{"id":645,"date":"2010-03-15T13:40:25","date_gmt":"2010-03-15T13:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=645"},"modified":"2010-03-15T13:40:25","modified_gmt":"2010-03-15T13:40:25","slug":"una-tarde-de-amor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2010\/03\/15\/una-tarde-de-amor\/","title":{"rendered":"Una tarde de amor"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>ovvero dall\u2019illusione del controllo al delirio di onnipotenza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Il 9\nsettembre del 2006 viene diffuso su YouTube un video intitolato \u201cUna tarde de\namor\u201d. Nella clip la bellissima Daniella Ciccarelli, modella e presentatrice\nbrasiliana pi\u00f9 nota per essere stata per 84 giorni moglie del calciatore\nRonaldo che per le sue performance artistiche, \u00e8 ripresa in scene di sesso\nesplicite con il suo fidanzato, il finanziere Renato Malzon, su una spiaggia\nspagnola. Indignata, forse non a torto, di tale evidente violazione della\nprivacy, Daniella intenta un\u2019azione legale contro YouTube, non tanto per la\nrimozione della clip, prontamente effettuata dai gestori anche perch\u00e9 in aperta\nviolazione con il codice etico della piattaforma, quanto per ottenere un\nrisarcimento per il danno subito. Indipendentemente dal risultato giudiziario,\nche peraltro ha visto prevalere in secondo grado YouTube con una condanna della\nmodella per danni al portale, l\u2019esito del tutto inatteso della vertenza \u00e8 stato\nquello di una straordinaria diffusione del video, ancora oggi scaricabile da\nuna molteplicit\u00e0 di siti (provare, per credere, con un qualunque motore di\nricerca).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\nepisodio \u00e8 una evidente manifestazione della cosiddetta \u201c<strong>Legge delle conseguenze inattese<\/strong>\u201d secondo cui \u201cogni intervento su\nun sistema complesso, indipendente dal raggiungimento degli obiettivi\nprefissati, \u00e8 suscettibile di generare imprevedibili e spesso indesiderabili\neffetti collaterali\u201d. La legge delle conseguenze inattese rientra nella pi\u00f9\ngenerale categoria dei <strong>bias di controllo<\/strong>,\novvero nella naturale tendenza umana a sovrastimare la capacit\u00e0 di controllare\ngli effetti delle proprie azioni e decisioni. L\u2019origine di questi bias risiede,\ncon ogni probabilit\u00e0,&nbsp; nel fatto che\nindividui e gruppi che si ritenevano in grado di esercitare un elevato livello\ndi controllo sull\u2019ambiente e sui risultati delle loro azioni in situazioni\ndiverse sono stati storicamente in grado di \u201crischiare\u201d di pi\u00f9, innovando,\ncreando nuove opportunit\u00e0 per l\u2019acquisizione di risorse, generando sicurezza\nnei propri mezzi e nelle proprie capacit\u00e0 e procurando cos\u00ec, non solo a loro\nstessi ma anche ai loro discendenti, maggiori probabilit\u00e0 di sopravvivenza.\nMolti, naturalmente, avranno subito gravi conseguenze a causa della loro\npresunzione di controllo, ma sul piano evolutivo la maggiore fiducia nel\nrisultato \u00e8 risultata statisticamente vincente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ellen\nLanger, professore di psicologia ad Harvard, ha introdotto in un famoso\narticolo del 1975<sup>*<\/sup> il concetto di <strong>illusione del controllo<\/strong>. L\u2019illusione del controllo consiste nella\nconvinzione di poter influenzare il corso degli eventi molte oltre le effettive\npossibilit\u00e0. In realt\u00e0 la fiducia nelle\ncapacit\u00e0 personali di gestire con successo le diverse situazioni all\u2019interno\ndell\u2019ambiente di riferimento pu\u00f2 determinare impegno e perseveranza nel\nperseguimento dei propri obiettivi, permettendo cos\u00ec di ottenere risultati\nambiziosi. Naturalmente tale ottimismo deve essere proporzionato alle\ncircostanze per non degenerare in atteggiamenti patologici che possano portare\nad assumere comportamenti eccessivamente rischiosi o comunque incuranti di\npossibili conseguenze negative. Una ben nota degenerazione dell\u2019illusione del\ncontrollo \u00e8 il \u201c<strong>delirio di onnipotenza<\/strong>\u201d,\ntipico di persone che, assuefatte all\u2019uso del potere, si convincono di essere\nassolutamente immuni da ritorni negativi delle loro decisioni e comportamenti. Il\ndelirio di onnipotenza pu\u00f2 assumere caratteristiche patologiche quando si\nmanifesti: una assoluta certezza soggettiva su una determinata idea; una\nassoluta incorreggibilit\u00e0, cio\u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di essere influenzati\ndall&#8217;esperienza concreta o da confutazioni basate sull\u2019evidenza; un alterato\ngiudizio sulla realt\u00e0; una struttura completamente autocentrica che vede il\ndelirante sempre e comunque come elemento centrale della sua percezione del\nmondo; un senso di minaccia con contenuti ipocondriaci e di persecuzione;\nsmanie di grandezza, erotomaniache e di potere assoluto. <\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso l\u2019illusione del controllo implica una\ninadeguata gestione dei rischi, con possibilit\u00e0 di escalation ansiosa nel caso\nin cui le scelte si rivelino inadeguate, con conseguente