{"id":637,"date":"2009-09-15T13:27:19","date_gmt":"2009-09-15T13:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=637"},"modified":"2009-09-15T13:27:19","modified_gmt":"2009-09-15T13:27:19","slug":"non-ce-pace-tra-gli-ulivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2009\/09\/15\/non-ce-pace-tra-gli-ulivi\/","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 pace tra gli ulivi"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei precedenti numeri de \u201cIl Punto\u201d abbiamo illustrato le origini e le tipologie di conflitto, specialmente in ambito organizzativo. Ora \u00e8 giunto il momento di analizzare i possibili esiti del conflitto, partendo anzitutto dall\u2019analisi degli approcci adottati dai soggetti coinvolti. Essi, sulla base della classificazione fatta da Pruit e Carnevale nel libro Negotiation in social conflict (1993), sono stati suddivisi in sei tipologie differenti: la contesa, il problem solving, il compromesso, la resa, l\u2019inazione e l\u2019abbandono. Queste tipologie derivano dal differente grado di attenzione del singolo soggetto nei confronti degli interessi propri e delle controparti; in particolare, si avr\u00e0 una tendenza: <\/p>\n\n\n\n<ul><li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\talla contesa da parte di\nsoggetti che hanno una\nforte attenzione per i pro-\npri interessi, ma una scarsa\nattenzione per quelli della\ncontroparte;\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/li><li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\talla resa da parte di sog-\ngetti che hanno una scarsa\nattenzione per i propri inte-\nressi, ma una forte atten-\nzione per quelli della con-\ntroparte;\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/li><li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tal problem solving da parte\ndi soggetti che hanno una\nforte attenzione sia per i\npropri interessi, sia per\nquelli della controparte;\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/li><li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tal compromesso da parte\ndi soggetti che hanno una\nmedia attenzione sia per i\npropri interessi, sia per\nquelli della controparte;\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/li><li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tall\u2019inazione o all\u2019abbando-\nno da parte di soggetti che\nhanno una scarsa attenzio-\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>ne sia per i propri interessi, sia per quelli della controparte. La differenza tra questi due comportamenti sta nella loro durata, visto che l\u2019inazione pu\u00f2 essere temporanea, mentre l\u2019abbandono \u00e8 un comportamento che determina esiti definitivi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che l\u2019esito del conflitto non dipende solo dall\u2019- approccio adottato da un sog- getto, ma anche da quello delle controparti, oltre che da altri fattori, come gli aspetti sostanziali, emozionali e co- gnitivi del conflitto. Tuttavia, \u00e8 innegabile che il comporta- mento dei soggetti influenzi l\u2019esito del conflitto e, a ripro- va di ci\u00f2, illustreremo alcuni esempi illuminanti, tratti da film celebri. <\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo da un caso di conflitto, tratto dal film \u201cGli intoccabili\u201d di Brian De Palma, che racconta la lotta senza esclusione di colpi tra Al Ca- pone (Robert De Niro), il gan- gster che negli anni \u201920, con- trollava il traffico di alcolici illegali a Chicago, e un grup- po di poliziotti determinati e incorruttibili, chiamati per questo motivo \u201cIntoccabili\u201d, guidati da Eliot Ness (Kevin Costner). Nel conflitto tra Al Capone e gli \u201cIntoccabili\u201d, l\u2019approccio adottato da en- trambe le controparti \u00e8 sicura- mente classificabile come una contesa, anche per la completa incompatibilit\u00e0 dei loro obiet- tivi: da una parte il gangster \u00e8 intenzionato a fare s\u00ec che le proprie attivit\u00e0 illecite possa- no continuare a prosperare, dall\u2019altra il gruppo di Ness ha come obiettivo principale quello di fermare l\u2019azione criminale di Al Capone. Non\na caso, nel corso del conflit-\nto vengono utilizzati tutti gli\nstrumenti tipici della conte-\nsa: dalla minaccia (si pensi\nalla scena in cui lo sgherro\ndi Capone ricorda a Ness\n\u201c<em>che avere una famiglia \u00e8\nbello, ma bisogna fare atten-\nzione che non gli capiti qual-\nche cosa<\/em>\u201d), alla promessa di\npremi (come nella scena\ndella tentata corruzione, cui\nNess risponde ricordando le\nabitudini degli antichi roma-\nni in merito). D\u2019altro canto,\nanche gli \u201cIntoccabili\u201d utiliz-\nzano alcuni metodi non orto-\ndossi poich\u00e9, come afferma\nJim Malone (Sean Connery),\n\u201c<em>se vuoi aprire il ballo con\nquesta gente, devi essere\npreparato a batterti con ogni\nmezzo, perch\u00e9 nessuno potr\u00e0\nfarli smettere, finch\u00e9 uno di\nvoi due sar\u00e0 morto<\/em>\u201d.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Il contrario della contesa \u00e8\nper molti versi la resa, in cui\nla persona rinuncia comple-\ntamente ai propri interessi,\npur di soddisfare quelli della\ncontroparte. Un tipico caso\ndi resa \u00e8 quella attuata dal\nregista Adam Kesher (Justin\nTheroux) nel conturbante\n\u201cMulholland Drive\u201d di Da-\nvid Lynch.