{"id":422,"date":"2017-09-22T14:50:29","date_gmt":"2017-09-22T14:50:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=422"},"modified":"2023-11-18T16:55:50","modified_gmt":"2023-11-18T16:55:50","slug":"come-si-affronta-una-rivalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2017\/09\/22\/come-si-affronta-una-rivalita\/","title":{"rendered":"Come si affronta una rivalit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Un buon cattivo fa una buona storia. \u00c8 una massima che si pu\u00f2 trovare in qualsiasi manuale di scrittura creativa. Nelle storie interessanti l\u2019azione del protagonista \u00e8 mossa da un problema o un conflitto; un antagonista, ossia la personificazione del conflitto, \u00e8 uno dei metodi pi\u00f9 efficaci per far procedere la storia e catturare l\u2019attenzione dello spettatore.<br \/>\nGli antagonisti esistono anche nella realt\u00e0. E nella realt\u00e0, come nella finzione, causano problemi che devono essere risolti. In campo lavorativo, ad esempio, sono le persone che competono con noi per lo stesso posto di lavoro o, all\u2019interno di un\u2019azienda, per la stessa promozione; a livello \u201cmacro\u201d sono le aziende che competono per la stessa fetta di mercato. Nella vita privata sono i rivali d\u2019amore o quelli sportivi, insomma, qualsiasi persona entri in conflitto con noi per qualsivoglia ragione. L\u2019errore pi\u00f9 comune che si compie \u00e8 quello di pensare ai rivali come a entit\u00e0 malvagie: basta riflettere sulla natura della rivalit\u00e0 come opposizione di due persone per capire che noi e il nostro rivale siamo sullo stesso piano, due persone molto probabilmente comparabili, con i nostri pregi e i nostri difetti. Certo, \u00e8 sempre possibile trovare sulla propria strada una persona sleale che gioca sporco, ma\u2026 se quella persona fossimo noi?<br \/>\nDiversi film trattano il tema della rivalit\u00e0, ed \u00e8 sempre interessante studiare nelle opere di finzione come vengono risolti o superati i conflitti, perch\u00e9 quelle soluzioni sono spesso applicabili, con la giusta interpretazione, anche nella realt\u00e0.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/amadeus-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-467\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/amadeus-199x300-1.jpg\" alt=\"amadeus\" width=\"199\" height=\"300\" \/><\/a>Amadeus<\/em> di Milos Forman (1984) \u00e8 una storia di rivalit\u00e0 <em>sui generis<\/em>, perch\u00e9 entrambi i rivali hanno diversi elementi caratteriali negativi, ma tra i due quello pi\u00f9 nettamente connotabile come \u201ccattivo\u201d \u00e8 il protagonista. Il film racconta la nascita e crescita di un\u2019ossessione. Antonio Salieri \u00e8 un devoto e mite compositore di corte dell\u2019imperatore Giuseppe II. La musica \u00e8 la sua passione sin dall\u2019infanzia e con impegno e dedizione l\u2019uomo riesce a costruirsi una soddisfacente carriera di compositore. Ma quando la vita mondana di Vienna viene sconvolta dall\u2019arrivo del geniale compositore <em>free-lance<\/em> (passatemi il termine moderno) Wolfgang Amadeus Mozart, Salieri si rende conto di non avere nemmeno met\u00e0 del talento del giovane uomo, e la sua vita viene corrosa dall\u2019invidia. Mozart, dal canto suo, non fa nulla per risultare simpatico a Salieri, anzi lo provoca con i suoi modi irriverenti e prese in giro alle sue composizioni. Incapace di affrontare le proprie emozioni, Salieri svilupper\u00e0 una vera e propria ossessione per Mozart e la spirale di sentimenti negativi trasciner\u00e0 sul fondo entrambi gli uomini.<br \/>\nLa storia \u00e8 una pura invenzione senza alcuna base storica (e Salieri \u00e8 un compositore eccellente, molto migliore di ci\u00f2 che il film vuole far credere), ma non \u00e8 la veridicit\u00e0 storica quella che ci interessa, quanto piuttosto quella narrativa: il film \u00e8 un\u2019ottima dimostrazione di quello che succede se ci si lascia accecare dall\u2019invidia. \u00c8 inevitabile, nella vita, conoscere persone pi\u00f9 talentuose. La risposta naturale nei confronti delle persone di talento \u00e8 l\u2019invidia. Ma l\u2019invidia deve trasformarsi in una spinta al miglioramento, non in un pozzo in cui macerare il proprio desiderio di distruzione dell\u2019avversario, atto che non porta e non pu\u00f2 portare alcunch\u00e9 di buono a chi lo compie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/toy_Story-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-468\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/toy_Story-201x300-1.jpg\" alt=\"toy_Story\" width=\"201\" height=\"300\" \/><\/a>Lo impara a proprie spese il protagonista di un altro film, l\u2019amatissimo lungometraggio animato della Disney Pixar <em>Toy Story<\/em> (John Lasseter, 1995). Quando il bambino Andy riceve in regalo un nuovo bellissimo giocattolo tecnologico (il ranger spaziale Buzz Lightyear), il suo vecchio giocattolo preferito (il cowboy Woody), si sente messo in disparte e sviluppa un forte risentimento nei confronti del suo nuovo rivale. \u00c8 un po\u2019 la situazione in cui si trova qualsiasi bambino quando nasce un fratellino o una sorellina: le attenzioni che i genitori rivolgono al nuovo nato possono far nascere sentimenti di ostilit\u00e0 nel fratello o nella sorella maggiore. Woody asseconda questi sentimenti e nel cercare di nascondere Buzz dentro un cassetto, lo spinge accidentalmente fuori dalla finestra. A differenza di Salieri in <em>Amadeus<\/em>, Woody si rende immediatamente conto del suo errore e il film \u00e8 la storia di come cerca di rimediare attraverso mille peripezie. Alla fine del film Woody capisce che il nuovo arrivato \u00e8 un bravo giocattolo, e che non ha senso porsi nei suoi confronti come un rivale, pu\u00f2 diventare suo amico. Inoltre Andy non vuole meno bene a Woody solo perch\u00e9 vuole bene anche a Buzz. La morale \u00e8 suggellata dalla famosa canzone che Woody canta sui titoli di coda, <em>Un amico in me<\/em> (<em>You\u2019ve got a friend in me<\/em>, Randy Newman).