{"id":73,"date":"2015-12-15T13:50:09","date_gmt":"2015-12-15T13:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=73"},"modified":"2015-12-15T13:50:09","modified_gmt":"2015-12-15T13:50:09","slug":"government-effectiveness","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2015\/12\/15\/government-effectiveness\/","title":{"rendered":"Government effectiveness"},"content":{"rendered":"<p>Dalla corruzione alla efficacia della amministrazione pubblica, molte delle misure di confronto internazionale fra nazioni si basa sulle opinioni, la cui alternativa sono le misure di cose reali o monetarie, come l\u2019et\u00e0 media della popolazione o il reddito pro capite. Prendiamo l\u2019esempio degli <i>World Bank Indicators<\/i>: si tratta dell\u2019insieme di una serie di valutazioni volte a sintetizzare la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 complessiva dei servizi pubblici misurandola attraverso la percezione che ne hanno i cittadini e attraverso varie dimensioni fondamentali della gestione.<\/p>\n<p>Tra queste diverse lenti di ingrandimento c\u2019\u00e8 anche quella della <i>Government Effectiveness<\/i>. Si tratta di un indice ottenuto analizzando e ricomponendo fra loro molti sondaggi di opinione. Attraverso questi ultimi \u00e8 stato possibile ottenere un indice \u201cassoluto\u201d che va da -2,5 a + 2,5 per 215 paesi del mondo. Questo indice \u00e8 anche disponibile in forma percentuale, dove il 100% di efficacia \u00e8 riservato alla nazione che ha il massimo indice assoluto e lo 0% a quella con il valore assoluto minimo (per il 2014 la nazione con l\u2019indice assoluto maggiore \u00e8 risultata essere Singapore con +2.19 mentre la Somalia si \u00e8 posizionata ultima con -2.48).<\/p>\n<p>Come si \u00e8 collocato il nostro Paese? l\u2019Italia sta al 66.83%, a una \u201cincollatura\u201d dalla Cina che sta al 66.35%, mentre i nostri paesi omologhi presentano ottime posizioni: la Germania sta al 94.71%, la Francia all\u201988.94%, il Regno Unito al 92.79% e la Finlandia al 99.04%.<\/p>\n<p>Sebbene sia molto interessante e utile avere un confronto globale su un\u2019area cos\u00ec cruciale come la Government Effectiveness, diversi problemi mettono a repentaglio l\u2019utilit\u00e0 di questo indice. Il primo problema \u00e8 che l\u2019indice non tiene conto della quantit\u00e0 di popolazione. Ne \u00e8 un esempio lampante la Finlandia che, come ricordato, sembra avere l\u2019amministrazione pubblica pi\u00f9 efficace al mondo. Ma ha senso omologare paesi come la Finlandia, con 5,4 milioni di persone, a paesi come la Cina che ne ha 1400? Il mondo conta 7.3 miliardi di persone e i finlandesi sono un 1350\u00b0 dell\u2019umanit\u00e0, cio\u00e8 lo 0.74 per mille, mentre la Cina costituisce quasi il 20% dell\u2019umanit\u00e0. Ci sar\u00e0 pure una differenza di sforzo organizzativo e di capacit\u00e0 di azione collettiva tra l\u2019organizzare 5.4 milioni di persone rispetto ad organizzarne 1.400 milioni, oltre 250 volte tanto? Pensiamo solo al sistema giudiziario: assicurare la giustizia per un miliardo di persone \u00e8 cosa pi\u00f9 complessa che governare un sistema giudiziario che assicuri giustizia a 5 milioni di persone. Anche l\u2019Italia \u00e8 partecipe di questo paradosso: con i suoi 61 milioni di abitanti l\u2019Italia sta al 67% di Government Effectiveness, ben al di sotto della felice isola di Barbardos che sta all\u201987,02% e che ha 286.000 abitanti.<\/p>\n<p>Se poi applichiamo i risultati dei sondaggi sulla Government Effectiveness alla popolazione di ciascun paese del mondo, viene fuori che comunque met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 sta sopra il 50% e met\u00e0 sta sotto. Viene il dubbio che l\u2019indice sia stato calcolato per evitare allarmi sulla qualit\u00e0 complessiva della amministrazione pubblica a livello globale, analisi questa che ci porta ad evidenziare un altro grande limite di questo indice: la totalizzante azione di omologazione con relativa perdita delle differenziazioni.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio concreto: paragoniamo il sistema giudiziario inglese con quello italiano. Limitandoci ai numeri si evince che nel Regno Unito il sistema di giustizia sta al 93% di efficacia, mentre quello italiano sta al 67%. Questi numeri potrebbero portare a credere che un procedimento legale che nel Regno Unito si risolve in un mese, con una data efficacia, in Italia si risolva in un mese e mezzo con pari efficacia. ma sappiamo che, purtroppo, non \u00e8 cos\u00ec: ci\u00f2 che nel Regno Unito dura un mese, magari in Italia dura 5 anni. E questo limitandoci solo alla durata dei procedimenti, che sono solo una brutta approssimazione dell\u2019efficacia della giustizia.<\/p>\n<p>La tendenza alla semplificazione dell\u2019indice \u00e8 particolarmente evidente anche in un\u2019analisi veloce della posizione dei 215 paesi. Ad esempio nei 26 punti percentuali che separano l\u2019Italia dal Regno Unito, si va dall\u2019Europa del Nord alla Cina: una differenza non banale. Questo dimostra che gli indici non danno conto dei livelli assoluti, perpetuano la cultura della variazione (della derivata), dimenticando le differenze di livello assoluto (di integrale), che sono poi quelle veramente importanti. Sono le differenze di livello assoluto che si vuole intaccare quando si parla di riforme strutturali. Nessuno si scomoderebbe a fare una riforma strutturale per migliorare del 15%, ma una riforma strutturale consegna ritorni del 150% e forse pi\u00f9. Nessuno emigra per migliorare la propria posizione del 10%. Si emigra per passare dalla fame alla saziet\u00e0.<\/p>\n<p>Terzo e forse non ultimo problema \u00e8 che l\u2019indice di Government Effectiveness non \u00e8 operativo; esso non dice cosa fare e come attivarsi per migliorare la posizione di un paese. Per avere indicazioni di quali politiche e problemi di management affrontare per migliorare una posizione non buona, si potrebbero per esempio fare dei tentativi di compilare statistiche con indicatori reali, settoriali prima che generali. Naturalmente questi indicatori non sarebbero disponibili per tutti i paesi e sarebbero anche disomogenei, ma sarebbero dati operativi, migliorare o solo ottenere i quali costituirebbe gi\u00e0 un buon progetto per tutti. Mentre le opinioni lasciano il tempo che trovano. Per migliorare le opinioni si pu\u00f2 sempre fare una campagna mediatica per risollevare la percezione del pubblico, ma poco cambierebbe nella sostanza. A livello globale, a cose che hanno lo stesso nome (giustizia, amministrazione pubblica) corrispondono realt\u00e0 molto diverse. Cose che hanno lo stesso nome, sono diverse da paese a paese. In conclusione, gli indicatori basati su opinioni sono oggi molto utilizzati: Transparency International, il World Economic Forum e la World Bank utilizzano esclusivamente indicatori di questo tipo. Meglio sarebbe utilizzare delle misure reali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla corruzione alla efficacia della amministrazione pubblica, molte delle misure di confronto internazionale fra nazioni si basa sulle opinioni, la cui alternativa sono le misure di cose reali o monetarie, come l\u2019et\u00e0 media della popolazione o il reddito pro capite. 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