{"id":729,"date":"2016-07-08T06:42:23","date_gmt":"2016-07-08T06:42:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=220"},"modified":"2016-07-08T06:42:23","modified_gmt":"2016-07-08T06:42:23","slug":"lapproccio-omnichannel-nellera-del-on-demand-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2016\/07\/08\/lapproccio-omnichannel-nellera-del-on-demand-economy\/","title":{"rendered":"L&#8217;approccio omnichannel nell&#8217;era del on-demand economy"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le aspettative dei consumatori verso qualsiasi bene o servizio sono sempre pi\u00f9 orientate nella direzione di esperienze di ingaggio basate sull\u2019utilizzo di <i>mobile devices<\/i> o altri<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>canali on-line, che mirano a un prodotto pi\u00f9 conveniente e con tempi di consegna rapidi. I clienti non richiedono pi\u00f9 di interagire con l\u2019azienda utilizzando un unico <i>touch point<\/i> ma desiderano usare diversi canali contemporaneamente, in maniera intercambiabile e complementare, senza soluzione di continuit\u00e0, con l\u2019aspettativa di ritrovare in ognuno di essi la stessa <i>customer experience<\/i> e la stessa <i>brand experience<\/i>. Nel corso degli ultimi dieci anni sia i grandi brand che i retailer indipendenti hanno dovuto ripensare al modo con cui proporre i propri prodotti e connettersi con il proprio target. La priorit\u00e0 \u00e8 quella di adattare la strategia commerciale alle nuove esigenze per rispondere ai nuovi comportamenti di acquisto oramai divenuti \u201comnicanale\u201d e per competere nella <i>on-demand economy<\/i>. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per <i>on-demand economy<\/i> si intende un <i>business model<\/i> dove le aziende rispondono alla richiesta di beni e servizi da parte del cliente in modo immediato e disintermediato. L\u2019incontro tra domanda e offerta avviene tramite piattaforme tecnologiche accessibili sul web. Modelli di questo tipo modificano i tradizionali rapporti tra azienda e fornitori creando nuove opportunit\u00e0 di impiego. Al crescere di questo trend, cresce quindi anche la necessit\u00e0 di nuove politiche regolatrici, sia nell\u2019ambito del nuovo rapporto azienda-collaboratori, che nell\u2019ambito della tutela dei diritti reciproci tra cliente e azienda (durante la transazione d\u2019acquisto). Un esempio emblematico \u00e8 costituito dalle ben note problematiche regolamentari emerse con l\u2019introduzione del servizio Uber nelle grandi citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Si delineano quindi due aspetti chiave di questa evoluzione. Da una parte la trasformazione della domanda, dall\u2019altra la trasformazione del lavoro e dell\u2019offerta di lavoro. Dal punto di vista della domanda, l\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 piuttosto chiara: con la pervasivit\u00e0 della rete e dell\u2019accesso in mobilit\u00e0, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per cattive esperienze, ma solo servizi\/prodotti da migliorare, da rendere pi\u00f9 accessibili, pi\u00f9 smart, pi\u00f9 efficienti ed efficaci, sia da un punto di vista generale che puramente economico. Sono gi\u00e0 molte le aziende che lo stanno facendo, offrendo prodotti e servizi altamente efficienti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nella figura 1 alcune tra le pi\u00f9 innovative compagnie nei diversi settori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Mentre negli Stati Uniti i top player sono riusciti a interpretare virtuosamente il fenomeno, evolvendo le proprie strategie tra canali, molti dei retailer italiani stanno ancora mettendo a punto le proprie strategie. Il deficit culturale nei confronti del digitale (che coinvolge trasversalmente tutta la societ\u00e0, dalla PA alle imprese) e il modello distributivo dominante fondato sull\u2019intermediazione, stanno difatti rendendo difficoltoso questo adattamento. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Prendendo come benchmark chi ha gi\u00e0 compiuto questo salto evolutivo, \u00e8 possibile distinguere con chiarezza, i due modelli di retailing che si stanno succedendo: l\u2019<b><i>omnichannel<\/i><\/b><i> <\/i>e il <b><i>multichannel<\/i><\/b>. A distinguerli non sono solo i diversi canali distributivi di cui si avvalgono, ma l\u2019approccio globale e la relazione tra di essi. Il primo modello pu\u00f2 essere associato all\u2019immagine dei silos, dove il singolo cilindro in acciaio rappresenta il canale di distribuzione, mentre il suo contenuto rappresenta il prodotto\/servizio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tra i caratteri distintivi del <b><i>multichannel<\/i><\/b>, si distinguono: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">indipendenza nella gestione dei singoli canali: organizzazione in <i>business unit<\/i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e\/o team aziendali dedicati, scarsa integrazione e comunicazione tra loro, insufficiente sincronizzazione e coordinamento tra le diverse iniziative e strategie;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">associazione fissa e univoca tra target e relativo canale di acquisto: non viene preso in considerazione il comportamento del consumatore che acquista tramite i diversi canali e non sono previsti strumenti che supportino e siano in grado di sfruttare questo fenomeno;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">KPI e metriche dedicate esclusivamente ai singoli canali (fatturato\/mq\/POD per i negozi, fatturato\/cliente nel B2B,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e conversion rate nell\u2019e-commerce).