovere il conflitto. Il problema risiede nel fatto che quanto pi\u00f9 tale compromesso intacca i livelli profondi della personalit\u00e0 dell\u2019individuo, tanto pi\u00f9 \u00e8 intenso lo sforzo per accettarlo e, anche se il compromesso viene accettato, \u00e8 pi\u00f9 elevato il livello di disagio e di malessere inconscio che l\u2019individuo rischia di raggiungere. Considerando che, nelle societ\u00e0 evolute, le persone passano la maggior parte del loro tempo in contesti lavorativi, ci si spiega perch\u00e9 gli studi di psicologia debbano necessariamente integrarsi con quelli dell\u2019organizzazione aziendale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">In questo ambito, il problema dell\u2019equilibrio dell\u2019individuo nel proprio contesto lavorativo pu\u00f2 essere approfondito e schematizzato attraverso la rappresentazione della \u201cpiramide dell\u2019allineamento individuale\u201d riportata in Figura 1, ispirata allo schema dei livelli neurologici originariamente concepito da Robert Dilts nel 1990.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-259\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Schermata-2016-10-06-alle-15.45.40-1.png\" alt=\"\" width=\"200\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Risalendo dal basso verso l\u2019alto, ovvero partendo dall\u2019ambiente e muovendosi verso gli strati pi\u00f9 profondi dell\u2019individuo fino alla sua identit\u00e0, si trovano:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">il <b>contesto<\/b>, ovvero ci\u00f2 che si ha intorno; l\u2019ambito lavorativo oltre a quello privato. Si consideri il caso del contesto tipico del <i>trading floor<\/i> finanziario e le mansioni assegnate a un dipendente di una banca d\u2019affari. Qui tipicamente si richiede all\u2019individuo di prendere velocemente decisioni importanti, interpretando in pochi istanti una serie di segnali che provengono dal mercato borsistico, reagendo in maniera fredda e con il solo e unico obiettivo di raggiungere un risultato economico misurabile attraverso pochi e sostanziali indicatori;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">il <b>comportamento<\/b> \u00e8 l\u2019insieme delle reazioni dell\u2019individuo, ovvero come egli esplica i propri incarichi, come si relaziona con altri colleghi, con i clienti, con i superiori, con il personale di servizio, o quanto impegno dedica alla propria attivit\u00e0. Generalmente chi lavora sui <i>trading floor<\/i> ha un comportamento caratterizzato da una grande concentrazione sul risultato e da una fortissima determinazione. Ciononostante, si registrano spesso comportamenti differenti relativamente al grado di sudditanza rispetto ai propri superiori oppure al livello di prevaricazione dei colleghi, tanto che i trader di successo spiccano per un comportamento visibilmente diverso da quello dei colleghi destinati a una carriera pi\u00f9 limitata;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">le <b>capacit\u00e0<\/b> sono le competenze dell\u2019individuo, ovvero ci\u00f2 che egli sa fare, che purtroppo spesso non \u00e8 allineato a ci\u00f2 che effettivamente fa. Il dipendente della banca d\u2019affari dell\u2019esempio potrebbe essersi laureato in architettura anzich\u00e9 aver avuto una formazione in discipline economiche ma, nonostante tale disallineamento tra le sue capacit\u00e0 e ci\u00f2 che gli \u00e8 richiesto di fare, potrebbe comunque riuscire nel suo lavoro, magari compensando la sua carenza formativa con un\u2019innata attitudine al <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>decision making e una grande capacit\u00e0 di gestione dello stress;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">le <b>convinzioni<\/b> sono le idee che l\u2019individuo si crea vivendo e operando nel contesto, quindi sono opinioni ben radicate, pur se generalmente formatesi in tempi recenti e che l\u2019individuo \u00e8 disposto a rimettere in discussione. Un dipendente della banca d\u2019affari potrebbe essere convinto che il suo superiore gli preferisca un suo collega