{"id":633,"date":"2009-09-15T13:23:09","date_gmt":"2009-09-15T13:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=633"},"modified":"2009-09-15T13:23:09","modified_gmt":"2009-09-15T13:23:09","slug":"di-alieni-fantasmi-e-occulte-influenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2009\/09\/15\/di-alieni-fantasmi-e-occulte-influenze\/","title":{"rendered":"Di alieni, fantasmi e occulte influenze"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>ovvero l\u2019importanza dei bias cognitivi (e di esserne consapevoli)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il 25 luglio 1976 la sonda spaziale americana Viking 1, in orbita intorno a Marte, invia per la prima volta sulla Terra la foto di un altopiano nella regione di Cydonia, circa 10\u00b0 a Nord dell\u2019equatore marziano. Nella struttura, che misura approssimativamente 3 km in lunghezza e 1,5 km in larghezza, molti credono di ravvisare le fattezze di un volto umano (cfr. 1, prima immagine). La \u201cFaccia di Marte\u201d, come venne chiamata, divenne in brave tempo cos\u00ec celebre e popolare da diventare oggetto d\u2019articoli di giornali, libri, <em>talk shows<\/em> radiotelevisivi e perfino il copione di un film del famoso regista Brian De Palma (<em>Mission to Mars<\/em>, del 2000). \u00a0Alla prima missione utile la NASA, al fine di dare una risposta ai naturali interrogativi che una potenziale, anche se quanto mai improbabile, struttura aliena stavano a significare, diede al JPL il permesso di esaminare con maggior accuratezza quella zona. Nell\u2019aprile del 1998 il <em>Mars Global Surveyor<\/em> fotograf\u00f2 nuovamente la regione di Cydonia (seconda immagine in figura 1).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-2019-06-22-alle-15.31.27-1024x472.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-634\"\/><figcaption>Fig. 1 \u2013 Foto originali da Viking 1 nel 1976 e da Mars Global Surveyor nel 1998<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le nuove immagini avrebbero dovuto immediatamente fare giustizia di ogni ipotesi di manufatti alieni, ma non fu cos\u00ec: della faccia su Marte si continu\u00f2 a parlare ancora per molti anni, finch\u00e9 il 21 settembre 2006 l\u2019ente spaziale europeo (ESA) divulg\u00f2 nuove immagini ad altissima risoluzione della regione di Cydonia (cfr. figura 2). Dalle immagini appare l&#8217;origine naturale della cosiddetta &#8220;faccia&#8221; e delle altre presunte strutture artificiali nell&#8217;intorno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-2019-06-22-alle-15.31.35-1024x711.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-635\"\/><figcaption>Fig. 2 \u2013 Foto ad alta risoluzione della regione di Cydonia (fonte: ESA, 2006)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma, naturalmente, anche questa prova non\nha completamente soddisfatto i complottisti, come ad esempio <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Richard_Hoagland&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Richard\nHoagland<\/a>. (autore di <em>The\nMonuments of Mars: A City on the Edge of Forever<\/em>, oltre che di un sito web\n\u201calternativo\u201d dedicato allo spazio) e&nbsp; lo\nscrittore azero <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zecharia_Sitchin\">Zecharia\nSitchin<\/a>, anch\u2019egli\ntitolare di un sito web e autore di molti libri tra cui segnaliamo <em>Divine Encounters: A Guide to Visions,\nAngels and Other Emissaries<\/em>, il quale sostiene che vi sono riferimenti a\nquesta formazione marziana nella <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Letteratura_sumerica\">letteratura\nsumerica<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia della faccia su Marte deriva da\nun ben noto \u201cbias cognitivo\u201d detto pareidolia\n(dal greco <em>\u03b5\u03af\u03b4\u03c9\u03bb\u03bf\u03bd<\/em>, immagine, col prefisso <em>\u03c0\u03b1\u03c1\u03ac<\/em>, simile); si\ntratta