{"id":652,"date":"2010-06-15T13:48:27","date_gmt":"2010-06-15T13:48:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=652"},"modified":"2010-06-15T13:48:27","modified_gmt":"2010-06-15T13:48:27","slug":"bias-motivazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2010\/06\/15\/bias-motivazionali\/","title":{"rendered":"Bias motivazionali"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>ovvero perch\u00e9 amiamo l\u2019astrologia e siamo miti, ma sappiamo farci valere.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ormai vi conosco, caro lettore e cara\nlettrice. Vi ho guardato mentre leggevate \u201cIl Punto\u201d, ho percepito i vostri\npensieri, studiato i vostri comportamenti. Osservandovi mi sono convinto che il\npubblico di questa rivista si sia auto selezionato secondo criteri che\nrispondono ad un profilo che credo di aver individuato in&nbsp; modo preciso. Vediamo se ho ragione. Secondo\nme, siete pi\u00f9 o meno cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Avete\nun forte desiderio di piacere agli altri e di essere ammirati, e nello stesso\ntempo tendete ad essere critici verso voi stessi. Siete consapevoli di alcune\ncarenze caratteriali, ma riuscite molto bene a compensarle facendo leva sui\nvostri punti di forza. Tuttavia, almeno finora, sono molte le capacit\u00e0 non\nancora completamente sfruttate a vostro vantaggio. Nonostante dall\u2019esterno\npossiate apparire come persone calme e sicure, molto disciplinate e dotate di\nun notevole autocontrollo, internamente tendete a manifestare qualche\ninsicurezza e preoccupazione. A volte dubitate delle vostre decisioni, e\npensate che avreste potuto scegliere o decidere meglio. Apprezzate la variet\u00e0\ned i cambiamenti e vi sentite insoddisfatti se troppo costretti in vincoli e\nlimitazioni. Siete orgogliosi della vostra indipendenza di giudizio e non\naccettate mai supinamente le opinioni altrui se non le ritenete fondate. Nello\nstesso tempo, l\u2019esperienza vi ha insegnato a non rivelarvi eccessivamente agli\naltri. A volte vi comportate in modo estroverso, affabile e socievole, mentre\nin altre circostanze potete apparire introversi, cauti e riservati. Avete molte\naspirazioni, alcune delle quali tendono ad essere poco realistiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se ci sono andato abbastanza vicino, ci\u00f2\nsi deve all\u2019<strong>effetto Forer<\/strong>, un bias\ncognitivo che prende il nome dello psicologo americano Bertram R. Forer. Esso\nriguarda il fatto che gli individui tendono a ritenere molto accurate\ndescrizioni della loro personalit\u00e0 apparentemente molto precise ma in realt\u00e0\nvaghe e abbastanza generali da essere applicabili praticamente alla totalit\u00e0\ndelle persone. Questo effetto spiega, almeno parzialmente, la vasta\naccettazione di una pseudo scienza come l\u2019astrologia ed \u00e8 una manifestazione di\nun fenomeno pi\u00f9 generale per cui le persone sono portate a vedere collegamenti\nanche in eventi casuali assolutamente non correlati quando \u00e8 in gioco la\nconferma di una credenza, una aspettativa o anche, pi\u00f9 semplicemente, di una\nipotesi cui tengono. Esattamente come viene ricostruita la corrispondenza tra\nla percezione individuale della propria personalit\u00e0 ed i contenuti\ndell\u2019oroscopo. Nel 1948 Forer sottopose i suoi studenti ad un finto test della\npersonalit\u00e0; forn\u00ec poi a ciascuno un\u2019analisi individuale fingendo che fosse\nbasata sui risultati del test stesso e invit\u00f2 ciascuno a valutarne la precisione\nsu una scala da 0 (molto scarsa) a 5 (eccellente). La media delle valutazioni\nfu di 4,26. Forer rivel\u00f2 poi che a tutti gli studenti era stata fornita la\nstessa descrizione: quella che vi ho appena proposto. Il testo pu\u00f2 sembrare una\nlusinghiera descrizione della personalit\u00e0, ma si pu\u00f2 notare come ogni\naffermazione sia contraddetta, o comunque compensata, da quella successiva:\ncontiene cio\u00e8 tutto e il contrario di tutto. In diverse conferenze e seminari\nho avuto occasione di riprodurre l\u2019esperimento di Forer, ottenendo analoghi\nrisultati.