{"id":598,"date":"2011-06-15T07:55:53","date_gmt":"2011-06-15T07:55:53","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=598"},"modified":"2011-06-15T07:55:53","modified_gmt":"2011-06-15T07:55:53","slug":"molto-piu-di-un-gioco-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2011\/06\/15\/molto-piu-di-un-gioco-2\/","title":{"rendered":"Molto pi\u00f9 di un gioco"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">seconda parte<\/h4>\n\n\n\n<p>Negli ultimi numeri del Punto, all\u2019interno della rubrica \u201cMatch Point\u201d, abbiamo analizzato la negoziazione, evidenziandone alcune problematiche attraverso esempi tratti da diversi film. In questo numero proseguiremo l\u2019analisi della stessa tematica, ma, differentemente dal solito, faremo riferimento a un solo film, anche se ci\u00f2 ci indurr\u00e0 a rivelare buona parte della trama\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Il film prescelto \u00e8 <em>Quel pomeriggio di un giorno da cani<\/em>, uscito nel 1975, che vede come protagonisti due attori simbolo della rinascita del cinema statunitense (la cosiddetta \u201cNew Hollywood\u201d), Al Pacino e John Cazale, ed \u00e8 diretto da Sidney Lumet, uno dei registi pi\u00f9 abili nel coniugare le esigenze drammatiche con l\u2019impegno civile. La scelta di analizzare solo questo film non vuole essere unicamente un omaggio a Sidney Lumet, scomparso lo scorso 9 aprile, ma \u00e8 dovuta anche agli innumerevoli spunti che esso offre per lo studio del negoziato. Infatti, Quel pomeriggio di un giorno da cani descrive la complessa trattativa tra un gruppo di rapinatori, che ha preso in ostaggio i dipendenti di una banca, e la polizia, coadiuvata dalla FBI. Il film ci permette, in particolare, di esaminare le diverse fasi del negoziato che sono caratterizzate da specifiche problematiche e tattiche risolutive.<br>Generalmente, un negoziato prevede una prima fase di preparazione in cui ogni attore cerca di ottenere informazioni sul contesto sulle controparti, in modo da definire i propri obiettivi e le strategie pi\u00f9 adeguate al loro conseguimento. Questa fase \u00e8 spesso decisiva per il raggiungimento di un risultato soddisfacente nel negoziato ed \u00e8 importante che venga condotta in maniera approfondita, in modo da poter definire piani di azione alternativi che tengano conto delle diverse possibili evoluzioni della situazione negoziale. Purtroppo, l\u2019illusione del controllo, di cui abbiamo parlato nel numero precedente, ci induce spesso a sopravvalutare le nostre capacit\u00e0 e ci porta a elaborare piani di azione assolutamente insufficienti. Anche Sonny Wortzik (Al Pacino) e Sal (John Cazale) sono probabilmente vittima di questo bias, oltre che della loro scarsa esperienza nella gestione delle rapine di banca. Infatti, nonostante riescano a evitare alcuni errori tipici dei criminali meno esperti (aspettano l\u2019orario di chiusura della banca, neutralizzano i sistemi di videoregistrazione, impediscono l\u2019attivazione dei sistemi di allarme, anche quelli pi\u00f9 raffinati), tuttavia fin dall\u2019inizio appaiono evidenti alcune falle del loro piano. Ad esempio, il terzo complice, Stevie, non riesce a reggere la situazione e abbandona subito la rapina; addirittura, nel momento in cui vanno a prendere i soldi nel caveau, scoprono che \u00e8 quasi vuoto, perch\u00e9 il furgone portavalori \u00e8 appena passato a ritirarli. Soprattutto, Sonny d\u00e0 fuoco al registro contabile della banca, probabilmente per eliminare ogni traccia dei soldi recuperati dalle casse dei diversi sportelli, ma cos\u00ec facendo attira l\u2019attenzione dei vicini, che vedono uscire il fumo dalla banca. Nel giro di pochi minuti Sonny e Sal riceveranno una telefonata della polizia\u2026<br>Parte un negoziato che loro non avevano assolutamente previsto &#8211; gli stessi impiegati della banca presi in ostaggio si rendono conto della loro impreparazione &#8211; e che li costringer\u00e0 a improvvisare continuamente le loro strategie. Diversamente, la polizia, guidata dal Tenente Eugene Moretti (Charles Durning), conosce esattamente come vada condotto un simile negoziato: anzitutto circonda e isola la banca, in modo da eliminare tutte le possibili vie di fuga dei rapinatori e, a quel punto, avvia i contatti con loro, in modo da dare inizio al vero e proprio negoziato.