{"id":702,"date":"2012-09-15T16:01:41","date_gmt":"2012-09-15T16:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=702"},"modified":"2012-09-15T16:01:41","modified_gmt":"2012-09-15T16:01:41","slug":"sensi-emozioni-logica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2012\/09\/15\/sensi-emozioni-logica\/","title":{"rendered":"Sensi &#8211; emozioni &#8211; logica"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">il processo naturale dell\u2019impulso d\u2019acquisto <\/h4>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe me lo dici lo scordo, se me lo\nspieghi lo ricordo, se mi coinvolgi lo <\/em><em>condivido_..\u201d<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se nel\nprecedente articolo abbiamo fatto la conoscenza della disciplina del marketing\nsensoriale e delle sue complesse ma affascinanti dinamiche, in questa occasione\nparleremo di marketing esperienziale ossia legato, appunto, al mondo\ndell\u2019esperienza. Non \u00e8 certo\nnuova l\u2019asserzione che fare esperienza sia fonte di valore: da circa due\nmillenni scienziati, filosofi e intellettuali si interrogano sul ruolo\ndell\u2019esperienza nello sviluppo e nel consolidamento della conoscenza umana. Ma\nil marketing esperienziale \u00e8 andato oltre, attribuendo all\u2019esperienza una vera\ne propria dimensione di consumo e abbracciando la filosofia, sempre pi\u00f9\ndiffusa, di una ricerca, in vita, di una felicit\u00e0 tutta terrena, legata ad\nappagamenti fisici da perseguire nella vita di tutti i giorni. Naturalmente,\nall\u2019interno di tale contesto, il \u201cconsumo\u201d \u00e8 divenuto una vera e propria\nscorciatoia immediata e facilmente percorribile per raggiungere il piacere. E\u2019\nstato tuttavia scientificamente dimostrato che il nuovo consumatore, nell\u2019atto\ndell\u2019acquisto, lascia spazio alle emozioni e compie scelte dettate\nunicamente dall\u2019inconscio e solo in seguito razionalizzate. Ecco perch\u00e9 il fine\ndel marketing esperienziale non \u00e8 pi\u00f9 la semplice soddisfazione finale del\nconsumatore, bens\u00ec tutta l\u2019esperienza provata nel complesso atto di acquisto:\nil modo in cui questo \u00e8 stato accolto, la simpatia del venditore, il confort\ncomplessivo, eventuali agevolazioni economiche e cos\u00ec via. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma cerchiamo\ndi andare nel dettaglio: che cosa si intende per esperienza? Quanti tipi di\nesperienze esistono? Secondo Bernd Schimtt, docente della Columbia University e\nmaggior studioso del marketing esperienziale esistono cinque differenti\ntipologie, ciascuna con le proprie caratteristiche strutturali, i propri\nprocessi intrinseci e una differente capacit\u00e0 di coinvolgimento del\nconsumatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il livello\nesperienziale pi\u00f9 basso \u00e8 quello che Schimtt chiama <em>Sense<\/em>, ossia quello che attraverso la stimolazione dei cinque sensi\ndel consumatore cerca di aggiungere valore all\u2019identit\u00e0 di prodotto o di marca.\nUn numero sempre maggiore di alberghi, centri commerciali e musei utilizza\nquesto tipo di marketing sensoriale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il livello successivo \u00e8 il <em>Feel<\/em>,\nal quale afferiscono le esperienze affettive e interiori del cliente. Il\nprodotto da piazzare deve essere in grado di interagire con il poliedrico mondo\ndelle esperienze affettive di questo, creando veri e propri stati d\u2019animo:\ndall\u2019euforia, alla melanconia, dal divertimento all\u2019allegria. Un\u2019arma spesso\nvincente si rivela l\u2019utilizzo di canzoni di successo che hanno maggiori\npossibilit\u00e0 di essere legate ad esperienze positive del consumatore: la colonna\nsonora della sua storia, la canzone del primo bacio, del primo incontro, della\nnascita di un bimbo etc.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo modulo \u00e8 quello del <em>Think <\/em>che, facendo appello alle capacit\u00e0 creative\ne intellettive, crea stimoli ed esperienze per la mente attraverso la sorpresa,\nl\u2019intrigo e soprattutto la provocazione. Ne \u00e8 esempio la recente campagna\npubblicitaria dell\u2019 Ikea su i nuovi designer.