{"id":398,"date":"2017-06-22T22:41:29","date_gmt":"2017-06-22T22:41:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=398"},"modified":"2017-06-22T22:41:29","modified_gmt":"2017-06-22T22:41:29","slug":"vital-few-e-trivial-many","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2017\/06\/22\/vital-few-e-trivial-many\/","title":{"rendered":"Vital Few e Trivial Many"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alla fine del XIX secolo Vilfredo Pareto, esaminando la distribuzione dei redditi in Italia, not\u00f2 che un numero molto ristretto di persone guadagnava cifre molto alte mentre la totalit\u00e0 degli individui rimanenti aveva entrate molto ridotte. Pareto pubblic\u00f2 questi risultati nel suo <i>Corso di Economia Politica<\/i> (1897) utilizzando un diagramma rappresentato su un piano cartesiano ad assi logaritmici i cui punti rappresentavano un certo reddito x e il numero di contribuenti aventi valore di reddito superiore a tale x.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Approfondendo lo studio per altre nazioni in Europa, Pareto osserv\u00f2 che \u00abla curva di ripartizione varia, in media, poco sia nello spazio che nel tempo per tutti i popoli da cui \u00e8 possibile ottenere dati statistici ragionevoli ed attendibili\u00bb. Not\u00f2 inoltre che i punti del diagramma si disponevano lungo una retta di pendenza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con valori tipici di poco inferiori a due.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il suddetto diagramma \u00e8 stato uno dei primi esempi di rappresentazione di una distribuzione in legge di potenza riportato nella letteratura scientifica ed \u00e8 poi diventato noto come la famosa regola empirica 80\/20 per la quale l\u201980% del reddito proviene dal 20% degli individui. Il nome di questa regola, per\u00f2, non \u00e8 da attribuire a Pareto stesso, ma all\u2019Ing. Joseph M. Juran che nel 1951 pubblic\u00f2 un manuale di controllo della qualit\u00e0 nel quale defin\u00ec come Principio di Pareto la regola per cui la maggior parte degli effetti deriva da un numero ristretto di cause (<i>vital few and trivial many<\/i>).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La regola 80\/20, seppure con qualche approssimazione, emerge in molti contesti, tanto da considerarsi una regola quasi ubiqua. In management, ad esempio, spesso si afferma che l\u201980% dei profitti provenga soltanto dal 20% dei prodotti e, similarmente, che l\u201980% delle decisioni siano prese durante il 20% del tempo di una riunione. La regola 80\/20 si riscontra anche nelle reti per cui l\u201980% dei link nel world wide web punta solo al 15% delle pagine, l\u201980% delle citazioni scientifiche fanno riferimento al 38% degli scienziati e l\u201980% delle connessioni nella rete degli attori nelle produzioni di Hollywood fanno riferimento al 30% degli attori. Sempre nel caso delle reti, \u00e8 sorprendente osservare che gli attuali modelli di organizzazione e crescita dovuti a Albert-L\u00e1szl\u00f3 Barab\u00e1si, basati sul principio della connessione preferenziale tra hub e spoke, distribuiscano le connessioni lungo un diagramma di Pareto con pendenza pari a 2.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La prima applicazione della regola di Pareto al mondo manageriale \u00e8 dovuta a H. Ford Dickie che nel 1951 pubblic\u00f2 un articolo dal titolo \u201cABC Inventory Analysis Shoots for Dollars, Not Pennies\u201d nel quale introdusse una delle pi\u00f9 importanti e semplici tecniche per descrivere la situazione corrente in un magazzino, appunto l\u2019Analisi ABC.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Secondo questa analisi i prodotti inventariati in un magazzino vengono classificati secondo tre classi:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">classe A, molto importanti: \u00e8 quella che comprende i prodotti con un dato indicatore pi\u00f9 elevato (ad esempio il fatturato che generano) fino al raggiungimento dell\u201980% del valore totale, cio\u00e8 dell\u2019intero fatturato. In questa classe si dovrebbero trovare, indicativamente, il 20% dei prodotti;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\"> classe B, importanti: \u00e8 quella che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>comprende i prodotti con il fatturato pi\u00f9 alto \u2013 tranne ovviamente quelli di classe A \u2013 fino al raggiungimento dell\u201995% del valore totale. In questa classe si dovrebbero trovare, indicativamente, il 30% dei<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>prodotti;<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">classe C, meno importanti: \u00e8 quella che comprende i prodotti con i valori di fatturato pi\u00f9 bassi, ovvero il rimanente 5% del valore totale. In questa classe si dovrebbero trovare, indicativamente, il 50% dei prodotti.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019analisi si effettua ordinando i prodotti a partire da quello che fa registrare il fatturato pi\u00f9 alto fino a quello con il valore pi\u00f9 basso. Successivamente si calcola la contribuzione percentuale di ciascun prodotto rispetto al fatturato totale, si costruisce la curva cumulata prodotto per prodotto e, infine, si identificano le soglie che definiscono le tre classi nel modo sopra descritto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iovanella-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-416\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iovanella-300x180-1.jpg\" alt=\"iovanella\" width=\"300\" height=\"180\" \/><\/a>La classificazione ABC viene solitamente rappresentata in un diagramma di Pareto dove \u00e8 mostrata la curva cumulata dei valori di fatturazione e i punti in cui la curva stessa si assesta nell\u2019intorno dei valori precedentemente indicati (80\/20, 15\/30 e 5\/50). Come riportato nell\u2019esempio di Figura 1, i diagrammi sono riportati con in ascissa il valore percentuale sul numero totale dei prodotti, in ordinata il valore cumulato del fatturato in percentuale del totale. Vengono riportate inoltre la curva cumulata (in blu) e le soglie di classificazione: tali soglie sono evidenziate graficamente dagli asterischi rosso e blu. L\u2019asterisco verde rappresenta, invece, il