{"id":694,"date":"2013-06-15T15:52:37","date_gmt":"2013-06-15T15:52:37","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=694"},"modified":"2013-06-15T15:52:37","modified_gmt":"2013-06-15T15:52:37","slug":"la-creativita-roba-da-matti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2013\/06\/15\/la-creativita-roba-da-matti\/","title":{"rendered":"La creativit\u00e0? Roba da matti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Mad Men<\/em> \u00e8 una serie televisiva della AMC, ambientata nella New\nYork degli anni Sessanta, che segue le vicende di un gruppo di pubblicitari (in\ninglese \u201cad men\u201d, da cui il gioco di parole del titolo). <\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sei stagioni andate in\nonda, la serie attraversa otto anni (1960-1968) della famosa <em>Golden Age di Madison Avenue<\/em>, l\u2019epoca\nd\u2019oro che ha rivoluzionato il modo di fare pubblicit\u00e0 in tutto il mondo.\nProtagonista della serie \u00e8 Donald \u201cDon\u201d Draper, direttore creativo e socio di\nun\u2019agenzia pubblicitaria, la Sterling Cooper. Il compito di Don \u00e8 quello di\ncoordinare e indirizzare il lavoro di un team di <em>copywriter<\/em> nell\u2019ideazione di nuove campagne pubblicitarie.<\/p>\n\n\n\n<p>La serie \u00e8 acclamata per la sua\nmeticolosit\u00e0 nel riprodurre costumi e avvenimenti dell\u2019epoca, per la solidit\u00e0\ndelle sue sceneggiature, per la ricchezza e profondit\u00e0 psicologica dei suoi\npersonaggi. <\/p>\n\n\n\n<p>Le poche critiche negative\nrivolte alla serie si concentrano sul falso mito della eccezionale creativit\u00e0\ndella Sterling Cooper. In un periodo storico in cui aziende come la DDB (Doyle\nDane Bernbach) hanno rivoluzionato il modo di fare pubblicit\u00e0 attraverso\ncampagne nuove e non convenzionali, gli sceneggiatori di <em>Mad Men<\/em> hanno scelto di raccontare un\u2019azienda conservatrice le cui\ncampagne sono perfettamente in linea con quelle pi\u00f9 banali e vecchio stile\ndell\u2019epoca. <\/p>\n\n\n\n<p>Interessante, a questo\nproposito, una scena tratta dalla prima stagione di <em>Mad Men<\/em>. Don Draper osserva perplesso una foto in bianco e nero che\nritrae un Maggiolino della Volkswagen con sotto una semplice scritta:<em> Lemon<\/em> (catorcio, \u201cbidone\u201d). Si tratta\ndella celebre campagna pubblicitaria ideata dalla DDB che ha fatto di\nquell\u2019automobile un successo di vendite negli Stati Uniti, insieme alla forse\nancor pi\u00f9 nota campagna <em>Think Small <\/em>(Pensa\nin piccolo), in cui il Maggiolino compare, minuscolo, in un angolo di una\npagina completamente bianca. Sono due campagne rivoluzionarie, per la\nVolkswagen e per il mondo della pubblicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>I creativi della DDB avevano\ncapito che l\u2019unico modo per vendere il Maggiolino agli americani, abituati alle\nloro tre volumi di grandi dimensioni dalla linea elegante, era quello di non\nnascondere i difetti della macchina (\u00e8 piccola, \u00e8 strana, \u00e8 brutta), ma anzi\nrimarcarli e trasformarli in punti di forza. La pubblicit\u00e0 <em>Lemon<\/em> gioca sul fatto che l\u2019auto \u00e8 vista come un catorcio dagli\nocchi dell\u2019americano medio. Attira l\u2019attenzione e incuriosisce il lettore, che\nsi sofferma sull\u2019immagine. Un testo di poche righe, sotto la scritta <em>Lemon<\/em>, spiega che la macchina ritratta in\nfoto ha una piccola macchia sulla carrozzeria ed \u00e8 quindi stata scartata dalla\nVolkswagen come \u201cbidone\u201d. Segue una descrizione della cura meticolosa con cui\ngli ispettori Volkswagen controllano ogni auto e si conclude con un\u2019efficace <em>catchphrase<\/em>: \u00abWe pluck the lemons, you\nget the plums\u00bb, \u00abEstirpiamo i limoni, ti diamo le prugne\u00bb, o meglio \u00abButtiamo i\nfrutti acerbi, vendiamo quelli succosi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si comporta Don Draper di\nfronte a questa campagna? Quando un membro del suo team creativo gli chiede\ncosa ne pensa, lui risponde: \u00abNon saprei dire cosa odio di pi\u00f9: la pubblicit\u00e0 o\nla macchina.