{"id":673,"date":"2015-03-15T14:18:20","date_gmt":"2015-03-15T14:18:20","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=673"},"modified":"2015-03-15T14:18:20","modified_gmt":"2015-03-15T14:18:20","slug":"la-prossemica-spazio-fisico-e-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2015\/03\/15\/la-prossemica-spazio-fisico-e-mentale\/","title":{"rendered":"La prossemica: spazio fisico e mentale"},"content":{"rendered":"\n<p>Edward Hall, l\u2019antropologo statunitense\nche ha coniato il termine prossemica, definisce questa disciplina \u201c<em>lo\nstudio di come l\u2019uomo struttura inconsciamente i microspazi \u2013 le distanze tra\ngli uomini mentre conducono le transazioni quotidiane, l\u2019organizzazione dello\nspazio nella propria casa e negli altri edifici e infine la struttura delle sue\ncitt\u00e0&#8221; (La <\/em><em>dimensione nascosta<\/em> &#8211; Bompiani).<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente come succede nel\nmondo animale, anche noi quotidianamente agiamo un nostro territorio, sia esso\nlavorativo, domestico, turistico, ludico etc., all&#8217;interno del quale ci\nmuoviamo e ci comportiamo secondo regole ben precise e che molto dice di noi e\ndel rapporto che istauriamo con l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostanzialmente la distanza in\nbase alla quale l\u2019uomo regola i rapporti interpersonali \u00e8 detta <strong>spazio prossemico<\/strong> o <strong>bolla prossemica<\/strong>. Si tratta,\nnaturalmente, di uno spazio mentale che esiste nella nostra mappa del mondo e\nviene convenzionalmente quantificato in una distanza circolare il cui raggio\nmisura, pi\u00f9 o meno, dai settanta ai cento centimetri. Ognuno di noi, nella\nmaggior parte del proprio tempo, adotta comportamenti che consentano di\nsalvaguardare tale spazio vitale (si pensi ad esempio ai comportamenti che\nadottiamo quasi inconsapevolmente su un treno o un pullman volti a dissuadere gli\naltri ad entrare o a sedersi vicino a noi come rimanere in piedi o rovistare\nnelle cappelliere o ancora disseminare i nostri bagagli nei posti rimasti\nliberi).<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 lo spazio prossemico \u00e8 estremamente\nvariabile e fortemente condizionato da fattori personali e culturali: le\npopolazioni europee, asiatiche e indiane sono, ad esempio, caratterizzate da\nuna cultura della distanza ma lo spazio pubblico pu\u00f2 diventare privato, al\ncontrario nelle popolazioni arabe, sudamericane e latine domina la cultura\ndella vicinanza sebbene esista una netta differenziazione tra spazio pubblico e\nspazio privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studiosi di comunicazione\nsono arrivati a distinguere quattro diverse distanze prossemiche:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>La <strong>distanza intima<\/strong> che va da 0 a 45 centimetri circa e che \u00e8 appunto\nquella che si istaura, ad esempio, con il partner. A tale distanza si pu\u00f2\npercepire tutto dell&#8217;altro: il calore, l&#8217;odore, le sue emozioni, i suoi sguardi.\nIl tono di voce \u00e8 caldo ma basso. <\/li><li>La <strong>distanza personale<\/strong> che va da 45 a 70\/100 centimetri \u00e8 quella\nadottata da amici o comunque da persone che provano attrazione verso l&#8217;altro.\nLa distanza personale permette il contatto fisico, una grande complicit\u00e0 di\nsguardi ma non la sfera pi\u00f9 intima legata alla pura sensorialit\u00e0.<\/li><li>La <strong>distanza sociale<\/strong> che va dai 120 ai 200 centimetri viene, invece,\nadottata negli affari impersonali ed \u00e8 di solito mantenuta negli incontri\noccasionali o durante i convenevoli. La distanza sociale all&#8217;interno di un\ngruppo lavorativo pu\u00f2 rivelare molte cose: a questa distanza, ad esempio, un\ndirigente pu\u00f2, rivolgendosi a un suo impiegato, comunicargli tutto il potere\nche il proprio ruolo gli conferisce solo guardandolo dall&#8217;alto in basso. <\/li><li>Per finire c&#8217;\u00e8 la <strong>distanza pubblica<\/strong> che va dai 200\ncentimetri in su ed \u00e8 quella che ci inserisce in un vero e proprio ambiente pi\u00f9\nche a contatto con qualcosa o qualcuno. E&#8217; il caso di riunioni formali o eventi\nai quali assistiamo come pubblico. In queste occasioni la disposizione dei\ncorpi nello spazio esprime anche il diverso tipo di relazione sociale che \u00e8 in\natto di volta in volta. Gli individui, infatti, organizzeranno lo spazio\ncircostante come spazio sociale secondo i diversi status di appartenenza,\nattraverso relazioni di uguaglianza o di disuguaglianza alle quali corrisponder\u00e0\nun modo di disporsi simmetrico o asimmetrico, oppure scaturiranno tendenze\nall&#8217;avvicinamento o all&#8217;allontanamento.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><em>E&#8217; curioso notare come ad ogni distanza\ncorrisponda una diversa percezione e come tale percezione prossemica si ribalti\na seconda dei rapporti con l&#8217;altro: se un perfetto sconosciuto, o un collega\npoco gradito si avvicina la cosa ci infastidisce, al contrario nel rapporto\nintimo l&#8217;avvicinamento viene vissuto con piacere mentre l&#8217;allontanamento non\ngenera sollievo bens\u00ec sofferenza. <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La prossemica \u00e8 chiaramente influenzata da\ntanti fattori: lo status sociale dell&#8217;altro, fattori etnici, comportamentali,\nstati d&#8217;animo e cos\u00ec via.