{"id":293,"date":"2016-12-18T13:54:48","date_gmt":"2016-12-18T13:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=293"},"modified":"2016-12-18T13:54:48","modified_gmt":"2016-12-18T13:54:48","slug":"sviluppo-o-collasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2016\/12\/18\/sviluppo-o-collasso\/","title":{"rendered":"Sviluppo o collasso? Discorso su singolarit\u00e0, complessit\u00e0 e stupidit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00abIl pi\u00f9 grande limite<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-306\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-18-alle-15.45.21-300x249-1.png\" alt=\"schermata-2016-12-18-alle-15-45-21\" width=\"300\" height=\"249\" \/> della razza umana \u00e8 la nostra incapacit\u00e0 di comprendere la funzione esponenziale\u00bb. Questa frase, che riprendiamo dall\u2019ultimo editoriale, \u00e8 di Albert A. Bartlett (1923-2013), professore di fisica nell\u2019Universit\u00e0 del Colorado a Boulder, il quale ha studiato a lungo la crescita della popolazione e dei consumi di energia sottolineando il fatto che tassi di crescita apparentemente non preoccupanti possono in realt\u00e0 nascondere serie minacce per il futuro del genere umano. Moltissimi sono i fenomeni che si evolvono in modo esponenziale: il problema \u00e8 che ci si rende conto che la dinamica sta accelerando solo quando la curva si impenna, divenendo sempre pi\u00f9 ripida, e da quel momento basta poco perch\u00e9 si perda la possibilit\u00e0 di controllo. In effetti, come abbiamo visto nel numero precedente, tutte le previsioni che si basano su leggi esponenziali portano a conclusioni catastrofiche. Il tempo di raddoppio T di una grandezza che cresce a un tasso x pu\u00f2 essere calcolato approssimativamente come T=70\/x. Ad esempio, il tasso di crescita medio della popolazione mondiale \u00e8 stato negli ultimi anni del 1,14%. Ci\u00f2 significa un raddoppio ogni 60 anni circa: la popolazione mondiale arriverebbe quindi a 15 miliardi verso il 2070 e a 30 miliardi nel 2130.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-308\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-18-alle-15.45.31-300x222-1.png\" alt=\"schermata-2016-12-18-alle-15-45-31\" width=\"300\" height=\"222\" \/>Tuttavia esiste un\u2019altra legge che si adatta benissimo a descrivere l\u2019evolversi di molti sistemi: l\u2019equazione logistica. Ed \u00e8 interessante notare che le due funzioni, logistica ed esponenziale, si somigliano per un buon tratto (cfr. figura 1). Empiricamente si \u00e8 visto che molti fenomeni, dopo un\u2019impennata esponenziale, rallentano la loro dinamica fino a raggiungere un asintoto, approssimando quindi una curva logistica. \u00c8 quello che sta succedendo, ad esempio, per la popolazione mondiale, il cui tasso di crescita \u00e8 in rallentamento: Roberto Vacca ha calcolato che questa dovrebbe raggiungere un asintoto di 10,7 miliardi di persone verso la met\u00e0 del secolo. Cesare Marchetti, invece, ha studiato a lungo l\u2019utilizzazione della funzione logistica per previsioni nei settori dell\u2019energia, demografia, tecnologia, trasporti, ecc., ottenendo ottimi risultati: nella figura 2<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vediamo come si riesca ad approssimare molto bene l\u2019evoluzione dei diversi sistemi di trasporto a lunga distanza negli USA. Pochi sono, dunque, i fenomeni sociali che, con un\u2019appropriata scelta di parametri, una logistica non riesca a interpolare: la figura 3, tratta dal sito dell\u2019illusionista e scrittore Mariano Tomatis, evidenzia come si riesca addirittura a rappresentare anche la crescita cumulata dei goal segnati da Alessandro Del Piero.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-309\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-18-alle-15.45.44-300x229-1.png\" alt=\"schermata-2016-12-18-alle-15-45-44\" width=\"300\" height=\"229\" \/>I nostri sistemi sembrano quindi, almeno su scala globale, in grado di autoregolarsi. Non dobbiamo, tuttavia, dimenticare che potenziali fonti di crisi saranno, come gi\u00e0 stiamo sperimentando, gli squilibri che esistono tra i sottosistemi. Squilibri che assumono la forma di flussi migratori incontrollati, crescenti disparit\u00e0 nella distribuzione del reddito, divaricazione sociale tra ricchi e poveri con progressiva scomparsa della \u201cclasse media\u201d, asimmetria nella percezione dei problemi, radicalizzazione delle forme di intermediazione politica e altri ancora. