{"id":639,"date":"2009-12-15T13:31:20","date_gmt":"2009-12-15T13:31:20","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=639"},"modified":"2009-12-15T13:31:20","modified_gmt":"2009-12-15T13:31:20","slug":"bias-semplificanti-e-risparmio-cognitivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2009\/12\/15\/bias-semplificanti-e-risparmio-cognitivo\/","title":{"rendered":"Bias semplificanti e risparmio cognitivo"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>ovvero le scorciatoie possono uccidere<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Alle 9:20 del 22 luglio 2005 un giovane\nelettricista brasiliano di ventisette anni, Jean Charles de Menezes, lasci\u00f2 il\nsuo appartamento per recarsi al lavoro. L\u2019appartamento di Jean Charles si\ntrovava in un edificio di tre piani a Scotia Road, nel quartiere londinese di\nTulse Hill. In un appartamento dello stesso edificio, secondo Scotland Yard, si\nnascondevano tre individui di apparente origine araba sospettati di essere gli\naspiranti terroristi suicidi che avevano preso parte ai quattro attentati,\nnella metropolitana e a una fermata di autobus, fortunatamente falliti il\ngiorno prima. Agenti in borghese sorvegliavano perci\u00f2 le entrate del palazzo.\nUno degli agenti avvis\u00f2 la centrale che Jean Charles poteva essere uno dei\nsospettati (\u201caveva gli occhi di taglio orientale\u201d, dir\u00e0 poi l\u2019agente in\nquestione) e ricevette l\u2019ordine di pedinarlo. Jean Charles prese un autobus\nfino a Brixton, ove scese con l\u2019intenzione di salire su un treno della <em>Victoria line<\/em>; si avvicin\u00f2 quindi alla\nstazione della metropolitana, salvo accorgersi che la stazione stessa era una\ndi quelle rimaste chiuse a causa degli attentati del giorno prima. Fece una\ntelefonata per avvertire che avrebbe tardato al lavoro, quindi torn\u00f2 sui suoi\npassi e prese un altro autobus in direzione di Stockwell, ove avrebbe potuto\nutilizzare in alternativa la <em>Northern\nline<\/em>. Questo comportamento insospett\u00ec i poliziotti che lo pedinavano, i\nquali non erano informati n\u00e9 si erano accorti della chiusura della stazione e\ndedussero che si trattava di un tentativo di far perdere le tracce. La centrale\nprontamente informata invi\u00f2 rinforzi e agenti speciali. A Stockwell il giovane\nentr\u00f2 nella stazione, prese una copia di un giornale a distribuzione gratuita e\nus\u00f2 la sua carta elettronica di abbonamento per passare i tornelli. A quel\npunt\u00f2 senti il rumore di un treno in avvicinamento e inizi\u00f2 a correre per\nevitare di perderlo: inutile dire che gli agenti si erano ormai convinti di\nessere all\u2019inseguimento di uno dei colpevoli che stava cercando di recuperare il\n\u201cfiasco\u201d del giorno prima. Jean Charles sal\u00ec in una carrozza mentre le porte\ncominciavano a chiudersi, seguito da tre agenti affannati e sicuri di essere di\nfronte ad un attentatore suicida. Uno degli agenti blocc\u00f2 le porte per evitare\nla partenza del treno, gli altri due afferrarono il giovane, lo trascinarono\nsulla piattaforma e lo uccisero con sette colpi di pistola alla testa \u201cprima\nche si facesse saltare in aria con il treno e mezza stazione\u201d. La polizia\nrilasci\u00f2 immediatamente alla stampa dichiarazioni \u201coff the records\u201d\nsull\u2019uccisione, <em>appena in tempo per\nevitare un nuovo attentato<\/em>, di uno dei terroristi ricercati.<\/p>\n\n\n\n<p>La tendenza al \u201crisparmio cognitivo\u201d che\nci spinge, specialmente in particolari condizioni emotive o di stress, a\nprendere decisioni d\u2019impulso senza acquisire il giusto livello di informazione\ne senza seguire procedure sistematiche di valutazione \u00e8 conosciuta come <em>shooting from the hips<\/em>. Denominazione\npurtroppo appropriata al drammatico caso che abbiamo descritto. In generale, i\nbias semplificanti sono scorciatoie che permettono di interpretare velocemente\nfatti, raggiungere conclusioni e prendere decisioni in tempi brevi. Tali\nscorciatoie, che si sono formate nei nostri processi cognitivi attraverso\nmillenni di evoluzione, o con decenni di esperienze quotidiane o, qualche\nvolta, semplicemente per pigrizia mentale determinano scostamenti rispetto\nall\u2019assunzione di razionalit\u00e0 degli agenti implicita nella teoria economica.