{"id":713,"date":"2010-09-15T16:13:49","date_gmt":"2010-09-15T16:13:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=713"},"modified":"2010-09-15T16:13:49","modified_gmt":"2010-09-15T16:13:49","slug":"dalla-realta-storica-al-fumetto-due-eroi-ci-insegnano-larte-del-risparmio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2010\/09\/15\/dalla-realta-storica-al-fumetto-due-eroi-ci-insegnano-larte-del-risparmio\/","title":{"rendered":"Dalla realt\u00e0 storica al fumetto: due eroi ci insegnano l\u2019arte del risparmio"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">seconda parte<\/h4>\n\n\n\n<p>Nello scorso\nnumero de Il Punto abbiamo conosciuto Francesco di Marco Datini, abilissimo e\nlungimirante mercante, nato a Prato nel 1335 e creatore di un sistema imprenditoriale\ntra i pi\u00f9 moderni mai esistiti, soprattutto se inserito nel particolare periodo\ne contesto storico. Dopo averne messo in luce punti di forza e debolezze,\nazioni e sistemi mi sono divertita ad avvicinarlo a uno dei personaggi di\nfantasia pi\u00f9 amati e conosciuti: il papero pi\u00f9 ricco del mondo, Paperon de\nPaperoni. Come gi\u00e0 accennato nel numero precedente la prima grande similitudine\nconsiste nell\u2019essere entrambi dei <em>self\nmade men<\/em> ma, in realt\u00e0, avremo modo di notare che le affinit\u00e0 sono\nincredibilmente numerose. Cominciamo \u2026&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Sia Datini che\nPaperon de Paperoni vantano oscuri natali, entrambi devono lottare e lavorare duro\nper accumulare ricchezza, ambedue iniziano con lavori umili e sottopagati:\nDatini come garzone in una bottega di Firenze, Paperone come lustrascarpe,\nattivit\u00e0 che gli permise di guadagnare il suo primo decino che con il passare\ndel tempo diventer\u00e0 la famosissima \u201cnumero uno\u201d vero talismano tutelare\ndell\u2019enorme ricchezza del papero.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti e due\ncapirono che la terra natia non poteva dar loro la ricchezza e tutti e due\nemigrarono la dove vi era la possibilit\u00e0 di fare fortuna: Datini ad Avignone,\nsede del Papato, Paperone negli Stati Uniti d\u2019America, terra del sogno. Entrambi\niniziarono con un modesto capitale ricavato dall\u2019eredit\u00e0 dei genitori il primo,\ncon l\u2019eredit\u00e0 del bisnonno (una dentiera d\u2019oro ed un orologio da tasca) il\nsecondo. Tutti e due hanno fatto fortuna lavorando senza sosta in un mondo di\nladri e affaristi senza scrupoli. Anche i nostri due, per la verit\u00e0, a sentire\nquanto narrano le loro storie avevano un abbondante pelo sullo stomaco. Datini\nmercanteggia armi, ma non disdegna nemmeno il commercio degli schiavi arrivando\na scrivere all\u2019importatore di una schiava risultata incinta: <em>\u2026 che lei e ci\u00f2 che ha in corpo gettiate in\nmare\u2026<\/em> Paperone, chiaramente, non arriva a tanto essendo, oltretutto\npersonaggio di fantasia dei nostri giorni civili ma afferma, nel 1883, dopo\naver perso i suoi iniziali e sudati guadagni: \u2026 <em>diventer\u00f2 il pi\u00f9 spilorcio, miserabile, strizzarape, avaro e tirchioso\ndella terra\u2026<\/em> e ancora, nello stesso anno, costretto a cedere la miniera di\nButte in Montana promette a se stesso di essere <em>il pi\u00f9 duro dei duri ed il pi\u00f9 furbo dei furbi<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Pochi sanno che il\npapero si spinger\u00e0 ben oltre. Nel 1909, infatti, secondo quanto narra Don Rosa,\nper ritorsione contro un capo trib\u00f9 africano nell\u2019Africa australe che ha negato\na Paperone il permesso per lo sfruttamento minerario della zona, fa bruciare il\nvillaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>In due campi\ninvece sono profondamente differenti. Datini \u00e8 un imperterrito donnaiolo. Nonostante\nsia sposato con una donna pi\u00f9 giovane di lui di venticinque anni e&nbsp; fedelissima, Margherita Bandini, il mercante\ndi Prato la tradisce costantemente invitandola, tra l\u2019altro, a prendersi cura e\nad allevare, come suoi, i numerosi figli illegittimi. Al contrario Paperone ha\nun solo amore nella sua vita: nel 1899 mentre accumula la sua fortuna facendo\nil cercatore d\u2019oro nel Klondike conosce&nbsp;\nDoretta Dorem\u00ec cantante del saloon, e se ne innamora perdutamente.