{"id":650,"date":"2010-03-15T13:45:38","date_gmt":"2010-03-15T13:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=650"},"modified":"2010-03-15T13:45:38","modified_gmt":"2010-03-15T13:45:38","slug":"gli-intrighi-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2010\/03\/15\/gli-intrighi-del-potere\/","title":{"rendered":"Gli intrighi del potere"},"content":{"rendered":"\n<p>Gi\u00e0 nel secondo articolo di questa rubrica, apparso sul quinto numero del Punto, avevo trattato il tema del potere nelle sue diverse tipologie, attraverso vari esempi tratti da film celebri. Ora vorrei approfondire l\u2019analisi di questo fenomeno, concentrandomi sulle caratteristiche del <strong><em>legitimate power <\/em><\/strong>ed evidenziando in particolare quali sono i fattori che possono rafforzarlo o indebolirlo, fino a farlo scemare del tutto nei casi pi\u00f9 estremi. Le altre forme di potere, come il <em>reward power<\/em>, il <em>coercive power<\/em>, l\u2019<em>expert power <\/em>e il <em>referent power<\/em>, funzionano perch\u00e9 garantiscono un beneficio, di natura materiale o emozionale, agli individui che ne sono soggetti, i cosid- detti <strong><em>target<\/em><\/strong>, quando questi adeguano il loro comporta- mento ai desideri dei detentori di potere, che sono chia- mati <strong><em>agent<\/em><\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Differentemente, l\u2019efficacia del <em>legitimate power <\/em>deriva dal fatto che i <em>target <\/em>sono portati ad obbedire all\u2019<em>agent <\/em>non perch\u00e9 si aspettano un beneficio, ma perch\u00e9 ricono- scono il suo diritto ad eserci- tare tale potere nei loro con- fronti. Tale diritto \u00e8 sancito e approvato dalla comunit\u00e0 cui il <em>target <\/em>appartiene, per cui egli sar\u00e0 indotto a confor- marsi ai comportamenti degli altri membri perch\u00e9 in que- sto modo si sente pi\u00f9 inte- grato e soddisfa il suo biso- gno di socialit\u00e0. Non a caso, le caratteristiche e i limiti del <em>legitimate power <\/em>variano fortemente a seconda del contesto sociale nel quale si sviluppa, tanto che, in passato, l\u2019entit\u00e0 del <em>legitimate power <\/em>che veniva riconosciuto all\u2019interno delle strutture so- ciali era molto maggiore ri- spetto agli standard occidenta- li attuali. Questo cambiamen- to sociale \u00e8 evidenziato sa- pientemente ne \u201cIl nastro bianco\u201d di Michael Haneke, che racconta la vita di un vil- laggio tedesco ai primi del Novecento, governata da con- venzioni sociali fortemente intrise di violenza, che fanno s\u00ec che i figli accettino qualsia- si tipo di violenza, anche ses- suale, perpetrata dai padri, che le donne non reagiscano ai soprusi dei loro uomini, che i contadini si rassegnino di fronte alle ingiustizie del ba- rone, anche quando provoca- no la morte di una loro donna. Una forma di <em>legitimate power <\/em>cos\u00ec assoluta determi- na, specie nel lungo periodo, forme di disumanizzazione che, come suggerisce il film, sono state alla base dell\u2019emer- gere del nazismo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non significa che il <em>legiti- mate power <\/em>sia necessaria- mente dannoso, anzi esso rap- presenta uno strumento indi- spensabile per il <strong>coordina- mento <\/strong>interno dell\u2019organizza- zione, perch\u00e9 migliora l\u2019effi- cienza decisionale, agevola la gestione dell\u2019incertezza che affligge le diverse attivit\u00e0 aziendali, favorisce la risolu- zione dei conflitti che avven- gono tra i <em>target <\/em>e facilita il monitoraggio dei loro com- portamenti, riducendo l\u2019insor- gere del <em>free-riding<\/em>. L\u2019effica- cia del <em>legitimate power <\/em>come strumento di coordinamento \u00e8 mostrata in maniera esemplare nella saga de \u201cIl padrino\u201d di Francis Ford Coppola, nella quale il capoclan, prima Vito Corleone (Marlon Brando\/ Robert De Niro) e poi suo figlio Michael (Al Pacino), riesce a gestire la loro orga- nizzazione mafiosa proprio grazie al riconoscimento della sua autorit\u00e0 da parte dei membri della famiglia. Ci\u00f2 gli permette di realizzare un\u2019adeguata definizione del <strong>potere posizionale<\/strong>, ossia del potere associato alle singole posizioni della struttura or- ganizzativa; non a caso, non appena nominato padrino, nel primo film della saga, Michael definisce compiti e responsabilit\u00e0 dei diversi membri, escludendo anche alcune figure storiche della famiglia. Questa forma di <strong>delega <\/strong>si accompagna ad una <strong>centralizzazione <\/strong>delle decisioni strategiche che permette di affrontare in maniera efficace le pi\u00f9 im- portanti minacce e opportu- nit\u00e0 esterne; cos\u00ec, nel secon- do film della saga, Michael impone al capo mandamento Camona, che vorrebbe farsi valere contro i nuovi clan di New York, il rispetto di una tregua, in nome dei pi\u00f9 alti interessi della famiglia di cui solo il padrino ha piena co- scienza. Il <em>legitimate power <\/em>permette a Michael di risol- vere i conflitti tra i membri dell\u2019organizzazione, ma so- prattutto quelli che coinvol- gono i suoi fratelli, di cui monitora costantemente i comportamenti, onde evitare che possano mettere a ri- schio la sua autorit\u00e0. In que- sto senso, tutta la saga de \u201cIl