della naturale tendenza a riconoscere forme familiari in immagini\ndisordinate; l&#8217;associazione si manifesta in special modo verso i volti umani e\nle figure animali in generale. Classici esempi sono il viso della luna, oppure\ni profili umani o animali che a volte ci divertiamo a cercare nelle nuvole,\noppure l&#8217;associazione di immagini alle <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Costellazione\">costellazioni<\/a>. Sempre alla pareidolia si pu\u00f2\nricondurre la facilit\u00e0 con la quale riconosciamo volti che esprimono emozioni\nin segni estremamente stilizzati quali le <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Emoticon\"><em>emoticon<\/em><\/a>. Questo bias si \u00e8 sviluppato con\nl\u2019evoluzione, che ha favorito gli individui e i gruppi che pi\u00f9 facilmente e\nvelocemente riuscivano a riconoscere situazioni di pericolo anche da pochi\nsegni, ad esempio scorgendo un predatore mimetizzato, oppure al contrario a\nvedere le proprie prede separandone le sagome da quelle dell\u2019ambiente in cui\ncercavano di nascondersi. Proprio perch\u00e9 prodotto dall\u2019evoluzione si tratta di\nun bias molto comune, che consente di dare una spiegazione razionale a fenomeni\napparentemente <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paranormale\">paranormali<\/a>, quali le apparizioni di immagini su\nmuri o la comparsa di &#8220;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fantasma\">fantasmi<\/a>&#8221; in fotografie. Un fenomeno analogo\nalla pareidolia (una sorta di <em>pareidolia acustica<\/em>) si verifica anche per\nle percezioni uditive, quando si crede di sentire suoni, parole o frasi\nsignificative in rumori casuali, come quelli ottenibili da registrazioni <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Backmasking\">eseguite al contrario<\/a>. Numerose leggende riguardo a presunti\nmessaggi satanici inclusi in canzoni <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rock\">rock<\/a>\ned <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Heavy_metal\"><em>heavy\nmetal<\/em><\/a> (cfr. ad\nesempio, il caso di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stairway_to_Heaven\"><em>Stairway\nto Heaven<\/em><\/a>) sono da\nattribuirsi semplicemente a questo fenomeno, amplificato dai fan e in alcuni\ncasi sfruttato a scopi commerciali dall&#8217;industria discografica.<\/p>\n\n\n\n<p>La pareidolia \u00e8 solo uno dei tantissimi\nbias cognitivi che, in situazioni particolari, influenzano e distorcono le\npercezioni ed il giudizio. Come abbiamo visto alcuni di essi si sono generati\ncome comportamenti evolutivi che, almeno nel passato, hanno portato ad azioni\npi\u00f9 efficaci o hanno permesso di prendere decisioni migliori e pi\u00f9 velocemente.\nAltri sono prodotti come risultato di esperienze, collettive o individuali, che\nhanno permesso di riscontrare il buon funzionamento pratico di determinati\nschemi comportamentali, i quali verranno quindi adottati automaticamente. Altri\nancora sono indotti dalla naturale tendenza al risparmio di risorse cognitive,\nper cui valutazioni, decisioni e giudizi scaturiscono immediatamente non appena\nraggiunta quella che implicitamente si ritiene la soglia minima di informazione\nnecessaria. Infine, particolari visualizzazioni o presentazioni di dati e fatti\n(<em>framing<\/em>) possono influenzare il\nsignificato che viene attribuito a fatti, fenomeni o avvenimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 tutti siamo affetti da qualche\ntipo di bias le decisioni acquistano sempre un margine di imprevedibilit\u00e0 e di \u201cirrazionalit\u00e0\u201d,\nanche in presenza di fatti apparentemente oggettivi. \u00c9 importante perci\u00f2\nriconoscere quelli dei nostri interlocutori per sfruttarli a nostro favore o\nquanto meno per riuscire a prevedere con buona approssimazione comportamenti e\ndecisioni. Occorre anche essere in grado di riconoscere i propri in modo da\nevitare di essere sottilmente manipolati dagli specialisti della persuasione\nocculta.