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Particolarmente impressionante \u00e8 il fenomeno della crescita delle disuguaglianze. In figura 4 vediamo come la ricchezza delle 80 persone pi\u00f9 ricche del mondo sia raddoppiata tra il 2009 e il 2014, fino a superare quella del 50% pi\u00f9 povero della popolazione mondiale che, sempre nel 2014, era inferiore a quella posseduta nel 2009. Negli Stati Uniti, in particolare si \u00e8 registrata una netta inversione del trend che fino al 1979 ha visto il progressivo ridursi della forbice tra i pi\u00f9 ricchi e i pi\u00f9 poveri. Per capire la portata di ci\u00f2 che sta succedendo possiamo ancora una volta far ricorso alla funzione esponenziale, non tanto come strumento di previsione, quanto come \u201clente di ingrandimento\u201d capace di evidenziare le conseguenze estreme dei trend in atto se non si interviene per modificarli. Proiettando infatti esponenzialmente il trend degli ultimi 7 anni si ottiene che tra 4 decenni una ristrettissima \u00e9lite di meno di 100 persone controller\u00e0 la quasi totalit\u00e0 della ricchezza mondiale: ma molto prima di arrivare a questa situazione potremmo assistere a gravissimi fenomeni di \u201c<i>social disruption<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-310 alignright\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-18-alle-15.46.00-300x172-1.png\" alt=\"schermata-2016-12-18-alle-15-46-00\" width=\"300\" height=\"172\" \/>Si sta pericolosamente diffondendo l\u2019idea che le cause di questo impoverimento del ceto medio siano due: il progresso tecnologico, che vede la sostituzione del lavoro con le macchine, e la globalizzazione, che vede lo spostamento degli investimenti nei paesi\u00a0a pi\u00f9 basso costo del lavoro. In realt\u00e0 tecnologia e globalizzazione costituiscono opportunit\u00e0 pi\u00f9 che minacce. La minaccia reale \u00e8 costituita dall\u2019incapacit\u00e0 di governare i fenomeni e\u00a0ottimizzare l\u2019uso delle risorse. Secondo lo storico Joseph Tainter, professore alla Utah State University, quando una societ\u00e0 non riesce ad affrontare in modo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rigoroso i problemi che di tanto in tanto inevitabilmente si pongono, reagisce con la creazione di nuovi organismi, nuove regole, nuove sovrastrutture burocratiche, economiche e sociali che si sovrappongono a quelle preesistenti. Questo processo finisce per aggravare i problemi stessi invece di contribuire alla loro soluzione. Senza contare l&#8217;aumento di complessit\u00e0 del sistema, che diventa pertanto sempre pi\u00f9 difficile da governare generando un feedback perverso: vengono create continuamente nuove strutture, finch\u00e9 la societ\u00e0 non riesce pi\u00f9 a reggerne il peso e collassa rapidamente. Tutto questo si \u00e8 gi\u00e0 verificato molte volte in passato. Nel saggio <i>The collapse of complex societies<\/i>, Tainter porta numerosi esempi, tra cui quello del declino dell\u2019Impero Romano. Nel III secolo d. C., esaurito il periodo delle conquiste, le energie dello Stato erano rivolte principalmente alla difesa dei confini dalle invasioni barbariche. Per ottenere le risorse necessarie, gli imperatori ricorsero alla produzione di moneta e all\u2019aumento delle tasse. Leggi e controlli severissimi venivano applicati per garantire l\u2019esazione di quanto dovuto. Agricoltori una volta benestanti non riuscirono pi\u00f9 a mantenere le loro famiglie, e molti dovettero vendere come schiavi i propri figli. Nel frattempo venivano costruite estese fortificazioni, le amministrazioni provinciali divennero pi\u00f9 complesse, nuove citt\u00e0 e corti imperiali vennero create, l\u2019esercito e la burocrazia raddoppiarono di peso e consistenza. E mentre i poveri diventavano sempre pi\u00f9 poveri, altri godevano di immense ricchezze e\/o si impegnavano in spietate lotte per il potere. Per un po\u2019 l\u2019Impero riusc\u00ec a tenere i barbari fuori dai propri confini, ma nel lungo periodo le politiche adottate finirono con l\u2019intaccare gravemente la stessa base economica della societ\u00e0, generando un enorme malcontento nella popolazione e, in definitiva, producendone il collasso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non \u00e8 difficile tracciare un parallelo con la situazione che stanno vivendo diversi Paesi del mondo occidentale. Le parole d\u2019ordine degli ultimi anni sono state rigore, meritocrazia, efficienza. Impossibile non condividerle. In pratica, per\u00f2, ci\u00f2 che si \u00e8 verificato \u00e8 stata una significativa riduzione delle risorse dedicate ad alcuni comparti che concorrono in modo determinante al welfare: si pensi a sanit\u00e0, educazione, ricerca, solo per citarne alcuni. E, purtroppo, questi tagli hanno avuto un modestissimo effetto sul contenimento della spesa pubblica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Si tratta di fatto di una realizzazione del \u201cparadosso di Jevons\u201d, cos\u00ec detto perch\u00e9 nasce da un\u2019osservazione dell&#8217;economista britannico William Stanley Jevons (1835-1882), secondo cui aumentare l\u2019efficienza nell\u2019uso di una risorsa spesso fa aumentare il consumo della risorsa stessa, anzich\u00e9 diminuirlo. Supponiamo ad esempio che un\u2019innovazione