\nNonostante la profondit\u00e0 dei sentimenti decide di rifuggire da una scelta di\ntipo matrimoniale e Doretta, non certo remissiva come Margherita si vendica\npesantemente, denunciandolo e calunniandolo e ponendo definitivamente fine al\nrapporto. <\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto\ndiversi lo sono anche nel modo di vestire. Datini \u00e8 un vero <em>dandy<\/em> alla moda. Possiede sei camice di\nlino, sei pantaloni, quattro farsetti foderati di cotone o di lana a seconda\ndelle stagioni, dieci \u201ccioppe\u201d cio\u00e8 giacconi foderati di pelliccia e quattro mantelli.\nUn guardaroba regale. Paperone indossa i soliti due o tre abiti: una vecchia palandrana,\nuna tuba a cilindro e le immancabili ghette. Lo stesso bastone da passeggio, unico\ncedimento ad una certa pretesa d\u2019eleganza, serve non tanto per passeggiare, ma\ncome arma contro gli assalitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti e due\namano le case non appariscenti, ma comode, pochi e devoti servitori, pagati\npochissimo come nel caso di Battista (uomo tuttofare di Paperone che vive con\nil principale nel famoso \u201cdeposito\u201d) o gratuiti come tal Checco, garzone di\nDatini. Pochi fidatissimi collaboratori e in tal caso possiamo citare Miss\nEmily Paperett e Margherita Bandini. Vivono nei loro \u201cfondachi\u201d a contatto con\nil loro denaro, con in bella vista i loro forzieri impenetrabili. Il contatto\nfisico con il denaro per Peperone \u00e8 addirittura paradossale, basti pensare alle\nsue nuotate e tuffi nelle monete stipate nel suo immenso deposito. Tutti e due\nnon consentono che nelle loro imprese vi siano dei soci di maggioranza e\npretendono di governare sia la sfera monetaria che direttiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di\nqueste affinit\u00e0&nbsp; parallele e una modalit\u00e0\ndi arricchimento negli anni in buona parte sovrapponibile, ci\u00f2 che appare\nsingolarmente simile \u00e8 il loro sistema di imprese. Datini, con i guadagni della\nbottega aperta ad Avignone in piazza dei Cavalieri, ne aveva aperte altre tre\ncon una filiale a Barcellona, mentre Paperone con i guadagni dell\u2019oro del\nKlondike fonda una banca e diverse altre imprese, una segheria, una ditta di\nolio di pesce, una di trasporti navali ed anche \u2026. un chiosco dove lui stesso\nvende limonate. Poi l\u2019impero dei due si allarga a dismisura. Datini fonda due\naziende individuali (Firenze e Prato) e otto aziende collettive (Avignone,\nGenova, Pisa, Barcellona, con le filiali di Valenza e Maiorca e Prato) e due a\nFirenze. Valutando le attivit\u00e0 si contano, inoltre, sei aziende mercantili&nbsp; (di cui una individuale), due aziende\nindustriali (compagnia della lana e compagnia della tinta), una bancaria e,\ninfine, una domestico patrimoniale e al contempo mercantile nella citt\u00e0 natale.\nPer quel che riguarda Paperone, di sicuro si sa che divenne miliardario nel\n1902 e che rimane, e probabilmente rimarr\u00e0 per sempre, il pi\u00f9 ricco del mondo\nin assoluto sia della realt\u00e0 che della leggenda, sia del presente che del\npassato. <\/p>\n\n\n\n<p>Ambedue sono\nestremamente longevi per il loro tempo e tutti e due fino alla fine dei loro\ngiorni sono attivi, vitali e grandi lavoratori. Datini mor\u00ec nel 1410 all\u2019et\u00e0 di\n75 anni, essendo sopravvissuto a ben tre epidemie di peste! Paperone muore\n(secondo Don Rosa) nel 1967, quando cio\u00e8 Carl Barks cessa di disegnare le storie\ndel papero pi\u00f9 ricco del mondo. Muore quindi all\u2019et\u00e0 di cento anni lasciando\neredi del suo immenso patrimonio i pronipoti Qui, Quo e Qua.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua vita\nha accumulato tre ettari cubici di denaro e di ogni moneta conosce la storia. Datini nella sua vita ha\naccumulato pi\u00f9 di centomila fiorini e di ogni moneta, come si riscontra nel suo\nminuzioso e quasi maniacale archivio, ha scritto la storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>seconda parte Nello scorso numero de Il Punto abbiamo conosciuto Francesco di Marco Datini, abilissimo e lungimirante mercante, nato a Prato nel 1335 e creatore di un sistema imprenditoriale tra i pi\u00f9 moderni mai esistiti, soprattutto se inserito nel particolare periodo e contesto storico. 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