punto in cui la derivata della curva cumulata assume valore unitario; poich\u00e9 la curva manifesta rendimenti decrescenti di scala, i prodotti che vengono sommati prima di tale punto contribuiscono alla frequenza totale pi\u00f9 della media, mentre dall\u2019asterisco verde in poi i singoli contributi sono inferiori alla media. I diagrammi sono completati da due curve (in verde e viola) che rappresentano situazioni limite utili come confronto. La curva viola indica la distribuzione cumulata che si otterrebbe se tutti i prodotti avessero lo stesso peso dal punto di vista della variabile considerata (quindi, nel nostro caso il fatturato). La curva verde descrive, invece, la distribuzione corrispondente a pesi uniformemente decrescenti. Dall\u2019analisi degli scostamenti tra la cumulata effettiva e le due curve \u201cideali\u201d si pu\u00f2 avere un\u2019idea dell\u2019eventuale comportamento idiosincratico di un\u2019organizzazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Di recente sono stati pubblicati alcuni articoli che propongono diversi metodi per ottenere una partizione nelle tre classi pi\u00f9 precisa. In particolare, nel 2015, \u00e8 apparso sulla rivista <i>PLoS ONE<\/i> un articolo di Alfred Ultsch e J\u00f6rn L\u00f6tsch nel quale \u00e8 presentato un modello basato sull\u2019analisi multivariata in grado di definire le soglie tra le classi A, B e C in modo pi\u00f9 accurato e meno soggettivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019analisi ABC si presta ad essere utilizzata in moltissimi ambiti diversi e recentemente se ne \u00e8 esteso l\u2019uso al Business Process Management (BPM) anche grazie al raffinamento delle tecniche di tripartizioni alle quali abbiamo fatto cenno. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Uno dei principali benefici del BPM \u00e8 quello di facilitare le attivit\u00e0 di control management in una azienda mediante una visione per processi che permette il miglioramento della performance \u2013 a livello organizzativo e di singolo processo \u2013 la riduzione dei costi, l\u2019incremento dell\u2019efficienza, la razionalizzazione dell\u2019uso delle risorse e l\u2019aumento della flessibilit\u00e0. Inoltre, attraverso il BPM, l\u2019azienda pu\u00f2 supervisionare e assicurarsi che i processi producano i risultati voluti e che quest\u2019ultimi siano consistenti con gli obiettivi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Spesso i manager possono incontrare delle difficolt\u00e0 nell\u2019individuare i processi da reingegnerizzare dato che la priorit\u00e0 di intervento potrebbe provenire da indicatori di natura diversa e, in alcuni casi, anche contraddittoria. Il miglioramento continuo si ottiene mediante il Business Process Reengineering (BPR), un approccio integrato al redesign dei processi dove agli strumenti classici di controllo del flusso e di potenziamento dell\u2019ICT si associano strumenti di analisi complessa in grado di catturare le relazioni di workflow e l\u2019influenza delle dinamiche organizzative sui processi stessi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel BPR si \u00e8 quindi sviluppato un modello di prioritizzazione dei processi in grado di individuare quelli con un impatto pi\u00f9 alto all\u2019interno di un\u2019azienda mediante un\u2019analisi ABC multicriterio considerando come indicatori di performance il tempo ciclo e la frequenza di esecuzione in un orizzonte di tempo fissato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il modello \u00e8 stato applicato a due organizzazioni con circa 1300 e 420 processi ciascuna e si \u00e8 proceduto a ripartire i processi in tre classi per il tempo ciclo e in tre classi per la frequenza di esecuzione. Successivamente, si sono combinate le tre classi ottenendone cos\u00ec nove \u2013 AA, AB, AC, BA, BB, BC, CA, CB e CC \u2013 assegnando ad ognuna di esse un preciso significato manageriale. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il vantaggio di questo modello consiste nella capacit\u00e0 di qualificare i processi a importanza pi\u00f9 alta evitando valutazioni soggettive e concentrandosi invece sulle dinamiche di esecuzione. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La regola di Pareto alla base dell\u2019analisi ABC ha trovato quindi applicazione anche nel campo del BPM e, unita ad altri metodi di analisi complessa, si configura come un valido strumento per il miglioramento della qualit\u00e0 produttiva.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Bibliografia<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">[1]. Barab\u00e1si A-L, <i>Link. La scienza delle reti<\/i>, Einaudi, 2004.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">[2]. Flores B.E. and Whybark D. C. (1988). Implementing multiple criteria ABC analysis, <i>Engineering Costs and Production Economics<\/i>, vol. 15, pp. 191-195.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">[3]. Ford Dickie H. (1951). &#8220;ABC Inventory Analysis Shoots for Dollars, Not Pennies, <i>Factory Management and Maintenance<\/i>, vol. 109, pp. 92-94.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">[4]. Ultsch A. and L\u00f6tsch J. (2015). Computed ABC Analysis for Rational Selection of Most Informative Variables in Multivariate Data, <i>PLoS ONE<\/i>, vol. 10, n. 6: e0129767.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine del XIX secolo Vilfredo Pareto, esaminando la distribuzione dei redditi in Italia, not\u00f2 che un numero molto ristretto di persone guadagnava cifre molto alte mentre la totalit\u00e0 degli individui rimanenti aveva entrate molto ridotte. Pareto pubblic\u00f2 questi risultati nel suo Corso di Economia Politica (1897) utilizzando un diagramma rappresentato su un piano cartesiano&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2017\/06\/22\/vital-few-e-trivial-many\/\" rel=\"bookmark\">Read More &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Vital Few e Trivial Many<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":2427,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[35,44],"coauthors":[76],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/398"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=398"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}