\nVediamo i pi\u00f9 comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong><em>effetto \u00e0ncora<\/em><\/strong> si verifica quando si\nfa affidamento prevalentemente solo su una parte dell\u2019informazione disponibile,\nquella che per qualche ragione ci ha pi\u00f9 colpito o quella che ci \u00e8 stata\npresentata per prima (la \u201cprima impressione\u201d), e su questa base si sviluppano\nin modo incrementale giudizi, valutazioni e decisioni che ne risultano quindi\nfortemente condizionate. L\u2019effetto \u00e0ncora \u00e8 subdolo (del resto come tutti gli\naltri bias): informazioni assolutamente irrilevanti da qualunque punto di vista\ncontaminano le percezioni e le stime. Supponiamo di fare la spesa in un\nsupermercato e di incontrare una pila di scatole di tonno, con accanto un\ncartello che recita \u201cal massimo 4 per cliente\u201d. Ci\u00f2 comporta che i clienti\nacquistino pi\u00f9 tonno di quello che farebbero altrimenti? Ebbene, secondo\nnumerosi esperimenti empirici, effettivamente s\u00ec. Questo \u00e8 anche il motivo per\ncui siamo cos\u00ec facilmente influenzabili attraverso le visualizzazioni prodotte\ndai media. Per gran parte dell\u2019evoluzione, tutto ci\u00f2 che \u201csi vedeva con gli\nocchi\u201d era vero. Oggi sappiamo benissimo distinguere la fiction dalla\nrealt\u00e0,&nbsp; e pur tuttavia rimaniamo\ninconsciamente ancorati soprattutto a ci\u00f2 che ci viene proposto con le\nimmagini. Staccarci da queste \u00e0ncore \u00e8 una fatica cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong><em>effetto di conferma <\/em><\/strong>consiste nella\nricerca di fatti o nell\u2019interpretazione di informazioni in modo da confermare\nle proprie teorie o i preconcetti iniziali, evitando o sottovalutando al\ncontempo gli elementi che possano metterli in dubbio. Numerosi studi empirici\nconfermano questa tendenza, purtroppo anche nel caso delle investigazioni\ncriminali, in cui una volta raggiunta una conclusione di colpevolezza\nrelativamente ad un individuo, si sviluppa una propensione a ricercare\npreferenzialmente informazioni addizionali in grado di rafforzarne la certezza\ncon il rischio di ignorare o sottovalutare le eventuali prove di innocenza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong><em>effetto bandwagon<\/em><\/strong> \u00e8 la tendenza a\nfare o credere ci\u00f2 che molte altre persone fanno o credono; si basa su\nesperienze che confermano come le cose migliori siano di solito quelle che\ntutti desiderano: \u00e8 quindi pi\u00f9 semplice ed economico (sul piano cognitivo)\nconformarsi al comportamento degli altri piuttosto che fare un autonomo sforzo\ndi valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong><em>percezione selettiva<\/em><\/strong> consiste\nnell\u2019osservare e percepire in modo privilegiato soprattutto ci\u00f2 che \u00e8 conforme\ncon le nostre aspettative. E\u2019 abbastanza simile all\u2019<strong><em>effetto alone<\/em><\/strong>, il quale\ncomporta che un singolo tratto personale, positivo o negativo, finisce con\nl\u2019influenzare la valutazione complessiva della personalit\u00e0 di un individuo (\u201c\u2026\nsorride, quindi \u00e8 un amico\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Il bias di <strong><em>ricerca locale<\/em><\/strong> si\nverifica quando le decisioni sono prese sulla base delle informazioni disponibili\nanche quando queste non sono completamente&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; soddisfacenti\ne