{"id":728,"date":"2016-07-08T06:22:07","date_gmt":"2016-07-08T06:22:07","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=202"},"modified":"2016-07-08T06:22:07","modified_gmt":"2016-07-08T06:22:07","slug":"limprevedibilita-di-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2016\/07\/08\/limprevedibilita-di-donald-trump\/","title":{"rendered":"L&#8217;imprevedibilit\u00e0 di Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quando nel giugno del 2015 Donald Trump ha annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti nessun commentatore politico, in patria e all\u2019estero, gli ha dato credito come possibile nuovo volto del Partito Repubblicano. L\u2019opinione pi\u00f9 diffusa era che le sue posizioni atipiche non avrebbero raccolto il favore dei tradizionali elettori repubblicani e che quindi non avrebbe ottenuto il numero necessario di delegati per vincere le primarie. Alcuni commentatori non hanno nemmeno preso sul serio la sua candidatura, vedendo nella mossa l\u2019ennesima trovata pubblicitaria per rilanciare la nuova stagione del suo reality show, <i>Celebrity Apprentice<\/i>. Anche dopo i primi sondaggi estremamente favorevoli, i commentatori hanno continuato a essere scettici sulle sue possibilit\u00e0, pensando che l\u2019attenzione e il consenso fossero dovuti all\u2019effetto novit\u00e0 e sarebbero quindi svaniti in fretta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In particolare Nate Silver, uno statistico esperto in previsioni politiche, molto famoso negli Stati Uniti per essere riuscito, tra le altre cose, a prevedere con incredibile precisione e dettaglio i risultati delle ultime due elezioni politiche statunitensi,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><a href=\"http:\/\/fivethirtyeight.com\/features\/donald-trump-is-the-worlds-greatest-troll\/\"><span class=\"s2\">aveva inizialmente bollato Donald Trump come \u201ctroll\u201d<\/span><\/a> , e affermato che il suo iniziale consenso era destinato a scemare.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il clamoroso errore di previsione di Silver ha causato grande stupore tra i giornalisti politici statunitensi, e in generale in molti hanno approfittato di questo errore per mettere in dubbio l\u2019intera scienza previsionale statistica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Silver, dimostrando grande onest\u00e0 e spirito critico, non solo ha ammesso il suo errore, ha fatto di pi\u00f9: ha scritto un <a href=\"http:\/\/fivethirtyeight.com\/features\/how-i-acted-like-a-pundit-and-screwed-up-on-donald-trump\/\"><span class=\"s2\">interessantissimo articolo<\/span><\/a> in cui analizza nel dettaglio i motivi del suo errore dal punto di vista scientifico, articolando i motivi in cinque punti:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>1) Le prime previsioni espresse non erano basate su un modello statistico<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I modelli statistici funzionano bene quando si hanno a disposizione molti dati pregressi su cui basare un algoritmo di previsione. Ma le elezioni primarie repubblicane sono un caso estremamente complesso: i primi dati disponibili sono molto recenti, risalgono al 1972, quindi considerando che le primarie si tengono ogni quattro anni, ci sono solo undici pool di dati a disposizione. In aggiunta per i primi anni i dati sono difficili da reperire e le regole di candidatura e votazione cambiano a ogni nuova votazione. I candidati che si presentano alle primarie sono in numero variabile di anno in anno e mai in numero di due (le scelte binarie sono ovviamente pi\u00f9 semplici da analizzare). Per finire c\u2019\u00e8 il problema dell\u2019influenza contingente: siccome le elezioni si svolgono in successione in vari stati, il risultato di ogni elezione precedente influenza quelle successive. E per questo motivo un evento estemporaneo imprevedibile che d\u00e0 vantaggio a un candidato in una votazione potrebbe aumentare il consenso per quel candidato anche nelle votazioni successive. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per questi motivi Silver ha preferito non elaborare un modello, che sarebbe stato per forza di cose molto impreciso. Il suo staff, per\u00f2, ha fatto l\u2019errore di esprimere comunque delle previsioni basate sui semplici dati a disposizione da sondaggi, comportandosi come quei commentatori politici che Silver aveva tanto criticato in passato per le opinioni espresse senza basarsi su solidi dati scientifici. Silver si \u00e8 dichiarato pentito di questa scelta, affermando che un modello studiato sui dati pregressi, anche se impreciso e poco calibrato, avrebbe comunque potuto dare previsioni pi\u00f9 precise di quelle \u201cdi pancia\u201d espresse senza modello.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>2) La nomination di Trump \u00e8 un singolo evento ed \u00e8 difficile giudicare l\u2019accuratezza di una previsione senza altri eventi simili a cui paragonarlo<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In altre parole, anche se Silver avesse sviluppato un modello per prevedere l\u2019esito delle primarie, non sarebbe stato possibile aggiustarlo tramite calibrazione, perch\u00e9 non ci sarebbero stati altri risultati a cui paragonarlo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>3) Le evidenze storiche suggerivano che Trump fosse sfavorito, ma non con le probabilit\u00e0 bassissime espresse inizialmente da Silver<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Silver ammette di aver sottostimato Trump e di averlo paragonato in maniera statisticamente non corretta ad altri candidati alle primarie simili a lui. