{"id":629,"date":"2009-06-15T13:13:53","date_gmt":"2009-06-15T13:13:53","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=629"},"modified":"2009-06-15T13:13:53","modified_gmt":"2009-06-15T13:13:53","slug":"crepa-padrone-tutto-va-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2009\/06\/15\/crepa-padrone-tutto-va-bene\/","title":{"rendered":"Crepa padrone, tutto va bene"},"content":{"rendered":"\n<p>Come vi ho mostrato nello scorso numero del \u201cPunto\u201d, il conflitto \u00e8 un concetto molto presente nell\u2019immaginario cinematografico. Sar\u00e0 perch\u00e9 ci fornisce una lettura chiara di situazioni anche complesse, oppure perch\u00e9 ha un effetto catartico sullo spettatore, visto che stimola l\u2019immedesimazione con alcuni personaggi del film: di fatto \u00e8 difficile trovare un film che non presenti una qualche situazione di conflit to, almeno di tipo interiore. Cos\u00ec, in questo numero vorrei proseguire l\u2019analisi di tale fenomeno, focalizzandomi sulla sua dimensione organizzativa. Il <strong>conflitto organizzativo <\/strong>\u00e8, infatti, un elemento che \u00e8 presente, in maniera pi\u00f9 o meno frequente, in tutte le imprese e che pu\u00f2 incidere fortemente sulle performance del singolo dipendente, ma anche dell\u2019organizzazione nel suo complesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019analizzare il conflitto organizzativo, \u00e8 opportuno seguire la classificazione di Rahim circa le diverse tipologie di conflitto che possono insorgere all\u2019interno delle imprese e che si differenziano per il numero di persone che vengono coinvolte. In tal senso, la tipologia che coinvolge meno persone \u00e8 senza dubbio il <strong>conflitto intrapersonale<\/strong>, che avviene all\u2019interno della singola persona e che in genere deriva dalla mancata corrispondenza delle competenze e degli interessi dell\u2019individuo con i compiti e gli obiettivi prescritti dall\u2019organizzazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Se una persona poi si sente dotata di superpoteri che vorrebbe utilizzare per fare del bene alla societ\u00e0, ma, come Bob Parr, il protagonista degli \u201cIncredibili\u201d di Brad Bird, \u00e8 invece costretta a fare il semplice burocrate di un\u2019impresa assicurativa, allora \u00e8 chiaro che il conflitto intrapersonale, quando esploder\u00e0, avr\u00e0 effetti devastanti. Ne sa qualcosa il suo capufficio, che al termine dell\u2019ennesimo richiamo sui doveri del buon, cinico assicuratore, si trova schiantato a quattro mura di distanza, con tutte le ossa rotte. Quando invece la persona che vive il conflitto intrapersonale non \u00e8 dotata di superpoteri, \u00e8 probabile che sia lei stessa a rimetterci, come dimostra il caso di Anna (Nicoletta Braschi), la protagonista di \u201cMi piace la- vorare\u201d di Francesca Comenicini. In questo caso, il cambia- mento delle condizioni lavorative, dovuto ad una fusione che coinvolge l\u2019impresa, determina la rottura del fragile equilibrio interiore di Anna e l\u2019esplodere di un conflitto intrapersonale tra la sua sfera lavorativa e quella degli affetti privati. La nuova dirigenza dell\u2019impresa cercher\u00e0 di fare leva su questo conflitto per liberarsi di Anna, anzi cercher\u00e0 di fomentare alcuni colleghi contro di lei per indurla, ancora di pi\u00f9, ad andarsene. <\/p>\n\n\n\n<p>In un caso simile, \u00e8 evidente il legame tra il <strong>conflitto <\/strong>intrapersonale e quello <strong>infragruppo<\/strong>. Quest\u2019ultimo \u00e8 un conflitto che nasce all\u2019interno del gruppo di lavoro e che dipende da variabili, quali la dimensione, la composizione, la tipologia di compiti affidati al gruppo, lo stile adottato dal leader e i risultati che il gruppo ottiene. Un esempio tipico di conflitto intragruppo \u00e8 quello che coinvolge l\u2019eminente chirurgo svedese Dottor Stigg Helmer (Ernst-Hugo J\u00e4reg\u00e5rd) e i membri del suo staff medico danese in \u201cThe Kingdom\u201d di Lars von Trier. I continui conflitti sono dovuti anzitutto allo stile di leadership di Helmer, che tende ad avere un atteggiamento autocratico nei confronti dei suoi collaboratori, ad esempio rifiutandosi di condividere le decisioni con gli altri medi- ci, ma sono acuiti anche dalle differenze culturali rese evidenti dal fatto che alcune modalit\u00e0 di lavoro dei danesi, come il canto motivazionale di inizio giornata, risultano del tutto indigeste a un autorevole dottore svedese. <\/p>\n\n\n\n<p>La terza tipologia di conflitto organizzativo analizzato da Rahim \u00e8 il <strong>conflitto intergruppo<\/strong>, che avviene tra gruppi diversi che fanno parte dell\u2019organizzazione e che interagiscono fra loro nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 aziendali. Questi conflitti vengono determinati dalla forte interdipendenza esi- stente tra i gruppi considerati, che fa s\u00ec che emergano