ai fini della progressione di carriera, oppure potrebbe essere sicuro di potersi fidare solo di alcuni colleghi e non di altri;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">le <b>credenze<\/b> sono le idee raffinate ed elaborate negli anni, soprattutto attraverso la propria educazione, che l\u2019individuo assume come certezze. I convincimenti politici, quando non si basano semplicemente sul giudizio dei singoli rappresentanti di partito, sono credenze; un altro esempio \u00e8 dato dalle idee stereotipate, come quella secondo cui le donne sarebbero meno capaci degli uomini alla guida. In ambito lavorativo, molti dipendenti sono intimamente certi del fatto che esista una stretta corrispondenza tra le ore che dimostrano di trascorrere sul luogo di lavoro e la valutazione delle loro prestazioni;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s2\">i <b>valori<\/b> sono le qualit\u00e0 e i principi presi a riferimento per un giudizio. Sono pochi ma variegati ideali primitivi cui tutti gli individui prestano fede: libert\u00e0 di azione oppure giustizia sociale, equit\u00e0 di trattamento oppure meritocrazia, ecc. Riprendendo il caso del <i>trading floor<\/i>, difficilmente chi segue la carriera della finanza potr\u00e0 eccellere senza sposare il valore del giudizio meritocratico, per s\u00e9 e per gli altri: l\u2019agguerritissima concorrenza, soprattutto tra colleghi all\u2019interno di una stessa societ\u00e0, viene innescata da schemi di <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>remunerazione e di progressione di carriera estremamente variabili sulla base dei risultati economici ottenuti. I dipendenti tendono, prima o poi, a correlare la propria autorealizzazione con i valori degli indicatori di prestazione lavorativa; nella mente dell\u2019individuo, ci\u00f2 porta a sminuire l\u2019istinto di solidariet\u00e0 tra colleghi, all\u2019insegna della regola ben rappresentata dalla locuzione latina <i>mors tua, vita mea<\/i>.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">L\u2019architetto (A) impiegato nella citata banca d\u2019affari fronteggia sicuramente un problema di disallineamento di capacit\u00e0 rispetto, ad esempio, al collega di studi che si \u00e8 laureato con una tesi sul design di interni ed \u00e8 stato assunto in uno studio di architettura per occuparsi di progetti di grandi ville. D\u2019altra parte, per\u00f2, egli ha avuto una formazione superiore che gli ha fornito un orientamento alla valu-tazione di aspetti quantitativi e che pu\u00f2 essergli molto utile nel suo lavoro di trader. Il suo livello di frustrazione sar\u00e0, quindi, sicura-mente minore rispetto al caso di una laureata in psicologia (B) costretta, a causa di una difficile congiuntura del mercato del lavoro, a impiegarsi come massaggiatrice; in quest\u2019ultimo caso, il grado di sovrapposizione tra le sue capacit\u00e0 e il comportamento richiesto \u00e8 evidentemente ridotto. Questi due casi possono essere rappresentati con le piramidi differentemente disallineate e rappresentate in Figura 2.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-260\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Schermata-2016-10-06-alle-15.45.53-1.png\" alt=\"\" width=\"500\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Fortunatamente, il sempre pi\u00f9 frequente disallineamento tra capacit\u00e0 e comportamento \u2013 disadattamento ambientale \u2013 \u00e8 paradossalmente anche uno dei meno gravi da fronteggiare per l\u2019individuo. Nonostante la psicologa citata in precedenza possa essere convinta di vivere una situazione di massima insoddisfazione, poich\u00e9 sottovalutata e sottoimpiegata rispetto alle proprie capacit\u00e0, tale disagio viene per\u00f2 riconosciuto ed esplicitato chiaramente e quindi, anche se in seguito a una necessaria riflessione, la situazione pu\u00f2 essere gestita accettandola con un compromesso o rigettandola attraverso l\u2019abbandono del lavoro. Il disallineamento di livello inferiore, tra comportamento e contesto, raramente conduce alla radicazione