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/blades-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-469\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/blades-202x300-1.jpg\" alt=\"blades\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a>Quale ambientazione migliore dello sport per descrivere una rivalit\u00e0?<br \/>\nComincer\u00f2 da un film un po\u2019 anomalo, perch\u00e9 si tratta di una parodia: la commedia <em>Blades of Glory &#8211; Due pattini per la gloria<\/em> (2007, diretto da Will Speck e Josh Gordon). La storia \u00e8 ambientata nel mondo del pattinaggio su ghiaccio e prende in giro tutti i clich\u00e9 tipici dei film sportivi. I protagonisti sono l\u2019opposto uno dell\u2019altro: Chazz \u00e8 la rockstar del pattinaggio, un virile e grezzo sciupafemmine interpretato da un improbabile Will Ferrel, Jimmy, all\u2019opposto, \u00e8 considerato apoteosi della grazia e dell\u2019eleganza, ed \u00e8 interpretato dall\u2019efebico Jon Heder. I due sono dipinti come geniali innovatori dello sport, ognuno a modo suo. Ovviamente si detestano: Chazz pensa che Jimmy sia un pusillanime effemminato, mentre Jimmy pensa che Chazz sia un volgare rozzone. E quando a una competizione vengono giudicati primi a parimerito la rissa sanguinosa che scoppia tra i due (che non vogliono condividere il premio) li fa entrambi eliminare per sempre dalle gare di singolo. Di nuovo la stessa morale: chi cerca di distruggere il proprio avversario, anzich\u00e9 affrontarlo lealmente, finisce per essere distrutto egli stesso. I due pattinatori capiranno che il loro talento pu\u00f2 essere messo a frutto stringendo un\u2019alleanza, anzich\u00e9 combattendosi all\u2019ultimo sangue: resisi conto che la messa al bando riguarda solo il singolo, decidono di unire i propri talenti e diventare un tanto irresistibile quanto esilarante duo di pattinaggio a coppia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/borg-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-470\" src=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/borg-202x300-1.jpg\" alt=\"borg\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a>Molti film sportivi esplorano il tema della rivalit\u00e0 come scontro leale tra due contendenti, mostrando come il desiderio di rivalsa e annullamento dell\u2019avversario possa essere sublimato nel miglioramento di se stessi. Il pi\u00f9 recente \u00e8 <em>Borg McEnroe<\/em> (regia di Janus Pedersen), che uscir\u00e0 in autunno nelle sale italiane. Il film racconta, romanzandola, l\u2019epica rivalit\u00e0 tra il tennista svedese Bjorn Borg e l\u2019americano John McEnroe, il primo dipinto come freddo e metodico, il secondo focoso e passionale (la loro rivalit\u00e0 era stata definita dai giornalisti <em>Fire and Ice<\/em>, ghiaccio e fuoco).<br \/>\nSimile come concetto e tematiche il film del 2013 <em>Rush<\/em> (regia di Ron Howard), che racconta della rivalit\u00e0 tra i piloti di Formula 1 Nikki Lauda e James Hunt. Anche qui la trama gioca sul contrasto di personalit\u00e0 tra i due protagonisti: da un lato il freddo, metodico e riservato Lauda dall\u2019altro il focoso, avventato e impertinente Hunt. Questo film esplora in maniera interessante anche il calo di motivazione che pu\u00f2 colpire chi\u00a0improvvisamente si trova a non dover pi\u00f9 affrontare il proprio rivale di una vita. \u00c8 una problematica che colpisce chiunque si concentri troppo sull\u2019altro, anzich\u00e9 su se stesso, cio\u00e8 quando lo scopo diventa \u201cbattere qualcuno\u201d anzich\u00e9 \u201cessere il migliore\u201d.<\/p>\n<p>La tematica della compezione agguerrita ma leale \u00e8 sottesa anche al famosissimo blockbuster degli anni ottanta <em>Top Gun<\/em> (1986 &#8211; regia di Tony Scott), in cui i nomi stessi dei protagonisti esemplificano la tematica \u201cghiaccio e fuoco\u201d: da un lato lo scapestrato Maverick, parola che in inglese significa anticonformista o \u201ccane sciolto\u201d, dall\u2019altro Ice Man, letteralmente l\u2019uomo di ghiaccio. \u00c8 uno scontro di personalit\u00e0 tra il ragazzo sopra le righe, che i superiori faticano a tenere sotto controllo, e il pilota campione di volo che segue sempre scrupolosamente le regole. Competendo con Ice Man, Maverick imparer\u00e0 i limiti della propria personalit\u00e0, le conseguenze anche tragiche della competizione, e ad affrontare le proprie paure, mentre Ice Man, infine, imparer\u00e0 a rispettare Maverick. Una dimostrazione un po\u2019 retorica ma perfetta che una competizione, se affrontata nel modo giusto, pu\u00f2 essere un\u2019occasione di crescita per entrambi i contendenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un buon cattivo fa una buona storia. \u00c8 una massima che si pu\u00f2 trovare in qualsiasi manuale di scrittura creativa. 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