{"id":677,"date":"2014-09-15T14:21:26","date_gmt":"2014-09-15T14:21:26","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=677"},"modified":"2014-09-15T14:21:26","modified_gmt":"2014-09-15T14:21:26","slug":"oltre-il-linguaggio-limportanza-della-gestualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2014\/09\/15\/oltre-il-linguaggio-limportanza-della-gestualita\/","title":{"rendered":"Oltre il linguaggio: l&#8217;importanza della gestualit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Ogni gesto di un essere umano \u00e8 sacro e pregno di conseguenze<\/em> scrive Paulo Coelho in\n&#8220;Sono come il fiume che scorre&#8221; (2006). Effettivamente gran parte\ndella comunicazione avviene proprio attraverso i gesti grazie alla capacit\u00e0 che\nhanno di veicolare in modo pi\u00f9 chiaro e convincente i pensieri e mantenere\nl&#8217;interazione pi\u00f9 solidale e costruttiva. <\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione gestuale \u00e8, forse,\nla forma di espressione pi\u00f9 antica, quella ideata dall&#8217;uomo che, prima ancora\ndi scoprire il linguaggio verbale e iconico, ha trovato in esso un modo per\ninstaurare rapporti con i propri simili. I gesti sono pressoch\u00e9 infiniti: dai\npi\u00f9 semplici (il movimento della testa per esprimere assenso o diniego) ai pi\u00f9\ncomplessi ed elaborati che nel caso del teatro o della danza possono diventare\nvera e propria narrazione. <\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; anche per questo che il linguaggio\ncinesico, e in particolare quello gestuale, ha da tempo riscosso grande\ninteresse tra gli studiosi tanto per il suo uso quanto per la sua origine e\ndecodificazione. Attraverso queste tre grandi lenti di ingrandimento (<em>usage<\/em>, <em>origin<\/em> e <em>coding<\/em>) due\nstudiosi di comunicazione della Scuola di Palo Alto, Paul Ekman e Wallace\nFriesen, hanno proposto cinque principali categorie di gesti. <\/p>\n\n\n\n<p>1) <strong>Gesti illustratori<\/strong>: sono quelli che accompagnano il parlato\nmodificandolo e integrandolo (ad esempio riprodurre con le mani la forma\ndell&#8217;oggetto di cui si sta parlando). Direttamente legati al discorso, ne\nchiariscono il contenuto: possono ripetere, sostituire, contraddire o\naccrescere l\u2019informazione fornita verbalmente e sono i pi\u00f9 efficaci perch\u00e9\nstimolano nel destinatario del messaggio iconico sia l&#8217;emisfero sinistro che quello\ndestro grazie all&#8217;associazione con il movimento fisico che favorisce un\nimmagazzinamento delle informazioni pi\u00f9 duraturo e incorrotto nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>2) <strong>Gesti emblematici<\/strong>: detti anche <em>simbolici<\/em>,\nsono quelli pi\u00f9 vicini alla categoria verbale perch\u00e9 sono dotati di autonomia\nsemantica e possono sostituire vere e proprie frasi. E&#8217; il caso del gesto per\nchiedere l&#8217;ora o ancora portarsi la mano all&#8217;orecchio, formando con le dita una\ncornetta, che sostituisce la frase &#8220;sentiamoci per telefono&#8221;. Sono\nmolto efficaci perch\u00e9 possono essere usati quando la comunicazione verbale \u00e8\nostacolata o resa difficoltosa ad esempio per il rumore o la differenza\nlinguistica. <\/p>\n\n\n\n<p>3) <strong>Gesti regolatori<\/strong>:sono quelli che servono a mantenere o segnalare un\ncambiamento di ruolo nell&#8217;interazione. Sono per lo pi\u00f9 cenni del capo,\nespressioni del volto, scambi di sguardi e veri e propri gesti manuali ad\nesempio la consueta alzata di mano per essere ammesso a parlare. Il pi\u00f9 delle\nvolte vengono usati come segnali di attenzione e, pi\u00f9 in generale, di feedback.<\/p>\n\n\n\n<p>4) <strong>Gesti emotivi<\/strong>: si tratta per lo pi\u00f9 di espressioni del volto, di\nnatura psicosomatica e, pertanto, difficilmente controllabili. Un esempio \u00e8 il\nrossore improvviso oppure semplicemente mostrarsi pi\u00f9 impacciati. Sono molto\nutili perch\u00e9 permettono al comunicatore di esprimere le proprie emozioni e al\ndestinatario del messaggio di comprendere meglio la personalit\u00e0 di chi ci sta\ndi fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>5) <strong>Gesti adattivi<\/strong> o <strong>adattatori<\/strong>:\nsono quelli che agiscono sul piano emozionale e servono ad entrare in contatto\nemotivo con l&#8217;interlocutore. Sono spesso privi di finalit\u00e0 e sono per lo pi\u00f9\ninconsapevoli come ad esempio lisciarsi un indumento, alzare il bavero della\ngiacca o togliere un pelucchio dal maglione. <\/p>\n\n\n\n<p>Ekman e Friesen ammettono che\nqueste categorie non hanno carattere di esclusivit\u00e0, nel senso che un gesto pu\u00f2\nappartenere a pi\u00f9 di una categoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente una classificazione\ndei gesti pu\u00f2 essere effettuata seguendo vari parametri. Una delle pi\u00f9 note,\ncosiddetta <em>universale,<\/em> \u00e8 quella\nelaborata da Robert A. Barakat che distingue quattro categorie di gesti.