di un disagio personale, poich\u00e9 non \u00e8 una situazione stabile. Si consideri, ad esempio, il caso di un dipendente che non agisca conformemente a quanto richiesto: anche se costituisce un problema importante, \u00e8 comunque destinato a risolversi in brevissimo tempo attraverso la sostituzione della persona in questione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Una situazione ben peggiore deriva invece dal disallineamento ai livelli superiori, nel momento in cui la situazione di disagio e malessere non affiora chiaramente e rimane sopita, non portando ad una situazione decisoria, consumando interiormente l\u2019individuo e spingendolo ad atteggiamenti distruttivi. Tra le configurazioni che conducono alle situazioni di stress pi\u00f9 gravi si ha quella riportata nella Figura 3. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s2\"><span class=\"Apple-converted-space\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-261\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Schermata-2016-10-06-alle-15.46.02-1.png\" alt=\"\" width=\"200\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Rimanendo nel contesto dell\u2019alta finanza preso come esempio in precedenza, questo potrebbe essere il caso di un top manager di successo: estremamente brillante e capace nel suo settore; fortemente allineato alla vision e alla mission della banca d\u2019affari ove lavora; naturalmente a suo agio in un contesto assolutamente competitivo e carrieristico; convinto che la principale gratificazione provenga dai suoi successi in ambito lavorativo e che l\u2019autoaffermazione personale si conquisti attraverso il confronto dei beni di lusso che il suo elevato bonus annuale riesce a garantirgli contro le meno ricche esibizioni dei suoi colleghi; cresciuto, per\u00f2, in un contesto familiare e di amicizie basate su un fortissimo rispetto dei valori di solidariet\u00e0, generosit\u00e0, spirito di gruppo, aiuto e comprensione dei meno fortunati. Tali situazioni sono spesso metabolizzate unicamente a livello inconscio e, quindi, pi\u00f9 che risultare in latenti atteggiamenti di ostruzionismo, apparentemente irragionevoli, sono qualificabili nel lungo periodo come veri e propri fattori scatenanti gravi nevrosi nell\u2019individuo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">L\u2019espressione \u201cricerca di equilibrio\u201d non deve essere quindi interpretata come la volont\u00e0 di permanere in un atteggiamento statico: l\u2019individuo realmente equilibrato \u00e8 colui che persegue un allineamento tra valori, credenze, convinzioni, capacit\u00e0, comportamento e contesto, costruendo una piramide ben solida e centrata sulle proprie fondamenta. Dal punto di vista lavorativo, l\u2019allineamento assoluto \u2013 tanto raro quanto auspicabile \u2013 si ottiene quando l\u2019individuo, cercando di conseguire la propria serenit\u00e0 e l\u2019armonia con l\u2019ambiente che lo circonda, si trova anche ad innalzare quantitativamente gli indicatori di prestazione dell\u2019organizzazione ove lavora. \u00c8 una condizione difficile da raggiungere ma che ognuno dovrebbe perseguire con tutte le proprie forze; soprattutto all\u2019inizio della propria carriera lavorativa, quando le scelte occupazionali tendono a basarsi su strategie miopi o sulla valutazione di aspetti puramente economici o logistici, dimenticando la nota massima di Confucio: \u00abscegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Riadattato da: M.M. Schiraldi \u201cGestione del Cambiamento e Leadership\u201d, in <i>Manuale di Direzione d\u2019Impresa<\/i> a cura di A. La Bella e G. Capece, Edizione Franco Angeli, 2012.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abHo scoperto presto che non si pu\u00f2 cambiare il mondo. Il meglio che si possa fare \u00e8 imparare a convivere in equilibrio con esso\u00bb. Questa frase, attribuita al saggista statunitense Henry Miller, porta con s\u00e9 un sapiente consiglio cos\u00ec come conduce a una sconsolata riflessione. 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