delle occasioni di conflitto, dall\u2019elevata differenziazione che determina letture con- trastanti della situazione alla base del conflitto e dall\u2019esistenza di risorse limitate, la cui allocazione funge da causa scatenante del conflitto. Esempi di tali conflitti avvengono generalmente all\u2019interno delle organizzazioni, specie tra gruppi appartenenti a funzioni diverse che si trovano a interagire fra loro in progetti comuni, ma che non riescono a collaborare pienamente a causa di mentalit\u00e0 e modalit\u00e0 di operare completamente differenti. Quando poi gruppi appartenenti alla stessa organizzazione vengono messi in competizione fra loro per il raggiungimento di un medesimo obiettivo, allora rischiano di saltare tutte le pi\u00f9 elementari forme di collaborazione e di convivenza, come testimonia la vicenda narrata in \u201c36 Quai des Orf\u00e8vres\u201d di Olivier Marchal. In questo film, due squadre della polizia francese, la BRI (Brigata d\u2019intervento rapido) e la BRB (Brigata di repressione del banditismo), guidate rispettivamente da Leo Vrinks (Daniel Auteuil) e da Denis Klein (G\u00e9rard Depardieu), si contendono la cattura di una feroce banda di criminali che insanguina Parigi: il vincitore si vedr\u00e0 assegnata la poltrona di direttore generale della Polizia giudiziaria. La posta in palio \u00e8 molto alta e presto, anche a causa di antiche ruggini esistenti tra i due capisquadra, la sana concorrenza tra le due squadre travalicher\u00e0 non solo lo spirito di corpo, che dovrebbe comunque legare tutti i membri della polizia, ma anche la stessa legge, causando ulteriori morti e sofferenze. <\/p>\n\n\n\n<p>Un altro conflitto intergruppo che si registra di frequente all\u2019interno del sistema economico, e che \u00e8 al centro della <strong>teoria del conflitto <\/strong>sviluppata da Karl Marx, \u00e8 quello che coinvolge da un lato i proprietari dell\u2019azienda e dall\u2019altro i lavoratori. Sebbene la prospettiva marxista risulti in buona parte superata, \u00e8 innegabile che il conflitto inter- gruppo tra direzione e lavoratori sia una costante delle nostre societ\u00e0. Esso scaturisce dal fatto che vi \u00e8 una forte interdipendenza, dovuta alla consapevolezza che entrambi i gruppi sono necessari alla vita aziendale, un\u2019elevata differenziazione, che deriva dal fatto che spesso la direzione e i lavoratori hanno visioni e obiettivi diversi, e la presenza di risorse limitate, i profitti aziendali, la cui spartizione determina l\u2019utilit\u00e0 ottenibile dalle persone che fanno parte dell\u2019organizzazione. I conflitti tra direzione e lavoratori sono stati spesso oggetto di molti film, basti pensare a buona parte della filmografia di Ken Loach, in particolare a \u201cRiff Raff\u201d, che racconta la storia di Steve (Robert Carlyle) un ex- galeotto che va a lavorare in un cantiere edile, caratterizza- to da pessime condizioni di lavoro. Man mano che lui e i suoi colleghi prendono co- scienza dei loro diritti, il conflitto con la direzione diventa sempre pi\u00f9 incandescente, fino al finale letteralmente infuocato. <\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio pi\u00f9 ironico, ma non meno feroce e attuale, del conflitto tra direzione e lavoratori pu\u00f2 essere tratto da un piccolo film, poco pi\u00f9 di 15 minuti, dei Monty Python, distribuito in aper- tura del loro \u201cSenso della vita\u201d e intitolato \u201cThe Crimson Permanent Assurance\u201d. Questo cortometraggio racconta la vicenda di un grup- po di attempati impiegati di una societ\u00e0 di assicurazione che, in seguito alla minaccia di licenziamento nei con- fronti di uno di loro, si ribellano contro la direzione aziendale e, armati di pericolosi fermacarte e di pale di ventilatori usati a mo\u2019 di scimitarra, prendono il comando dell\u2019impresa. Essi per\u00f2 non si limitano a sconfiggere i dirigenti rinchiudendoli nella cassaforte, ma danno nuova vita alla loro impresa, liberandola dai vincoli che le impedivano di fronteggiare la concorrenza e lanciandola alla conquista di Wall Street. La scena del conflitto tra i vecchietti e i giovani yuppy della societ\u00e0 concorrente \u00e8 da antologia, con il palazzo dell\u2019assicurazione che si trasforma in un invincibile galeone da battaglia e l\u2019ultimo yuppy che tenta invano di salvare i documenti contabili dell\u2019impresa. La distruzione di Wall Street dopo l\u2019azione dei vecchietti sembra anticipare, e il film \u00e8 del 1983, lo stato della finanza mondiale dopo l\u2019ultima crisi finanziaria. Speriamo solo che la fine del mondo non sia cos\u00ec vicina come per i nostri amati vecchietti! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come vi ho mostrato nello scorso numero del \u201cPunto\u201d, il conflitto \u00e8 un concetto molto presente nell\u2019immaginario cinematografico. 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