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, il regista, dopo un primo tentativo di resistenza e soprattutto dopo un collo- quio chiarificatore con un inquietante cowboy, decide di accettare l\u2019imposizione di una ragazza come protagoni- sta del suo film, come richie- sto espressamente (\u201c<em>non \u00e8 una raccomandazione, \u00e8 lei la ragazza<\/em>\u201d) dai finanziatori, due fratelli mafiosi appas- sionati di buon caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione simile \u00e8 descritta anche in \u201cPallottole su Broadway\u201d di Woody Allen, nel quale David Shayne (John Cusack) chiede aiuto ad un boss, pur di riuscire a mettere in scena la sua com- media. In cambio dell\u2019appog- gio, il boss impone la propria pupa come protagonista e, per garantire la buona riusci- ta della cosa, affianca al regi- sta un suo sgherro, Cheech (Chazz Palmenteri). Il con- flitto tra Shayne e Cheech prende presto la forma di un problem solving, anche per- ch\u00e9 quest\u2019ultimo si affeziona alla commedia e comincia a suggerire miglioramenti, fino a giungere all\u2019eliminazione della pupa la cui interpreta- zione lasciava molto a desi- derare&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Se il conflitto di \u201cPallottole su Broadway\u201d si risolve in una soluzione efficiente per tutti, a parte la pupa, non altrettanto si pu\u00f2 dire dell\u2019e- sito del conflitto descritto ne \u201cIl calamaro e la balena\u201d di Noah Baumbach. Questo film racconta, senza eccessi drammaturgici, la storia di un divorzio tra una coppia di scrittori newyorchesi, Ber- nard Berkman (Jeff Daniels) e Joan Berkman (Laura Lin- ney), focalizzandosi in parti- colare sulle reazioni dei due figli adolescenti. Come spes- so capita in situazioni simili, la soluzione trovata, ad e- sempio nella divisione dei giorni di affidamento dei figli, rappresenta un compromesso, dove l\u2019obiettivo \u00e8 l\u2019ottenimento di reciproche concessioni, piuttosto che una soluzione che massimizzi la qualit\u00e0 della vita di tutti i familiari. <\/p>\n\n\n\n<p>Una soluzione ancora pi\u00f9\ninsoddisfacente \u00e8 quella che\ncaratterizza il conflitto tra\nDolores Claiborne (Kathy\nBates) e la figlia Selena St.\nGeorge (Jennifer Jason\nLeigh) ne \u201cL\u2019ultima eclissi\u201d\ndi Taylor Hackford. Il rap-\nporto tra le due donne \u00e8, in-\nfatti, impregnato di solitudine\ne silenzio, a causa dell\u2019ina-\nzione delle due protagoniste\nche impedisce al conflitto\nlatente di esplodere, ma an-\nche di giungere a una conclu-\nsione chiarificatrice. Ci\u00f2 \u00e8\ndovuto da un lato al carattere\nchiuso di Dolores, che non\nriesce a far comprendere alla\nfiglia quanto \u00e8 stata disposta\na fare per salvarla, dall\u2019altro\nal risentimento di Selena, che\nritiene la madre responsabile\ndella morte del padre, ma\nche, piuttosto che affrontare\nil problema, ha preferito co-\nstruirsi una nuova vita lonta-\nna da lei. Il ricongiungimento\ntra le due donne avverr\u00e0 solo\nquando la figlia si trover\u00e0\ncostretta a difendere la madre\ndall\u2019accusa di omicidio della\nsua padrona; il soggiorno\nforzato costringer\u00e0 entrambe\na confrontarsi con s\u00e9 stesse e\ncon l\u2019altra, fino al disvela-\nmento di segreti inenarrabili\nche porteranno la pace in\nfamiglia.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Se in questo caso l\u2019inazione ha determinato un prolungarsi del conflitto, in altre occasioni esso \u00e8 dovuto, o almeno reso pi\u00f9 drammatico, dall\u2019eccesso di azione e di rabbia dei soggetti coinvolti. Un esempio paradigmatico in tal senso \u00e8 dato da Giancarlo Iacovoni (Sergio Castellitto), il padre della protago- nista del delizioso \u201cCaterina va in citt\u00e0\u201d di Paolo Virz\u00ec. Giancarlo \u00e8 un insegnante di ragioneria in perenne conflitto contro la societ\u00e0 italiana: contesta il sistema scolastico, tanto che nell\u2019incipit del film apostrofa gli alunni, che sta per lasciare dopo aver ottenuto il trasferimento a Roma, con la frase \u201c<em>siete una delle peggiori e pi\u00f9 avvilenti esperienze che si possano augurare ad un insegnante<\/em>\u201d; contesta soprattutto il sistema editoriale, che non riconosce il valore del suo romanzo, perch\u00e9, come denuncia al Maurizio Costanzo Show, \u201c<em>in questo Paese c\u2019\u00e8 spazio solo per chi appartiene a certe conventicole, a certe consorterie<\/em>\u201d. La sua lotta si rivela ovviamente senza speranza e anzi provocher\u00e0 il progressivo distacco dalla moglie; quando si render\u00e0 conto che anche i pochi capisaldi familiari stanno venendo meno, non gli rester\u00e0 altra strada che l\u2019abbandono. Nei titoli di coda del film lo vediamo girare con la sua amata moto in Paesi stranieri, lontano da una societ\u00e0 che non capisce e da una famiglia che non lo ama pi\u00f9. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei precedenti numeri de \u201cIl Punto\u201d abbiamo illustrato le origini e le tipologie di conflitto, specialmente in ambito organizzativo. Ora \u00e8 giunto il momento di analizzare i possibili esiti del conflitto, partendo anzitutto dall\u2019analisi degli approcci adottati dai soggetti coinvolti. 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