\u00bb Un\u2019altro membro del team rincara la dose sulla campagna dell\u2019anno\nprecedente, (la citata <em>Think Small<\/em>),\ncommentando: \u00abSi vedeva a malapena il prodotto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La Sterling Cooper \u00e8 certamente\nun\u2019azienda conservatrice, e i suoi membri sono dei conservatori, sotto tutti i\npunti di vista: politico, civile, lavorativo. Ci si potrebbe chiedere quanto\nsia plausibile che un\u2019agenzia simile potesse sopravvivere, in un contesto che\ncambiava in modo cos\u00ec veloce e radicale. Bisogna notare che tuttavia,\nnonostante gli uomini chiave dell\u2019azienda siano dei conservatori, appaiono al\ntempo stesso anche creativi, in un senso pi\u00f9 generale del termine. <\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio. Esaminiamo pi\u00f9 da\nvicino il protagonista nonch\u00e9 uomo chiave dell\u2019agenzia, Don Draper. Figlio del\nsuo tempo, perch\u00e9 immerso nella cultura dominante della sua epoca: un\u2019epoca\nsessista, razzista e omofoba. Alcuni aspetti di questa cultura sono parte\nfondante della sua personalit\u00e0, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con\nla moglie, una casalinga frustrata molto bella e altrettanto stupida che lui\ntradisce con una sequenza interminabile di donne. \u00c8 il tipico ritratto del\ndirigente stereotipato degli anni Sessanta: mondano, donnaiolo, forte bevitore\n(oggi non esiteremmo a definirlo alcolista), fumatore. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, il personaggio di Don\nrivela molti tratti anticonformisti e tipici della personalit\u00e0 creativa. <\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto \u00e8 privo di\npregiudizi. Sa che le buone idee si possono trovare ovunque e in chiunque. Lo\nfa, ad esempio, quando decide di promuovere a <em>copywriter <\/em>la sua segretaria, Peggy Olson, in un ambiente in cui\nl\u2019unico lavoro possibile per una ragazza era quello di segretaria. La ragazza \u00e8\ntrattata da tutti con sufficienza, quasi con scherno. Peggy \u00e8 timida, bruttina\ne insicura. Quando scrive il suo primo slogan per una marca di rossetti nessuno\ncrede in lei. Nessuno tranne Don, che decide di darle una possibilit\u00e0. Non c\u2019\u00e8\ncompiacimento nel gesto di Don, non c\u2019\u00e8 desiderio consapevole di anticonformismo:\nDon crede semplicemente che la ragazza porter\u00e0 maggior valore al suo team\ncreativo e per questo la promuove. <\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019altra occasione, Don\nscopre per caso che il direttore artistico dell\u2019azienda, Salvatore Romano, \u00e8\nomosessuale. A parte un lieve sbigottimento iniziale nel momento in cui lo\nsorprende in atteggiamenti intimi con un altro uomo, Don non mostra di essere\nturbato e continua a trattare il collega nello stesso modo in cui l\u2019ha sempre\ntrattato, non esitando a spingerlo, pi\u00f9 avanti nella serie, ad affrontare nuovi\nincarichi artisticamente pi\u00f9 complessi e remunerativi. \u00c8 notevole la differenza\ndi atteggiamento con altri uomini dell\u2019azienda che quando assistono al <em>coming out<\/em> di un collega <em>copywriter<\/em> mostrano atteggiamenti a met\u00e0\ntra lo scandalizzato e il disgustato. \u00abSo che esistono\u00bb dice uno dei\nresponsabili vendite \u00abma non mi piace l\u2019idea di lavorarci assieme\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Draper capisce che la\npercezione \u00e8 il primo fondamentale passo per la creazione di una nuova idea. Le\nidee innovative nascono dalla percezione innovativa dei problemi. A Don Draper\nnon sfugge niente. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un breve episodio della\nseconda stagione, apparentemente poco significativo, che in realt\u00e0 mostra in\nmodo sottile la differenza tra Don Draper e i suoi colleghi sul modo che hanno\ndi percepire il mondo. Don Draper si assenta dall\u2019azienda per qualche settimana\ne in quel breve periodo Peggy Olson, la citata ex segretaria di Don, ora <em>copywriter<\/em>, si taglia i capelli. Il\ngiorno dopo esserseli tagliati, al lavoro vari colleghi mostrano di notare qualcosa\ndi diverso in lei, ma non capiscono di cosa si tratti. Pete Campbell, un responsabile\nvendite con cui Peggy aveva avuto una breve relazione, la guarda perplesso e le\nchiede se ha cambiato vestito. Da occhiate e commenti superficiali, si capisce\nche anche altri colleghi notano in lei un cambiamento, ma nessuno capisce cosa\n\u00e8 cambiato in lei: nessuno (nemmeno il suo ex amante) l\u2019aveva mai osservata con\nattenzione sufficiente ad accorgersi del cambio di acconciatura. Quando Don\nDraper torna in agenzia, lo si sente subito chiedere: \u00abA parte i suoi capelli\n(indicando Peggy), ci sono stati altri cambiamenti mentre ero via?\u00bb Una\nsemplice domanda buttata l\u00ec quasi per caso, in uno scambio di battute\nsecondario e quasi irrilevante, capace per\u00f2 di mostrarci la differenza tra le\ncapacit\u00e0 di percezione di Don Draper e degli altri membri dell\u2019agenzia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue abilit\u00e0 di osservazione\nvanno di pari passo con i suoi leggendari silenzi. \u00c8 decisamente un uomo di\npoche parole e quando crea, crea da solo e in silenzio: studiosi come David\nBohm (<em>On Creativity<\/em>, Londra, 1998)\nsottolineano l\u2019importanza del silenzio per la generazione di nuove idee,\nsilenzio necessario alla concentrazione e alla percezione di stimoli difficili\nda notare nella confusione. <\/p>\n\n\n\n<p>Don Draper dimostra inoltre di\ncapire come funziona il processo creativo. Gli sceneggiatori gli fanno\npronunciare diverse battute che potrebbero figurare in qualsiasi moderno\nmanuale sulla creativit\u00e0, come la paradossale: \u00abSei venuto qui perch\u00e9 siamo i\nmigliori. E lo siamo perch\u00e9 permettiamo ai creativi di essere improduttivi\nfinch\u00e9 non servono\u00bb, che ammicca ai moderni metodi di aziende come Google o\nPixar, che lasciano ai propri dipendenti tempo libero durante l\u2019orario di\nlavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPensaci molto intensamente,\npoi dimentica tutto. Vedrai che l\u2019idea ti esploder\u00e0 davanti.\u00bb Nulla si crea e\nnulla si distrugge: qualsiasi novit\u00e0 deriva dalla combinazione di elementi\npreesistenti. Con le idee questo processo di combinazione avviene nel cervello,\ne per lo pi\u00f9 a livello inconscio: \u00e8 il motivo per cui spesso le idee sembrano\narrivare dal nulla. In realt\u00e0 non arrivano dal nulla, perch\u00e9 non possono\nprescindere da un intenso lavoro di riflessione iniziale. \u00c8 necessario, per\u00f2,\nanche un periodo di riposo, durante il quale il cervello rielabora inconsciamente\ngli stimoli assimilati, facendo emergere a livello conscio le nuove idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Draper, infine, \u00e8 un\nbugiardo di grande successo. Attitudine per la quale \u00e8 necessaria una decisiva\ndose di creativit\u00e0. Non soltanto Don mente ripetutamente alla moglie, ma la sua\nstessa vita \u00e8 basata su una bugia. Il suo vero nome, infatti, \u00e8 Dick Withman.