peggioramento del\ncomportamento relazionale. Alla lunga possono presentarsi problemi psicologici\nfino ad arrivare, nei casi pi\u00f9 estremi, ad uno stato di severa depressione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avversione alle perdite<\/strong>: per la\nmaggior parte delle persone la disutilit\u00e0 provocata dal rinunciare ad un bene \u00e8\nmaggiore dell\u2019utilit\u00e0 associata con l\u2019acquisizione dello stesso. Questo bias \u00e8\nalla base di molti comportamenti irrazionali, come quello dell\u2019<strong>escalation<\/strong>, che si verifica quando un\ninsuccesso conduce ad una spirale di crescenti impieghi di risorse, rivolta a\nnon disperdere&nbsp; i \u201ccosti affondati\u201d\ninvece che ad una attenta revisione delle decisioni gi\u00e0 prese. Un\u2019altra\nconseguenza \u00e8 la tendenza a privilegiare il <strong>mantenimento dello \u201cstatus quo\u201d:<\/strong> oltre alla naturale avversione al\nrischio gioca infatti, in questo caso, la sopravvalutazione di ci\u00f2 che si perde\nrispetto a ci\u00f2 che potenzialmente potrebbe essere acquisito in un cambiamento\ndi situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>retrospezione rosea<\/strong> consiste nel\nricordare selettivamente solo situazioni e fatti piacevoli e positivi,\ndimenticando, o dando meno rilevanza, a quelli meno soddisfacenti o negativi,\nche comunque vengono in retrospettiva visti in modo edulcorato; vale anche per\nle decisioni prese in passato, che tendono ad essere valutate come migliori di\nquello che veramente sono state.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>correlazione illusoria<\/strong> si manifesta\nquando creiamo nella nostra mente una falsa idea di relazione causa-effetto: ci\naggiustiamo i calzini sul campo da tennis prima di un servizio vincente, e ci\nconvinciamo che tale gesto ne sia stato la causa. Dopo di che aggiustarsi i calzini\nprima di servire diverr\u00e0 un abituale gesto scaramantico. Fin qui, ovviamente,\nnulla di serio; tale bias pu\u00f2 per\u00f2 comportare gravi distorsioni di giudizio\nquando, ad esempio, si associa l&#8217;appartenenza a un gruppo di minoranza con la\nmessa in atto di comportamenti negativi. Questo porta alla creazione di uno\nstereotipo sociale per cui i membri del gruppo stesso vengono automaticamente\nclassificati come pericolosi o comunque da evitare o tenere a distanza. La\ncorrelazione illusoria funziona al contrario quando stereotipi razziali,\netnici, religiosi o geografici, trasmessi e acquisiti per altre vie al di fuori\ndi qualunque evidenza, influenzano le nostre credenze sulle covariazioni,\nspingendoci a percepirle anche in assenza di dati a loro sostegno. In sostanza\nquesto meccanismo cognitivo serve a semplificare e ordinare la realt\u00e0\nfornendoci indicazioni per prevedere e influenzare situazioni e fenomeni.\nPurtroppo a volte si tratta solo di una auto illusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, <strong>l\u2019effetto ambiguit\u00e0<\/strong> ci porta ad evitare\nle opzioni che, per qualunque motivo, ci appaiono fuori dalle nostre\npossibilit\u00e0 di controllo. Ci\u00f2 pu\u00f2 dipendere dalla mancanza di informazioni,\ndalla scarsa credibilit\u00e0 delle fonti, da un elevato livello di rischio o,\nanche, da una percezione di ridotta capacit\u00e0 di esercitare influenza sui\npossibili risultati. Consideriamo come esempio un\u2019urna contenente 30 palline\ncolorate di rosso, nero e bianco. Sappiamo con certezza che dieci palline sono\nrosse, mentre per le altre venti sappiamo solo che tutte le combinazioni di\nnero e bianco sono equiprobabili. Immaginiamo ora una lotteria con due opzioni\nconsistenti, rispettivamente, nell\u2019estrazione di pallina rossa e di una pallina\nnera. Entrambe le opzioni producono una vincita di 100 Euro. Quale scegliere?\nE\u2019 stato sperimentalmente dimostrato che la maggior parte delle persone tende a\nselezionare l\u2019opzione della pallina rossa, nonostante il fatto che sia molto\nsemplice rendersi conto che in entrambi i casi la probabilit\u00e0 di vincere \u00e8 pari\nad un terzo (infatti nella seconda opzione nera il numero delle palline nere \u00e8\naleatorio ma ugualmente distribuito tra 1 e 20) La reale differenza tra le due\nopzioni \u00e8 che quest\u2019ultima sembra definita in modo pi\u00f9 ambiguo. Prevale quindi\nla naturale tendenza a favorire comunque le opzioni per cui sono disponibili\nmaggiori informazioni, anche nei casi in cui, dal punto di vista pratico, ci\u00f2\nnon fa nessuna differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Imparare\na riconoscere i bias di controllo \u00e8 importante per mantenere la giusta misura\nnelle nostre azioni, nei comportamenti, nelle decisioni. E poi, naturalmente,\nnelle relazioni con gli altri per evitare di riporre fiducia in persone che\ndichiarano la loro vocazione al controllo ma hanno, con tutta evidenza,\nsmarrito il senso della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero dall\u2019illusione del controllo al delirio di onnipotenza Il 9 settembre del 2006 viene diffuso su YouTube un video intitolato \u201cUna tarde de amor\u201d. 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