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Esaminando le precedenti elezioni Silver \u00e8 riuscito a trovare sei casi netti (pi\u00f9 due borderline) in cui il candidato rispondeva alle seguenti caratteristiche, che sono le stesse di Trump: essere al primo posto nei sondaggi elettorali precoci e contemporaneamente non avere l\u2019appoggio dei capi di partito. In tutti e sei casi (o otto, considerando anche i due borderline) il consenso per i candidati \u00e8 scemato dopo le primarie in Iowa e alla fine non sono riusciti a ottenere la candidatura. Per questo motivo Silver ha ritenuto che Trump non ce l\u2019avrebbe fatta. Silver ammette comunque di aver fatto un grave errore di sottostima, attribuendo a Trump una probabilit\u00e0 di vittoria del 2%. Questa probabilit\u00e0 non era supportata dai dati a disposizione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Infatti, applicando dei semplici modelli statistici bayesiani a questi precedenti \u00e8 possibile calcolare le probabilit\u00e0 che aveva Trump di riuscire a vincere, secondo la regola delle distribuzioni a priori non informative, applicando questa semplice formula:<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\" style=\"text-align: center;\"><span class=\"s1\">(x+1)\/(n+2)<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">in cui <i>x<\/i> \u00e8 il numero di volte che un evento \u00e8 successo e <i>n<\/i> il numero di osservazioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questo caso l\u2019evento (la vittoria del candidato simile a Trump alle primarie) era successo 0 volte in 6 osservazioni, oppure 0 volte in 8 osservazioni se consideriamo anche i due casi borderline. La probabilit\u00e0 che Trump vincesse le primarie applicando questo semplice modello era quindi del 12,5% nel primo caso [(0+1)\/(6+2)] e 10% nel secondo [(0+1)\/(8+2)], in entrambi i casi decisamente pi\u00f9 alta della probabilit\u00e0 espressa da Silver.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>4) I modelli previsionali tipicamente usati nella previsione politica, quelli misti, nel singolo caso di Trump hanno performato peggio dei modelli pi\u00f9 semplici basati sui soli sondaggi<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Considerando questo fatto Silver propone addirittura una rivalutazione del metodo \u201cantico\u201d del sondaggio, affermando che negli ultimi vent\u2019anni si \u00e8 evoluto e ha dimostrato di sapere prevedere con buona precisione molte elezioni politiche di diversa natura, mentre per i modelli pi\u00f9 complessi, che sono cambiati poco da quando sono comparsi, la loro precisione si dimostra di anno in anno sempre pi\u00f9 traballante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>5) L\u2019autore si \u00e8 fatto sviare dai pregiudizi personali<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non \u00e8 la prima volta che Silver sbaglia una previsione. Del resto la statistica previsionale non \u00e8 una scienza esatta, e la validit\u00e0 di un modello non \u00e8 sminuita da un singolo errore, se in tutti gli altri casi il modello funziona, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre un certo grado di tolleranza. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel 2011 Silver diede una stima positiva delle possibilit\u00e0 di Herman Cain nella corsa alle primarie repubblicane. Cain era un uomo d\u2019affari che aveva raccolto molti consensi nei primi sondaggi tra gli elettori repubblicani, insomma un candidato per certi versi simile a Donald Trump. Il suo consenso nei sondaggi era stato sminuito dalla maggior parte dei commentatori politici, che prevedevano uno sgonfiamento della bolla di entusiasmo iniziale (esattamente come hanno fatto per Trump). Silver si schier\u00f2 dalla parte opposta, e scrisse un articolo in cui ammoniva a non sottovalutare il candidato, perch\u00e9 un caso come il suo non si era mai visto nelle primarie repubblicane, quindi non era possibile fare previsioni certe sulla sua <i>d\u00e9b\u00e2cle<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Pochi giorni dopo aver espresso questo parere Cain fu coinvolto in uno scandalo sessuale che lo costrinse a ritirare la sua candidatura. Si trattava di un evento imprevedibile e non modellabile, ma Silver ammette di essere rimasto scottato da questa \u201cfiguraccia\u201d e come conseguenza si \u00e8 comportato in modo opposto nel caso di Trump, sottovalutando le sue possibilit\u00e0 di vittoria.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Silver conclude l\u2019articolo riflettendo sulla futura utilit\u00e0 statistica del caso Trump: sar\u00e0 utile inserire dati da queste primarie per prevedere future primarie del Partito Repubblicano? O Trump, con la sua fama, le sue idee estremiste e i suoi modi di fare bizzarri, \u00e8 un caso talmente eccezionale da non poter essere paragonato a nessun altro? Silver dimostra di aver appreso la lezione e non d\u00e0 una risposta certa alla domanda. La frase con cui conclude l\u2019articolo \u00e8 una massima che dovrebbe guidare qualsiasi ricercatore statistico (e non solo):<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00ab\u2026\u00e8 utile avere un caso come quello di Trump nella nostra memoria collettiva. \u00c8 un promemoria del fatto che viviamo in un mondo incerto e che occorrono rigore e umilt\u00e0 per cercare di dargli un senso.\u00bb<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nel giugno del 2015 Donald Trump ha annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti nessun commentatore politico, in patria e all\u2019estero, gli ha dato credito come possibile nuovo volto del Partito Repubblicano. 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