<\/p>\n\n\n\n<p>Il livello quarto \u00e8 quello dell\u2019<em>Act<\/em>\nossia quello dell\u2019azione fisica e corporea che consiste, appunto, nel proporre\nai clienti vere e proprie azioni fisiche, tentando di coinvolgerli in nuovi\nstili di vita capaci di arricchire la loro stessa esistenza. Celebre lo slogan\ndella Nike: <strong><em>Just do it<\/em><\/strong> e altrettanto celebri i Niketown, concepiti non pi\u00f9\ncome semplici luoghi di commercializzazione di beni, ma anche come strumento di\ninformazione, relazione, sport e divertimento. Nei Niketown pi\u00f9 che acquistare\nprodotti si vive lo sport: si possono provare discipline sportive, ammirare i\nnumerosi cimeli esposti, assistere alla proiezione di eventi sportivi\ninternazionali o incontrare celebrit\u00e0 dell\u2019NBA.<\/p>\n\n\n\n<p>Quinto e ultimo modulo \u00e8 quello che lo\nstudioso Schimtt chiama del <em>Relate<\/em> che\naltro non \u00e8 che una sorta di summa di tutti i livelli precedenti con la differenza,\ntuttavia, che se nei primi quattro livelli il marketing parlava solo al singolo\ncliente, con il quinto livello, il marketing inserisce questo in un contesto\nsociale pi\u00f9 ampio e mette l\u2019individuo in relazione con il s\u00e9 ideale, con gli\naltri individui e con le altre culture. Sono sempre pi\u00f9 numerose le campagne\npubblicitarie che puntano a dimostrare come lo stesso prodotto venga usato e apprezzato\nin diverse parti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Emblematico \u00e8 l\u2019esempio tutto italiano\ndel caff\u00e8 Illy che, non a caso, ha come missione quella di \u201cdeliziare i\nconsumatori di tutto il mondo con un caff\u00e8 eccellente e un esperienza\nstraordinaria che coinvolga i sensi e lo spirito\u201d. Ecco i passaggi principali\ndel suo vincente marketing: studio delle sostanze chimiche che creano l\u2019aroma\ndel caff\u00e8, partnership con i migliori produttori di caff\u00e8, realizzazione di\ntazzine dal design artistico, eleganza e distinzione del marchio e creazione di\npunti vendita ad hoc in cui bere il caff\u00e8 diventa una vera e propria esperienza\nsensoriale. <\/p>\n\n\n\n<p>Altri celebri esempi di marketing\nesperienziale sono gli Epicenter di Prada che ospitano video, performance di\nvario tipo ed eventi tali da trasformare il semplice luogo di vendita in luogo\ndi incontro, socializzazione e confronto. Tra le strategie vincenti di Prada\nc\u2019\u00e8, senza dubbio, quella della promozione di eventi e attivit\u00e0 culturali no\nprofit, in grado di fidelizzare emotivamente anche il cliente pi\u00f9 difficile. <\/p>\n\n\n\n<p>Si stanno dunque, concretizzando aspetti\n\u201ccommerciali\u201d che un tempo sarebbero stati assolutamente inimmaginabili: la differenziazione\ne tecnologizzazione dello spazio di vendita, il nuovo rapporto tra cliente e\ncommesso, l\u2019attenzione crescente alle abitudini di acquisto, agli orari di\nmaggior affluenza, alle esigenze fisiologiche della clientela etc. <\/p>\n\n\n\n<p>Il negozio, in sostanza, sta diventando\nqualcosa di molto pi\u00f9 di un semplice luogo dove acquistare prodotti. Diventa un\ncontenitore poliedrico e multiforme, capace di coniugare attivit\u00e0 fisica,\nemozioni, cultura, arte, musica all\u2019atto dell\u2019acquisto che, paradossalmente,\ndiviene l\u2019ultimo dei problemi da affrontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il valore funzionale dell\u2019acquisto,\nimperante negli anni Ottanta e Novanta, \u00e8 ormai sostituito, infatti, da valori\nemotivi, cognitivi, sensoriali e comportamentali che hanno lentamente\ntrasformato il marketing da emozionale-esperienziale a esistenziale. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il processo naturale dell\u2019impulso d\u2019acquisto \u201cSe me lo dici lo scordo, se me lo spieghi lo ricordo, se mi coinvolgi lo condivido_..\u201d Se nel precedente articolo abbiamo fatto la conoscenza della disciplina del marketing sensoriale e delle sue complesse ma affascinanti dinamiche, in questa occasione parleremo di marketing esperienziale ossia legato, appunto, al mondo dell\u2019esperienza.&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2012\/09\/15\/sensi-emozioni-logica\/\" rel=\"bookmark\">Read More &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Sensi &#8211; emozioni &#8211; logica<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[36],"coauthors":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/702"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=702"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/702\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=702"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}