{"id":284,"date":"2016-12-18T13:44:31","date_gmt":"2016-12-18T13:44:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=284"},"modified":"2016-12-18T13:44:31","modified_gmt":"2016-12-18T13:44:31","slug":"a-lezioni-americane-da-italo-calvino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2016\/12\/18\/a-lezioni-americane-da-italo-calvino\/","title":{"rendered":"A &#8220;Lezioni Americane&#8221; da Italo Calvino"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><i>Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio<\/i> \u00e8 un libro basato su una serie di lezioni\/conferenze che Italo Calvino avrebbe dovuto tenere, nell&#8217;autunno del 1985, all\u2019Universit\u00e0 di Harvard, nel contesto delle prestigiose Norton Poetry Lectures, intitolate al dantista e storico dell&#8217;arte americano Charles Eliot Norton. Calvino, primo scrittore italiano ad essere invitato come relatore, tuttavia non riusc\u00ec mai a partecipare: mor\u00ec prima di poter partire per gli Stati Uniti, nel settembre del 1985, e gli scritti in questione furono, appunto, raccolti con il titolo di <i>Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio<\/i> e pubblicati postumi a cura della moglie Esther.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00abLa mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura pu\u00f2 dare coi sui mezzi specifici. Vorrei dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o specificit\u00e0 della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La scelta del tema da proporre in occasione delle Norton Poetry Lectures era libero e Calvino decise di circoscrivere il proprio. Leggerezza, rapidit\u00e0, esattezza, visibilit\u00e0 e molteplicit\u00e0: ecco i valori letterari di base, quelli da conservare e trasmettere al millennio successivo. In realt\u00e0 esisteva anche una sesta lezione, dedicata alla consistenza, di cui rimangono solo degli appunti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma andiamo con ordine: <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00abDopo quarant\u2019anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti di diversi, \u00e8 venuta l\u2019ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione \u00e8 stata il pi\u00f9 delle volte una sottrazione di peso\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il primo valore analizzato \u00e8 la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><b>leggerezza<\/b>, intesa come definizione totalizzante del lavoro stesso dello scrittore. Saltellando tra i grandi della propria biblioteca, Calvino dimostra come la semplicit\u00e0 sia la chiave della buona comunicazione. Usare un linguaggio chiaro e leggero, che renda il testo facilmente fruibile \u00e8 sempre la via da preferire. Dante, Cavalcanti, Shakespeare ma anche Cervantes, Cyrano de Berg\u00e9rac, Swift e Leopardi: tutti gi scrittori che l\u2019autore ricorda sono riusciti a dare spessore e concretezza alle cose attraverso un linguaggio leggero, liberato dal peso della tradizione e delle regole.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La seconda delle lezioni \u00e8 intitolata <b>rapidit\u00e0 <\/b>ed \u00e8 un viaggio nel rapporto tra la letteratura e il tempo, una ricchezza di cui lo scrittore o chiunque voglia comunicare qualcosa dovrebbe poter disporre con agio. \u00abIl racconto \u00e8 un\u2019operazione sulla durata, un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo, tramite gli espedienti tecnici dell\u2019iterazione e della digressione\u00bb. Calvino parte dai suoi studi sulle <i>folk tales<\/i>, che lo avevano da sempre affascinato proprio per l\u2019economia, il ritmo, la logica essenziale con cui sono raccontate, ma cita anche Galileo, Leopardi e Borges, maestro di precisione e concretezza ma anche capace di straordinarie aperture all\u2019infinito. \u00abNei tempi sempre pi\u00f9 congestionati che ci attendono il bisogno di letteratura dovr\u00e0 puntare sulla massima concentrazione della poesia e del pensiero.\u00bb E ancora: \u00abin un\u2019epoca in<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>cui altri media<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>velocissimi e di estesissimo raggio trionfano e rischiano di appiattire ogni comunicazione in una crosta uniforme e omogenea, la lezione della letteratura \u00e8 la comunicazione tra ci\u00f2 che \u00e8 diverso in quanto diverso non ottundendone bens\u00ec esaltandone le differenze, secondo la vocazione propria del linguaggio scritto\u00bb. La rapidit\u00e0 di Calvino consiste dunque, nella capacit\u00e0 dello scrittore di lasciare spazio alla fantasia di chi legge. Il tempo sembra non essere mai abbastanza, per questo la narrativa deve farsi pi\u00f9 concisa, sintetica, concentrata ma capace, sempre, di tendere all\u2019infinito cognitivo e immaginario. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><i>Exactitude<\/i> \u00e8 il titolo della terza lezione ossia <b>esattezza<\/b>, un concetto complesso che in Calvino riunisce vari aspetti: un disegno dell\u2019opera ben definito e ben calcolato, l\u2019evocazione d\u2019immagini visuali nitide, incisive, memorabili e un linguaggio il pi\u00f9 preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell\u2019immaginazione. Dunque una comunicazione scritta, e non solo, che sia impostata su un piano logico-narrativo chiaro ed efficace, capace di evocare immagini, suoni, emozioni. Calvino ritiene di doversi giustificare per ribadire dei principi che dovrebbero essere ovvi, ma a suo parere il linguaggio viene usato sempre di pi\u00f9 in modo approssimativo e confuso. \u00abA volte mi sembra che un\u2019epidemia pestilenziale abbia colpito l\u2019umanit\u00e0 nella facolt\u00e0 che pi\u00f9 la caratterizza, cio\u00e8 l\u2019uso della parola\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La quarta lezione americana \u00e8 dedicata alla <b>visibilit\u00e0<\/b> e si apre con un verso di Dante, in quanto il poeta parla delle immaginazioni che si proiettano nella sua mente come su uno schermo separato dalla realt\u00e0 oggettiva. Calvino distingue tra due tipi di processi immaginativi: quello che vede l\u2019immagine come conseguenza della parole e quello che la identifica come causa; a tal proposito fa riferimento alla lettura di libri e alle scene di un film. \u00abSe ho incluso la Visibilit\u00e0 nel mio elenco di valori da salvare \u00e8 per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facolt\u00e0 umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall\u2019allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini\u00bb. Calvino \u00e8 preoccupato e non lo nasconde: esiste un futuro per l&#8217;immaginazione individuale in quella che \u00e8 ritenuta la civilt\u00e0 dell\u2019immagine? Nel diluvio di immagini prefabbricate l&#8217;uomo sar\u00e0 ancora in grado di distinguere la vita vissuta da quella proposta dalla televisione? Due sono le vie indicate dall\u2019autore: riciclare le immagini usate in un nuovo contesto che ne cambi il significato, oppure fare il vuoto per partire da zero.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8 impressionante costatare come Calvino, parlando di scrittura e non conoscendo Internet, abbia non solo intravisto nell\u2019ipertesto uno degli strumenti pi\u00f9 importanti nella costruzione di un discorso (non solo scrivere qui e ora ma \u00e8 anche necessario che i contenuti rimandino ad altri contenuti) ma abbia anche previsto un futuro di iper-informazione e di un mondo soffocato di informazioni ma incapace di dare a queste ultime una priorit\u00e0 e una relativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Altrettanto contemporanea \u00e8 la lezione sulla <b>molteplicit\u00e0<\/b>, l\u2019ultima che Calvino \u00e8 riuscito a completare, che altro non \u00e8 che un\u2019apologia del romanzo come grande rete. Calvino, partendo da una citazione di <i>Quer pasticciaccio brutto de via Merulana<\/i> di Gadda descrive il romanzo moderno come un metodo di conoscenza, e soprattutto una rete di connessione tra fatti, persone, cose del mondo, caratterizzato dall\u2019incapacit\u00e0 a essere concluso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Calvino non sembra voler stare dalla parte della molteplicit\u00e0 che porta all&#8217;incompiutezza, infatti scrive: \u00abtra i valori che vorrei fossero tramandati al prossimo millennio c\u2019\u00e8 soprattutto questo: d\u2019una letteratura che abbia fatto proprio il gusto dell\u2019ordine mentale e della esattezza, l\u2019intelligenza della poesia e nello stesso tempo della scienza e della filosofia, come quella del Valery pensatore\u00bb. Ma al tempo stesso Calvino sa bene che \u00abOgni vita \u00e8 un\u2019enciclopedia, una biblioteca, un inventario d\u2019oggetti, un campionario di stili, dove tutto pu\u00f2 essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8 ora di tirare le somme: cosa ci ha insegnato Calvino? A mio avviso ci ha tramandato un insegnamento universalmente valido ossia l\u2019importanza di essere flessibili, pronti e aperti al cambiamento. Portandoci quasi per mano ci ha suggerito di essere leggeri nella pesantezza e rapidi nella lentezza, imprecisi nell\u2019esattezza, concreti nell\u2019immaginazione e unici nella molteplicit\u00e0. Difficile imparare cos\u00ec tanto da un solo autore.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lezioni americane. 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