<\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Gesti autistici<\/strong>: gesti personali che sono direttamente\nlegati al parlato, all&#8217;intonazione melodica e alle altezze di tono e servono\nper marcare i tratti grammaticali e ad esprimere una parte di significato\n(spesso emozionale) che non viene codificato verbalmente. <\/li><li><strong>Gesti indotti culturalmente<\/strong>: movimenti del corpo che sono il prodotto\ndell&#8217;inserimento del soggetto entro una certa cultura. Questi gesti sono\nappresi inconsciamente e, altrettanto inconsciamente, riprodotti. Ne fanno\nparte certi modi di camminare e di sedere, di inchinarsi e di muovere la testa.<\/li><li><strong>Gesti semiotici<\/strong>: segni che sono i sostituti di espressioni\nverbali ma non universali. Si tratta, cio\u00e8, di gesti che hanno significato solo\nall&#8217;interno di una determinata cultura, mentre il loro apparire in un ambito\nculturale diverso pu\u00f2 essere completamente sprovvisto di significato, o,\naccidentalmente, avere un significato diverso. <\/li><li><strong>Gesti tecnici<\/strong><em>: <\/em>formano dei sistemi specifici di\ngruppi particolari, che li utilizzano professionalmente quando la comunicazione\nverbale \u00e8 impossibile, interdetta o inadatta. E&#8217; il caso dei codici gestuali\ndei monaci di clausura, quelli dei sordomuti, degli indiani d&#8217;America ma anche quelli\ndei venditori d&#8217;asta, degli arbitri, dei camionisti, dei mercanti e cos\u00ec via.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ma come entrano in relazione\ngesto e parola? Fondamentalmente essi possono entrare in relazione attraverso\nquattro differenti livelli: <\/p>\n\n\n\n<ol><li><strong>La lingua \u00e8 subordinata al gesto<\/strong> (il codice cinesico prevale,\ncio\u00e8, su quello verbale. Si parla di &#8220;gesto traduzione&#8221; poich\u00e9 \u00e8 il\ngesto il vero portatore del messaggio e la parola serve solo come strumento\ninterpretativo. E&#8217; il caso soprattutto dei gesti simbolici che, abbiamo visto,\na volte si rivelano pi\u00f9 esaustivi delle parole).<\/li><li><strong>Il gesto \u00e8 subordinato alla\nparola<\/strong> (il\ncodice verbale prevale su quello cinesico e il messaggio \u00e8 veicolato\nessenzialmente attraverso le parole. Viene detto &#8220;gesto situazionale&#8221;\ned \u00e9 il caso dei gesti illustratori e adattivi che, infatti, non hanno\nsignificati autonomi ma conferiscono al messaggio verbale maggiore incisivit\u00e0\ncomunicativa).<\/li><li><strong>Parola e gesto sono\ninterdipendenti<\/strong>\n(linguaggio cinesico e verbale concorrono unitamente a costituire il messaggio\nintegrandosi a vicenda. Si parla di &#8220;gesto tandem&#8221; e riguarda\nsoprattutto i gesti regolatori che, infatti, hanno un significato tale da\nrisultare completo solo se verbalizzato).<\/li><li><strong>Parola e gesto non sono correlati<\/strong> (linguaggio verbale e linguaggio\ncinesico non hanno correlazioni evidenti. E&#8217; il caso dei gesti emotivi i quali,\nnon a caso, sono chiamati spesso &#8220;gesti slegati&#8221; proprio perch\u00e9 non\nsono direttamente riconducibili all&#8217;informazione verbale alla quale si\nrapportano.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Questo, per grandi linee, il\nrapporto tra linguaggio squisitamente verbale e linguaggio gestuale che fa\nparte, appunto, del linguaggio cinesico e del linguaggio paraverbale.\nQuest&#8217;ultimo, tuttavia, non si compone solo di gesti bens\u00ec di un&#8217;ampia serie di\ncomponenti che analizzeremo nel prossimo numero de Il Punto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni gesto di un essere umano \u00e8 sacro e pregno di conseguenze scrive Paulo Coelho in &#8220;Sono come il fiume che scorre&#8221; (2006). 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