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo status di colui che abbiamo di fronte, ad esempio,\ninfluenza la dimensione della zona personale<\/em>: tanto pi\u00f9 elevata \u00e8 la posizione sociale o\nlavorativa, tanto pi\u00f9 ampia sar\u00e0 la sua sfera prossemica e la libert\u00e0 di\nazione. Ad esempio alti dirigenti o alte cariche dell&#8217;esercito reputano\nnormale, se non doveroso, violare la distanza intima dei propri subordinati.<\/p>\n\n\n\n<p>O ancora una persona\nparticolarmente estroversa, per carattere, lavoro o cultura, tender\u00e0 pi\u00f9\nfacilmente a violare lo spazio prossemico dell&#8217;altro il quale a sua volta,\npotr\u00e0 rispondere in modo differente. Una persona nervosa mostrer\u00e0 di tollerare\nmeno degli altri tale violazione, una persona triste o depressa potrebbe non\naccorgersene neanche, mentre una persona serena, felice o semplicemente\nespansiva trover\u00e0 tale violazione addirittura piacevole.<\/p>\n\n\n\n<p>La distanza che siamo soliti\ncreare tra noi e gli altri \u00e8 anche influenzata da vissuti personali (una\npersona che ha subito violenza tender\u00e0 ad essere particolarmente sensibile\nall&#8217;avvicinamento dell&#8217;altro), dal sesso ( \u00e8 scientificamente provato che le\ndonne preferiscano un avvicinamento frontale mentre gli uomini quello laterale)\no dall&#8217;ambiente nel quale ci troviamo ad agire (un ambiente particolarmente\nopprimente e minaccioso rende le persone pi\u00f9 circospette e aggressive). La prossemica \u00e8 infatti molto legata al concetto di\nterritorialit\u00e0 intesa come vera e propria area geografica che assume risvolti e\nsignificati psicologici ben precisi nel corso degli scambi comunicativi. Naturalmente\nesiste un territorio pubblico e un territorio domestico. Nel primo ognuno di\nnoi ha libert\u00e0 di accesso ma tale accesso \u00e8 regolato da norme, vincoli\nufficiali e vere e proprie sanzioni in caso di trasgressione. Nel territorio\ndomestico entriamo in contatto solo con persone che conosciamo bene e quindi ci\nmuoveremo con un maggior senso di libert\u00e0 e senso di agio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre\nal binomio vicinanza\/ distanza sono state riconosciute come dimensioni\nsignificative del comportamento spaziale anche altri fattori quali:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>l&#8217;altezza\ntra due o pi\u00f9 interlocutori (che pu\u00f2 variare stando in piedi, utilizzando\nscarpe con il tacco, modificando la propria postura);<\/li><li>l&#8217;angolazione\ncon la quale due persone si pongono nello spazio e che denuncia una maggiore o\nminore intimit\u00e0 ma anche un maggiore o minore grado di interesse;<\/li><li>il movimento nell&#8217;ambiente fisico\ncome succede ad esempio con l&#8217;occupazione dei posti ad una riunione o ad un\nevento aziendale oppure nel decidere se rimanere seduti dietro la scrivania o\nfare il giro e andare incontro agli interlocutori.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Tutti\nquesti dati, queste sfumature, contribuiscono a mettere in crisi la convinzione\nche si possa far riferimento a una medesima esperienza sensoriale e\ncomunicativa che accomuni indistintamente tutti gli uomini. Come abbiamo visto,\nsebbene brevemente, l&#8217;esperienza prossemica vissuta da ciascun individuo \u00e8\nprofondamente caratterizzata dalla cultura di appartenenza oltre che dalla\nlingua e dal vissuto personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuderei\nquesto ciclo di articoli dedicati alla comunicazione con una frase di Cesare\nPavese che sento molto mia e che recita cos\u00ec<em>:<\/em><em> Tutto il problema\ndella vita \u00e8 dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare\ncon gli altri!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edward Hall, l\u2019antropologo statunitense che ha coniato il termine prossemica, definisce questa disciplina \u201clo studio di come l\u2019uomo struttura inconsciamente i microspazi \u2013 le distanze tra gli uomini mentre conducono le transazioni quotidiane, l\u2019organizzazione dello spazio nella propria casa e negli altri edifici e infine la struttura delle sue citt\u00e0&#8221; (La dimensione nascosta &#8211; Bompiani).&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2015\/03\/15\/la-prossemica-spazio-fisico-e-mentale\/\" rel=\"bookmark\">Read More &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">La prossemica: spazio fisico e mentale<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[20],"coauthors":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/673"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=673"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/673\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=673"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}