<\/p>\n\n\n\n<p>I bias cognitivi che, come l\u2019effetto\nForer, riguardano il sistema relazionale vengono anche definiti <strong>bias motivazionali<\/strong> perch\u00e9 si\nriferiscono sia al modo con cui le persone desiderano essere considerate e\nvalutate dagli altri, sia alle convinzioni che ci facciamo a questo proposito,\nsia infine ai riflessi di tali convinzioni sul comportamento. Uno dei pi\u00f9\nfrequenti riguarda la <strong>percezione di\nminacce alla propria sicurezza<\/strong> anche quando in realt\u00e0 non esistano reali\nmotivi di preoccupazione; ci\u00f2 comporta in risposta un atteggiamento di chiusura\no, peggio, di esplicita ostilit\u00e0 nei confronti della controparte ritenuta\nresponsabile che non giova certo al mantenimento di buone relazioni e alla\ncreazione di un clima disteso. Inoltre siamo tutti molto sensibili al modo con\ncui gli altri <strong>percepiscono il nostro\nstatus<\/strong>: questo bias ci rende vulnerabili, per esempio all\u2019adulazione, e pu\u00f2\npersino portarci a comportamenti ridicoli nel tentativo di \u201cimpressionare\u201d. Il <strong>timore di perdere la faccia<\/strong>, poi, pu\u00f2\ncondizionare le decisioni, per cui preferiamo a volte scegliere, invece\ndell\u2019opzione pi\u00f9 efficiente, quella pi\u00f9 compatibile con il nostro ego e la\nnostra visibilit\u00e0. A volte nelle relazioni sociali, nelle transazioni, nelle\nnegoziazioni questi tre bias si combinano facendone insorgere un altro, basato\nsul <strong>desiderio di imporsi sugli altri<\/strong>;\nanche in questo caso il problema diventa allora non tanto quello di ottenere\nbuoni risultati, concludere un buon affare, compiere scelte ottimali quanto\nquello di \u201cvincere\u201d a tutti i costi: si determina cos\u00ec un generale\npeggioramento della qualit\u00e0 del sistema relazionale oltre che un inutile\ndispendio di risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>falso\nconsenso<\/strong> consiste nel ritenere che\nle proprie idee, i propri\natteggiamenti, le proprie scelte siano relativamente pi\u00f9 diffuse e comuni di idee, atteggiamenti e&nbsp; scelte diverse. In un noto esperimento venne\nchiesto ad alcuni studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford di partecipare ad una\nricerca che comportava alcuni compiti imbarazzanti. Accettarono realmente circa\nil 50% degli interpllati. Agli studenti venne poi chiesto di esprimersi su\nquella che secondo loro poteva essere stata la percentuale di adesione: coloro\nche avevano accettato stimarono una media del 63%; coloro che non avevano accettato\nstimarono mediamente il 23% . <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019effetto <strong>Lake Wobegon<\/strong> prende il nome da una localit\u00e0 inesistente dello stato\ndel Minnesota, che un presentatore americano ha fatto diventare protagonista\ndel suo show radiofonico. Il nome Wobegon in inglese si presta a vari giochi di\nparole, per l\u2019assonanza con \u201cwoe\u201d, \u201cbe\u201d e \u201cgone\u201d; comunque la caratterizzazione\ndi questa localit\u00e0 di fantasia come del posto in cui \u201ctutte le donne sono\nbelle, tutti gli uomini sono forti e tutti i bambini sono pi\u00f9 alti della media\u201d\n\u00e8 stata utilizzata per descrivere la pervasiva tendenza a sovrastimare le\nproprie capacit\u00e0 ed i propri risultati in relazione a quelli degli altri.