padrino\u201d pu\u00f2 essere letta come un\u2019analisi delle  modalit\u00e0 con cui si impone il\n<em>legitimate power <\/em>all\u2019interno\ndi un\u2019organizzazione, anche\nse i metodi utilizzati dal pa-\ndrino non sono, fortunata-\nmente, gli stessi usati dalla\ngeneralit\u00e0 dei dirigenti. Tutta-\nvia, si possono riscontrare\nalcune somiglianze tra tali\nmetodi, ad esempio nell\u2019im-\nportanza attribuita ai riti che\nrafforzano l\u2019autorit\u00e0, che van-\nno dal \u201cbaciare le mani\u201d dei\nmafiosi agli <em>status symbol <\/em>dei\n<em>manager<\/em>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza dei <strong>riti <\/strong>come strumento di riconoscimento e rafforzamento del <em>legitimate power <\/em>\u00e8 uno dei temi centrali de \u201cLa presa del potere di Luigi XIV\u201d di Roberto Ros- sellini, nel quale si racconta, con un taglio quasi documen- taristico, l\u2019acquisizione del potere assoluto da parte del Re Sole (Jean-Marie Patte), alla morte del cardinale Ma- zarino. Sconvolto dal ricordo della rivolta dell\u2019aristocrazia, la cosiddetta Fronda, che lo costrinse da bambino a fuggi- re dal Louvre, nonch\u00e9 dall\u2019e- co della Rivoluzione inglese, in cui il re venne addirittura decapitato, Luigi XIV decide di mettere un freno alla nobil- t\u00e0, allontanandola dalle fonti di ricchezza e rendendola del tutto dipendente dalla Corona. In questo senso, egli costrui- sce un insieme di riti sfarzosi che trasmettano il senso dell\u2019- autorit\u00e0 regale, ma che, nel contempo, diano modo ai nobili di sfogare il loro desi- derio di primeggiare, attraver- so la partecipazione attiva, e dispendiosa, alla vita di corte. Di fatto, attraverso questi riti, il Re Sole svuota il potere della nobilt\u00e0, inducendola oltretutto ad impoverirsi e a doversi legare pi\u00f9 strettamen- te alla Corona. L\u2019uso consape- vole dei riti garantisce quindi un rafforzamento del <em>legitima- te power<\/em>, ma non sempre la loro presenza garantisce un effettivo potere reale. Ne sa qualcosa il povero ragioniere Ugo Fantozzi (Paolo Villag- gio) che, in \u201cFantozzi alla riscossa\u201d di Neri Parenti, vie- ne nominato ai vertici della sua vecchia azienda e vede via via aumentare i titoli della sua carica e gli <em>status symbol <\/em>con- nessi. Quando si ritrover\u00e0 \u201cDott. Ing. Lup. Man. Presi- dent. Natural. Prestanom. Om. di Pagl. Gran. Test. di Cazz.\u201d, con connesso abito papale, cocchio a due pariglie bianche con lacch\u00e8 e diritto al potere temporale, capir\u00e0 di essere stato preso solo come presta- nome per coprire le responsa- bilit\u00e0 dei vertici nella banca- rotta della societ\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo esempio evidenzia come il potere posizionale da solo non sia sufficiente a garantire una reale autorit\u00e0; perch\u00e9 sia efficace, \u00e8 neces- sario che esso venga abbinato al <strong>potere personale <\/strong>dell\u2019in- dividuo, che \u00e8 legato princi- palmente alle sue competenze e al suo carisma. Non a caso, in \u201cBianca\u201d di Nanni Moretti, gli studenti della scuola Mar- ylin Monroe cercano di mina- re l\u2019autorit\u00e0 del professor Michele Apicella, interpreta- to dallo stesso Moretti, te- standone le competenze fin dal primo giorno di lezione. Quando non opporr\u00e0 che il silenzio alla domanda sulla spiegazione matematica del perch\u00e9 la somma delle righe e delle colonne del quadrato magico, raffigurato ne \u201cLa melancolia\u201d di Durer, dia sempre 34, egli perder\u00e0 buo- na parte del suo <em>legitimate power <\/em>nei confronti degli studenti, rischiando di finire come il professore di italia- no, che viene continuamente deriso dalla classe. Queste forme di delegittimazione rischiano di essere pi\u00f9 forti quando gli stessi <em>target <\/em>de- tengono un certo potere posizionale; ci\u00f2 avviene generalmente in tutte le or- ganizzazioni, perch\u00e9 il mec- canismo di delega fa s\u00ec che, specialmente coloro che sono preposti allo svolgi- mento di attivit\u00e0 critiche, abbiano a disposizione tale potere. Quando questo pote- re posizionale \u00e8 rafforzato da forti competenze e da una certa consapevolezza di s\u00e9, come avviene per gli orchestrali di \u201cProva d\u2019or- chestra\u201d di Federico Fellini, \u00e8 necessario che venga defi- nita un forte <em>legitimate power <\/em>per garantire che tutti adottino comportamenti in linea con gli obiettivi dell\u2019- organizzazione. Infatti, tutto il film analizza il problema del riconoscimento di tale potere da parte degli orchestrali, i quali prima disconoscono l\u2019autorit\u00e0 e le competenze del direttore, poi istituiscono una sorta di anarchia, quindi si fanno dirigere da uno strumento di sicura competenza, un metronomo gigante. Solo alla fine, di fronte all\u2019emergenza e alla minaccia della distruzione, gli orchestrali accetteranno nuovamente l\u2019autorit\u00e0 del direttore, che a quel punto assumer\u00e0 un inquietante accento tedesco&#8230; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 nel secondo articolo di questa rubrica, apparso sul quinto numero del Punto, avevo trattato il tema del potere nelle sue diverse tipologie, attraverso vari esempi tratti da film celebri. 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