\nFiglio di una prostituta e di un contadino, adottato dalla famiglia del padre\nalla morte della madre naturale, non si sente mai veramente parte della sua\nfamiglia adottiva. Si arruola nella guerra di Corea per sfuggire all\u2019ambiente\nfamiliare e viene messo agli ordini del tenente Don Draper. Poco tempo dopo, il\nvero Don Draper rimane ucciso in un esplosione che tramortisce ma non uccide\nDick Withman. Prima dell\u2019arrivo dei soccorsi Dick Withman riesce a scambiare la\nsua placca di riconoscimento con quella del cadavere carbonizzato e\nirriconoscibile di Don Draper. Da quel momento in poi Dick Withman \u00e8 morto e\nlui assume l\u2019identit\u00e0 di Don Draper. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma Don Draper non \u00e8 l\u2019unica\npersonalit\u00e0 creativa dell\u2019agenzia. La creativit\u00e0, infatti, non si esplicita\nsempre nello stesso modo: diverse persone sono creative in modo diverso. C\u2019\u00e8\nchi \u00e8 un vulcano di idee, chi invece di idee ne ha poche ma magari sa\nsfruttarle bene, chi \u00e8 bravo nel combinare insieme idee diverse provenienti da\nfonti esterne, chi invece \u00e8 bravo solo a produrre spunti ma fatica a combinarli\nassieme: non tutti rispondono allo stereotipo dell\u2019artista eccentrico che molti\nhanno in mente quando pensano alla creativit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo sanno bene gli sceneggiatori\ndi Mad Men che contrappongono due figure antitetiche di copywriter nei\npersonaggi di Paul Kinsey e Peggy Olson. Il primo si atteggia ad originale e\nanticonformista: barba folta, pipa in bocca, foulard, estroverso e ciarliero,\nostenta con compiacimento le sue idee progressiste. La seconda \u00e8 rigida e\ncomposta nei comportamenti, vestita sempre \u00abda suora\u00bb (come dicono malignamente\nalcuni colleghi), seria e poco incline allo scherzo. Nel corso della terza\nstagione i due personaggi entrano in competizione tra loro e tra i due quella\nad avere la meglio \u00e8 Peggy. Peggy \u00e8 una ragazza molto intelligente e la sua\ndote migliore \u00e8 capire perfettamente quando un\u2019idea \u00e8 buona. Don Draper, in una\npuntata, le dice: \u00abTu non sei un\u2019artista, risolvi problemi\u00bb. E la capacit\u00e0 di\nrisolvere problemi dipende in larga misura dalla creativit\u00e0, dalla capacit\u00e0 di\nideare e analizzare soluzioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli sceneggiatori di Mad Men\ndimostrano anche quanto la creativit\u00e0 conti in lavori di ambito non strettamente\n\u201cartistico\u201d. Uno dei responsabili vendite, Ken Cosgrove, suscita l\u2019invidia dei\ncolleghi di ufficio quando annuncia che un suo racconto \u00e8 stato pubblicato su\nun\u2019importante rivista a tiratura nazionale. Il suo animo creativo gli \u00e8 di\ngrande aiuto nella riuscita sul lavoro, facendolo primeggiare tra i suoi\ncolleghi. Nel corso della terza stagione, \u00e8 promosso assieme al collega Pete\nCampbell a responsabile del reparto vendite: l\u2019intenzione dei superiori \u00e8\nquella di mettere alla prova i due ragazzi per un breve periodo per tirare\nfuori il meglio da loro e decidere, infine, quale dovr\u00e0 essere tra i due