\nL\u2019effetto Lake Wobegon, per il quale un individuo o un gruppo si sente e si\nproclama superiore alla media, \u00e8 stato osservato tra amministratori delegati,\ntassisti, studenti, professori, genitori e, naturalmente, politici. Questo\nbias, conosciuto anche come <strong>illusione di\nsuperiorit\u00e0<\/strong>, funziona anche al contrario nel senso che siamo tutti portati\nad utilizzare le carenze degli altri per giustificare le nostre, ritenute\ncomunque trascurabili rispetto alla media.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proiezione<\/strong> \u00e8 un termine utilizzato in un senso molto generale in neurofisiologia,\nnella psicoanalisi e in psicologia. Dal punto di vista cognitivo si tratta di\nun bias che porta un soggetto a percepire\nl\u2019ambiente e rispondere a esso in funzione dei propri interessi, attitudini,\nabitudini, stati affettivi duraturi o momentanei, attese, desideri, ecc. Tale\ncorrelazione si verifica a tutti i livelli del comportamento: un animale\nritaglia nel campo percettivo alcuni stimoli privilegiati che orientano le sue\nreazioni; un uomo d\u2019affari considerer\u00e0 tutti le situazioni in una prospettiva\ndi business (<strong>deformazione professionale<\/strong>);\nla persona di buon umore \u00e8 incline a vedere tutto roseo, ecc. Si parla di\nproiezione, per\u00f2, anche quando il soggetto mostra col suo atteggiamento che\negli assimila una persona a un\u2019altra generando il fenomeno che la psicoanalisi\nindividua con il nome di transfert. Infine,\na volte si definisce proiezione il processo tramite il quale un soggetto\nattribuisce ad altri le qualit\u00e0, le tendenze, i sentimenti, i desideri, ecc.\nche egli non riconosce o rifiuta in se stesso: il razzista, per esempio,\nproietta sul gruppo disprezzato le proprie colpe e le proprie inclinazioni\ninconfessate. Si\ntratta di una difesa di origine molto arcaica che \u00e8 in azione particolarmente\nnella paranoia, ma anche in modi di pensiero \u201cnormali\u201d come la superstizione. Questo\nbias, denominato anche <strong><em>disowning\nprojection<\/em><\/strong>, sembra il pi\u00f9 vicino all\u2019accezione freudiana del termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il\ndiniego<\/strong> \u00e8 un bias di\ndifesa: consiste essenzialmente nel rifiuto di riconoscere fatti, informazioni,\nesperienze o aspetti di s\u00e9 ritenuti penosi, negativi o semplicemente\nimbarazzanti. Quando il diniego riguarda un problema spiacevole di natura o per\nle conseguenze che l\u2019affrontarlo procurerebbe, si parla di <strong>effetto struzzo<\/strong>, ovvero dell\u2019illusione che il problema stesso possa\nessere rimosso non riconoscendone l\u2019esistenza. Quando invece ci si riferisce al\nrifiuto di idee, soluzioni e concetti perch\u00e9 la loro fonte \u00e8 ritenuta estranea,\no ostile, o inferiore, o comunque diversa, lo stesso bias \u00e8 meglio conosciuto\ncome <strong>not invented here<\/strong>: purtroppo\nmolto diffuso a livello organizzativo come modo semplice ma banale per rifiutare\nl\u2019adozione di buone pratiche, respinte spesso con la motivazione che \u201cnoi siamo\ndiversi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero perch\u00e9 amiamo l\u2019astrologia e siamo miti, ma sappiamo farci valere. Ormai vi conosco, caro lettore e cara lettrice. Vi ho guardato mentre leggevate \u201cIl Punto\u201d, ho percepito i vostri pensieri, studiato i vostri comportamenti. 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