potrebbero essere migliorate con una adeguata ricerca. Questo bias porta ad\natteggiamenti conservativi sulle soluzioni e riduce la creativit\u00e0 nelle ricerca\ndi nuove opzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong><em>senno di poi<\/em><\/strong> riguarda la nostra\nabilit\u00e0 nello spiegare fatti che sono gi\u00e0 successi; per essere pi\u00f9 precisi\nquesto bias \u00e8 in azione quando, dopo aver appreso un eventuale risultato, gli\nattribuiamo una probabilit\u00e0 molto pi\u00f9 elevata di quella che un osservatore\nimparziale, cio\u00e8 ex-ante o senza la conoscenza dell\u2019accaduto, avrebbe potuto\nstimare sulla base delle informazioni disponibili. Guardando la storia\nattraverso le lenti del senno di poi, ad esempio, tendiamo a sottostimare\nenormemente il costo di prevenzione delle catastrofi.&nbsp; Un esempio famoso \u00e8 quello dello shuttle\nChallenger, la cui esplosione fu attribuita alla perdita di flessibilit\u00e0, dovuta\nalla bassa temperatura, di un O-ring. In effetti c\u2019erano stati alcuni segnali\nche indicavano una minima probabilit\u00e0, giudicata trascurabile ex-ante, di un\nproblema con gli O-ring, ma prevenire il disastro senza il senno di poi avrebbe\ncomportato non solo fare attenzione al problema delle guarnizioni ma anche a\nqualunque altra altrettanto trascurabile probabilit\u00e0 di malfunzionamento. La\nprevenzione sarebbe stata costosissima; inoltre, poich\u00e9 ovviamente tutto\navrebbe funzionato alla perfezione, nessuno ne avrebbe riconosciuto i meriti,\nmentre ne sarebbero stati criticati i costi: purtroppo i libri di storia non\nriportano i casi di \u201ceroiche misure preventive\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con il frequentissimo <strong><em>errore\ndi congiunzione<\/em><\/strong>, ovvero la tendenza a sovrastimare le probabilit\u00e0\ncongiunte e a sottostimare le probabilit\u00e0 disgiunte. In termini pratici tale\neffetto si manifesta, ad esempio, quando per rendere una storia pi\u00f9 plausibile\nne arricchiamo i dettagli, dimenticando che aggiungere particolari ad un evento\nne riduce la probabilit\u00e0 di verificarsi. 125 studenti dell\u2019Universit\u00e0 di\nStanford hanno partecipato al gioco seguente. Un dado con quattro facce verdi e\ndue rosse viene lanciato venti volte di seguito, registrando le sequenze di\ncolori che ne risultano. Il gioco consiste nello scommettere su una di tre\nsequenze predefinite:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>RVRR<\/li><li>VRVRRR<\/li><li>VRRRRR<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Il 65% degli studenti ha scelto la\nsequenza (2). Questa \u00e8 effettivamente quella pi\u00f9 \u201crappresentativa\u201d del dado,\nvisto che la maggior parte delle facce sono verdi e la sequenza (2) \u00e8 quella\ndelle tre proposte che contiene la maggior proporzione di risultati verdi. Le\nrelative probabilit\u00e0 possono essere calcolate con precisione, tuttavia \u00e8\nintuitivo che la sequenza (1) domina la (2), in quanto in essa strettamente\ncontenuta: in altri termini per ottenere la sequenza (2) deve uscire la (1) preceduta\nda una faccia verde.<\/p>\n\n\n\n<p>La consapevolezza delle distorsioni\ncognitive che possono influenzarci&nbsp; aiuta\nad assumere il pieno controllo delle nostre scelte e riduce la possibilit\u00e0 di\nessere sottilmente manipolati. Impariamo quindi a reagire alla naturale\ntendenza alle scorciatoie mentali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero le scorciatoie possono uccidere Alle 9:20 del 22 luglio 2005 un giovane elettricista brasiliano di ventisette anni, Jean Charles de Menezes, lasci\u00f2 il suo appartamento per recarsi al lavoro. L\u2019appartamento di Jean Charles si trovava in un edificio di tre piani a Scotia Road, nel quartiere londinese di Tulse Hill. 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