consenta ai Paesi sviluppati di consumare meno petrolio per produrre energia. Ci\u00f2 determiner\u00e0 una riduzione della domanda con conseguente abbassamento del prezzo. Quindi il petrolio non consumato sar\u00e0 destinato a impieghi \u201cinferiori\u201d da parte di Paesi dotati di tecnologie di produzione pi\u00f9 arretrate, producendo magari pi\u00f9 inquinamento. Un discorso analogo si pu\u00f2 ipotizzare per quanto riguarda le risorse finanziarie: ci\u00f2 che si sottrae a un settore diventa immediatamente disponibile per le molte potenti lobby che si contendono le rendite. Se tutto va bene, ci\u00f2 che viene effettivamente \u201crisparmiato\u201d \u00e8 solo una parte, spesso molto piccola, di quanto si crede di aver recuperato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ovviamente, anche in questo caso, invece di lavorare per migliorare la qualit\u00e0 degli organi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ordinari di governo, la tentazione \u00e8 quella di creare nuove regole, nuove strutture (spesso in forma di \u201cAutorit\u00e0\u201d), nuovi organismi burocratici, con le conseguenze che abbiamo gi\u00e0 delineato. Noi non abbiamo dato grandi prove di intelligenza da questo punto di vista, ma pu\u00f2 darsi che la salvezza arrivi sotto forma di \u201cintelligenza artificiale\u201d. \u00c8 ci\u00f2 che sostiene l\u2019inventore e futurista Ray Kurzweil nel suo famoso libro <i>The Singularity Is Near: When Humans Transcend Biology<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La teoria di Kurzweil pu\u00f2 considerarsi di fatto un\u2019estensione della legge di Moore a tutti i settori della tecnologia. Prevede uno sviluppo esponenziale di computer, genetica, nanotecnologie, robotica e intelligenza artificiale che porter\u00e0, verso il 2045, a una \u201csingolarit\u00e0\u201d tecnologica, ovvero un punto di non ritorno in cui il progresso, divenuto cos\u00ec rapido da eccedere la capacit\u00e0 umana di comprenderlo, sar\u00e0 portato avanti in modo sempre pi\u00f9 veloce da macchine e algoritmi intelligenti. Le persone godranno comunque delle straordinarie potenzialit\u00e0 offerte da questi progressi con una vita pi\u00f9 lunga, potenzialmente infinita, e con la possibilit\u00e0 di migliorare geneticamente il corpo e la mente (alle previsioni di Kurzweil \u00e8 ispirato il film <i>Lucy<\/i>, girato nel 2014 con Scarlett Johansson e Morgan Freeman).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Kurzweil crede talmente tanto nelle sue teorie da essersi focalizzato su uno stile di vita mirato ad aumentare le sue probabilit\u00e0 di vivere abbastanza da vedere il giorno in cui la scienza potr\u00e0 renderlo immortale: dieta, esercizio e oltre 150 pillole di integratori al giorno. E comunque, per la sua storia di inventore e imprenditore di successo, oltre che per la documentazione con cui supporta le proprie idee, \u00e8 ritenuto credibile da autorevoli organizzazioni scientifiche e tecnologiche: nel febbraio del 2009, \u00e8 stata creata, in collaborazione con Google e con la NASA, la Singularity University. La missione dell\u2019Universit\u00e0 \u00e8 di \u00abradunare, istruire e ispirare ranghi di dirigenti che lottino per comprendere e agevolare lo sviluppo delle tecnologie in progresso esponenziale e applichino, focalizzino e guidino questi strumenti per rispondere alle grandi sfide dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Da un anno \u00e8 stata aperta una sede anche a Milano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Personalmente sono affascinato non solo dalla fiducia di Kurzweil nel progresso, ma anche e soprattutto dal suo ottimismo: \u00ababbiamo le persone, le risorse, conoscenze e le tecnologie per risolvere qualunque problema attuale e futuro dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Peccato che l\u2019Outlook 2016 dell\u2019OCSE ci informi che per la prima volta in 35 anni la spesa pubblica per R&amp;S nei Paesi sviluppati \u00e8 diminuita. In particolare in Italia, gi\u00e0 fanalino di coda, \u00e8 passata dal 1,36 all\u20191,02 del PIL. Per fortuna i Paesi non OCSE stanno recuperando, e effettuano ormai pi\u00f9 del 30% della ricerca pubblica mondiale. La Cina spende il doppio del Giappone, ha superato l\u2019Europa nel 2013 e sorpasser\u00e0 gli USA nel 2020.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Pu\u00f2 darsi che Ray Kurzweil, se vorr\u00e0 realizzare il suo sogno, debba emigrare in Cina. Io spero solo che alla fine l\u2019intelligenza, se non la nostra almeno quella delle macchine, prevalga sulla stupidit\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl pi\u00f9 grande limite della razza umana \u00e8 la nostra incapacit\u00e0 di comprendere la funzione esponenziale\u00bb. Questa frase, che riprendiamo dall\u2019ultimo editoriale, \u00e8 di Albert A. 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