a\nmantenere il prestigioso incarico. I due personaggi sono diversissimi: Pete\nCampbell \u00e8 ambizioso, arrivista, determinato, molto competitivo (spesso travalicando\ni limiti della correttezza), ma manca totalmente di creativit\u00e0, cosa di cui \u00e8\nconsapevole e che lo frustra profondamente. Al contrario Ken Cosgrove non \u00e8\naggressivo nella sua competitivit\u00e0, non sembra neanche importargli\nparticolarmente di avere successo e potere (nondimeno reagisce in modo\nentusiasta, quando gli comunicano la promozione provvisoria), ma ha un\napproccio creativo ai problemi e questo lo porta. alla fine, a scavalcare il\ncollega e ottenere la promozione a suo discapito.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stessi soci di maggioranza\ndell\u2019azienda, Roger Sterling e Bert Cooper, mostrano alcuni tratti caratteriali\nda creativi. <\/p>\n\n\n\n<p>Roger Sterling, ad esempio,\ndimostra una forte dose di anticonformismo quando sfida apertamente la morale e\nle malelingue di amici e conoscenti, decidendo di lasciare la moglie per\nsposare la giovane segretaria: anche lui, come Don Draper, tradisce\nripetutamente la moglie con giovani belle donne, e il tradimento sembra essere\nuna costante comune a gran parte dei personaggi maschili della serie. Ma mentre\ngli altri (Don Draper compreso) si sforzano di mantenere le apparenze, negando\ne nascondendo i tradimenti, Sterling a un certo punto decide di \u201cfregarsene\u201d e\nlasciare la moglie, non per pressioni o minacce dell\u2019amante, non perch\u00e9 la\nmoglie l\u2019avesse scoperto, ma semplicemente per la sua felicit\u00e0 personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Bert Cooper, il fondatore\ndell\u2019azienda, dimostra pi\u00f9 volte di essere un tipo che pensa fuori dagli schemi\ne poco incline a farsi influenzare dai pregiudizi. Quando l\u2019arrivista Pete\nCampbell scopre per caso che Don Draper ha rubato l\u2019identit\u00e0 a un altro uomo,\ndecide di usare il segreto a suo vantaggio chiedendo a Draper una promozione in\ncambio del suo silenzio con Cooper. Draper lo sfida, dimostrando di non essere\nintimorito dalle minacce (Draper pensa che Cooper non crederebbe mai al giovane\ne poco carismatico ragazzo), e Campbell va realmente a raccontare la scandalosa\nverit\u00e0 al capo. Ma la reazione di Cooper \u00e8 memorabile: lo guarda perplesso per\nqualche secondo e lo apostrofa con un: \u00abE chi se ne importa?\u00bb spiegandogli,\npoi, che tutti gli uomini hanno dei segreti, e a lui non interessano i segreti\ne il passato degli uomini dell\u2019agenzia, fintanto che fanno bene il loro lavoro\ne gli fanno guadagnare dei soldi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mad Men \u00e8 una serie televisiva della AMC, ambientata nella New York degli anni Sessanta, che segue le vicende di un gruppo di pubblicitari (in inglese \u201cad men\u201d, da cui il gioco di parole del titolo). Nelle sei stagioni andate in onda, la serie attraversa otto anni (1960-1968) della famosa Golden Age di Madison Avenue,&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2013\/06\/15\/la-creativita-roba-da-matti\/\" rel=\"bookmark\">Read More &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">La creativit\u00e0? Roba da matti<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[12],"coauthors":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/694"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=694"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/694\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=694"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}