<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il modello <b><i>omnichannel<\/i><\/b> che si sta globalmente affermando come evoluzione del primo, \u00e8 in grado di sfruttare contemporaneamente canali di contatto fisici e virtuali. Le nuove dinamiche relazionali e di creazione del valore e i relativi processi determinano una sempre pi\u00f9 delimitata demarcazione tra i diversi canali, che invece vanno considerati in modo sinergico per offrire i pi\u00f9 adeguati punti di contatto al consumatore finale, in base alle sue esigenze, nelle varie fasi del processo di acquisto (Iacobelli, 2010). <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In quest\u2019ottica, sebbene l\u2019omnicanalit\u00e0 esponga le imprese a un problema di integrazione e coordinamento, la gestione contemporanea di una pluralit\u00e0 di canali, rappresenta uno strumento utile per governare la crescente eterogeneit\u00e0 della domanda, offrendo la possibilit\u00e0 di:<br \/>\n<\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">rivolgersi a segmenti di domanda diversi in termini di modalit\u00e0 di fruizione di occasioni di consumo;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">servirsi di diversi canali nell\u2019ambito della relazione con lo stesso cliente in modo da massimizzare i benefici e minimizzare gli svantaggi nell\u2019utilizzo di ciascun canale (Bell, Gallino e Marino, 2014);<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">massimizzare la possibilit\u00e0 di raccogliere e analizzare i dati relativi ai clienti attraverso fonti diverse;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">sfruttare le economie di scala connesse alla standardizzazione in una molteplicit\u00e0 di processi operativi (ad esempio quelli per l\u2019esecuzione degli ordini da parte dei clienti).<br \/>\n<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Allo stesso tempo, l\u2019adozione di una strategia omnicanale pu\u00f2 generare alcuni problemi, come ad esempio:<br \/>\n<\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">problemi interni inerenti a eventuali conflitti tra canali che si rivolgono agli stessi clienti, rischi di cannibalizzazione delle vendite tra canali, rischi di sottoutilizzazione delle risorse, rischi legati alla disomogeneit\u00e0 del prezzo dei prodotti collocati in canali differenti, ecc.<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">problemi esterni laddove i conflitti coinvolgano terze parti. Ad esempio la decisione di aprire un sito internet come canale di vendita diretto da parte del produttore, il trasferimento di responsabilit\u00e0 di alcune fasi della catena del valore, ecc. <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Queste due tipologie di conflitti minano la possibilit\u00e0 di raggiungere i due obiettivi primari dell\u2019<i>omnichannel<\/i>: rendere consistente l\u2019esperienza d\u2019interazione del consumatore tramite differenti canali riconducibili alla singola impresa e quello di centralizzare tutte le informazioni provenienti dai canali per approfondire la conoscenza dei clienti e del loro comportamento di acquisto in modo da sviluppare la relazione con i clienti nel tempo (Ricotta, 2009).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Si stanno quindi delineando diversi livelli di integrazione che l\u2019azienda decide di implementare in base ai benefici attesi e ai vincoli emergenti dalla dinamica della domanda, dal tipo di prodotto e dal livello di competizione del business. Tra questi le due principali modalit\u00e0 di integrazione sono:<br \/>\n<\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">sincronia totale, ovvero una situazione in cui ogni canale presenta la medesima offerta con format analoghi visivamente e concettualmente (non verranno proposte versioni differenti di prodotti sui canali e i prezzi dei canali on-line e off-line saranno tendenzialmente omogenei);<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li class=\"li1\"><span class=\"s1\">asincronia totale, ovvero una politica che tende a realizzare un basso livello di integrazione tra i prodotti presentati nei vari canali (la separazione netta tra linee di prodotto, politiche di prezzo e di comunicazione \u00e8, quindi, la modalit\u00e0 privilegiata di attuazione di questa politica).<br \/>\n<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Diversi studi dimostrano come una maggiore integrazione e coordinamento tra i canali si traducano in una maggiore rassicurazione dei consumatori e una redditivit\u00e0 pi\u00f9 ragguardevole (Ernst&amp;Young, 2015), rispetto ad approcci meno \u201comnicanali\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le aspettative dei consumatori verso qualsiasi bene o servizio sono sempre pi\u00f9 orientate nella direzione di esperienze di ingaggio basate sull\u2019utilizzo di mobile devices o altri\u00a0 canali on-line, che mirano a un prodotto pi\u00f9 conveniente e con tempi di consegna rapidi. 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