<\/p>\n\n\n\n<p>I principali bias cognitivi che sono\nstati osservati e discussi nell\u2019abbondantissima letteratura in proposito\npossono essere collocati in quattro classi. La prima \u00e8 quella del \u201cframing\u201d,\ncio\u00e8 del quadro complessivo all\u2019interno del quale vengono inquadrati fatti e\nmessaggi per influenzarne il significato percepito (molto importante nel\ncontesto dei media in cui quasi sempre le&nbsp;\nnotizie sono presentate in modo da incoraggiare certe interpretazioni e\nscoraggiarne altre). I bias semplificanti sono scorciatoie che per mettono di\ninterpretare velocemente fatti, raggiungere rapidamente conclusioni e prendere\ndecisioni in tempi brevi; tali scorciatoie, che si sono formate nei nostri\nprocessi cognitivi attraverso millenni di evoluzione, o con decenni di\nesperienze quotidiane o, qualche volta, semplicemente per pigrizia mentale\ndeterminano scostamenti rispetto all\u2019assunzione di razionalit\u00e0 degli agenti\nimplicita nella teoria economica. I bias di controllo riguardano la naturale\ntendenza a sovrastimare la capacit\u00e0 di controllare gli effetti delle decisioni:\nl\u2019origine di questi bias risiede con ogni probabilit\u00e0 nel fatto che individui e\ngruppi che si ritenevano in grado di esercitare un elevato livello di controllo\nsull\u2019ambiente e sui risultati delle loro azioni in situazioni diverse sono\nstati storicamente in grado di \u201crischiare\u201d di pi\u00f9, innovando, creando nuove\nopportunit\u00e0 per l\u2019acquisizione di risorse, generando sicurezza nei propri mezzi\ne nelle proprie capacit\u00e0 e procurando cos\u00ec, non solo a loro stessi ma ai loro\ndiscendenti, maggiori probabilit\u00e0 di sopravvivenza; molti, naturalmente,\navranno subito gravi conseguenze a causa della loro presunzione di controllo,\nma sul piano evolutivo la maggiore fiducia nel risultato \u00e8 risultata\nstatisticamente vincente. Infine, i bias motivazionali riguardano il sistema\nrelazionale, e quindi sia il modo con cui le persone desiderano essere\nconsiderate e valutate dagli altri, sia le convinzioni che ci facciamo a questo\nproposito, sia infine i riflessi di tali convinzioni sui comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprenderemo l\u2019argomento nei prossimi\neditoriali; concludiamo per ora con un divertente esempio di framing (tratto da\nBalsekar, 1996): due giovani monaci studiavano in seminario ed entrambi erano\nincalliti fumatori. L\u2019educazione religiosa richiedeva lunghi periodi di\npreghiera che, nonostante la fede, si traducevano per loro in una sofferenza a\ncausa dell\u2019astinenza dal fumo. Poich\u00e9 ci\u00f2 causava in loro grave turbamento,\ndecisero di risolvere il problema alla radice chiedendo il permesso di fumare\ndurante le preghiere. Si rivolsero pertanto ai rispettivi superiori. Pi\u00f9 tardi,\nuno chiese all&#8217;altro che cosa gli avesse detto il superiore. <em>&#8220;Sono\nstato rimproverato aspramente solo per aver parlato del fatto&#8221;,<\/em> disse\nil primo. &#8220;<em>Ed il tuo superiore, cosa ti ha detto?&#8221;.<\/em> <em>&#8220;Il\nmio \u00e8 stato molto compiaciuto&#8221;,<\/em> disse il secondo. <em>&#8220;Anzi ha\ndetto che facevo benissimo. Ma dimmi, tu che domanda gli ha fatto?&#8221;<\/em> <em>&#8220;Gli\nho chiesto se posso fumare mentre prego.&#8221; &#8220;Te la sei voluta tu. Io\ngli ho chiesto se potevo pregare mentre fumo.&#8221;<\/em> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero l\u2019importanza dei bias cognitivi (e di esserne consapevoli) Il 25 luglio 1976 la sonda spaziale americana Viking 1, in orbita intorno a Marte, invia per la prima volta sulla Terra la foto di un altopiano nella regione di Cydonia, circa 10\u00b0 a Nord dell\u2019equatore marziano. 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