<br>La fase di apertura del negoziato procede secondo uno schema classico. In un primo momento, la polizia prova a ottenere un\u2019immediata chiusura del negoziato. Per questo motivo il Tenente Moretti punta sulla pressione psicologica nei confronti dei rapinatori, cui descrive la situazione di accerchiamento in cui si trovano, evidenziando come la resa sia l\u2019unico esito possibile della trattativa. Questa tecnica pu\u00f2 essere vista come una richiesta estrema, ossia come una proposta tesa a schiacciare la posizione della controparte, oppure come una minaccia, anche se non esplicita, visto che egli fa chiaramente riferimento al rischio che essi possano rimetterci la vita, qualora non si arrendano immediatamente. In ogni caso, questa tecnica si rivela inefficace \u2013 l\u2019agente Sheldon (James Broderick) della FBI rimarca come esistano soluzioni migliori \u2013 e viene respinta dai rapinatori, i quali, invece, cercano di recuperare il tempo perduto nella preparazione, elaborando una possibile strategia, rafforzando la loro intesa e cercando di rendere pi\u00f9 difficile un tentativo di irruzione da parte della polizia.<br>A questo punto, il Tenente Sheldon contatta i rapinatori sia per ottenere informazioni maggiori sulla loro identit\u00e0 e sui loro obiettivi, sia per promuovere un incontro esplorativo, che permetta di chiarire ulteriormente la situazione e, soprattutto, di avviare il vero e proprio negoziato. In particolare, tale incontro dovrebbe servire per instaurare un clima di fiducia tra i negoziatori tanto che, facendo leva su questa motivazione, il Tenente chiede e ottiene una concessione iniziale, la liberazione di un ostaggio, da parte di Sonny. L\u2019incontro esplorativo avviene nello spazio antistante l\u2019ingresso della banca, che diverr\u00e0, in seguito, il vero e proprio territorio negoziale, dove verranno definite le concessioni discusse precedentemente via telefono. La scelta del territorio negoziale viene, di fatto, imposta dalla polizia, che pensa di trarne un vantaggio dovuto al controllo garantito da una schiera di agenti pronti a colpire i rapinatori al primo passo falso, ma ben presto Sonny riesce a rovesciare tale scelta a suo favore. Infatti, da un lato si garantisce l\u2019incolumit\u00e0 grazie alla presenza di Sal, che \u00e8 pronto a uccidere gli ostaggi all\u2019interno della banca, dall\u2019altro sfrutta le sue capacit\u00e0 istrioniche che gli permettono di avvantaggiarsi della visibilit\u00e0 del territorio prescelto per ottenere l\u2019interesse dei media e, soprattutto, il favore della folla creatasi attorno alla banca. In questo modo, Sonny riesce a condurre il negoziato in maniera quasi spavalda, svelando i diversi trucchi attuati dalla controparte. Ad esempio, nelle prime fasi della negoziazione il Tenente Moretti propone soluzioni vantaggiose per i rapinatori, ma scarsamente realistiche, alla luce del fatto che, essendo il reato di competenza federale, le sue concessioni potrebbero essere successivamente bocciate dalla FBI; Sonny contrasta subito questo tentativo di autorit\u00e0 ambigua mettendo in dubbio i suoi poteri negoziali e cercando di scavalcare la controparte, attraverso la richiesta di trattare direttamente con i federali.<br>Dopo la fase di apertura, le posizioni delle controparti si sono ormai definite chiaramente: da un lato la polizia e la FBI vogliono che il sequestro finisca, senza spargimenti di sangue e possibilmente con l\u2019arresto dei rapinatori, dall\u2019altro Sonny e Sal puntano a uscire vivi dalla situazione e ottenere rifugio in Algeria, dove c\u2019\u00e8 sempre il sole (sigh!).<br>Oltre a queste controparti principali, ci sono gli ostaggi che, oltre a essere oggetto della trattativa, sono anche soggetti attivi, che cercano di mantenere un clima, per quanto possibile, amichevole con i loro rapitori, ribadendo, come fa pi\u00f9 volte il Direttore della banca, che si ritengono loro alleati. D\u2019altro canto, tutti sono coscienti che la soluzione negoziale sar\u00e0 tanto pi\u00f9 efficiente, tanto minore sar\u00e0 il numero di morti. Questo spirito anima buona parte della fase di conduzione del negoziato, in cui le controparti si fanno concessioni tattiche reciproche &#8211; ad esempio, viene concesso a Sonny di parlare con i suoi cari, in cambio della liberazione di un ostaggio \u2013 ma non si risparmiano trucchi pi\u00f9 sporchi, come i tentativi di irruzione e la realizzazione di una situazione stressante attraverso il blocco delle luci e dell\u2019aria condizionata all\u2019interno della banca. La fase di conduzione si chiude al calar della notte, quando la polizia viene del tutto esautorata dalla FBI e si definiscono i dettagli della soluzione negoziale finale, che prevede una liberazione scadenzata degli ostaggi, via via che si realizza la partenza di Sonny e Sal verso l\u2019Algeria.<br>A quel punto, il negoziato pu\u00f2 giungere a conclusione, con l\u2019implementazione effettiva della soluzione concordata: entrambe le controparti cercano di garantire che le concessioni ottenute siano effettivamente rispettate, ma, inevitabilmente, sar\u00e0 impossibile ottenere una soluzione win-win\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>seconda parte Negli ultimi numeri del Punto, all\u2019interno della rubrica \u201cMatch Point\u201d, abbiamo analizzato la negoziazione, evidenziandone alcune problematiche attraverso esempi tratti da diversi film. 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