{"id":730,"date":"2017-03-21T16:20:23","date_gmt":"2017-03-21T16:20:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ilpuntomagazine.net\/?p=337"},"modified":"2017-03-21T16:20:23","modified_gmt":"2017-03-21T16:20:23","slug":"storie-di-cantastorie-irresistibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilpuntomagazine.net\/index.php\/2017\/03\/21\/storie-di-cantastorie-irresistibili\/","title":{"rendered":"Storie di cantastorie irresistibili"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Se fosse davvero esistita, la giovane Shahraz\u0101d, protagonista della raccolta di fiabe <i>Le Mille e una notte<\/i>, potrebbe essere definita la pi\u00f9 abile persuaditrice della storia, un\u2019eroina femminista ante litteram che \u00e8 il sommo esempio dell\u2019importanza <i>vitale<\/i> (mai aggettivo fu pi\u00f9 calzante) dello storytelling.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Vediamo le premesse, per chi non le conoscesse: Shahryar, mitologico sovrano della Persia, dopo aver scoperto il tradimento della moglie decide di vendicarsi sull\u2019intero genere femminile, portandosi a letto una donna diversa ogni notte per poi ucciderla all\u2019alba. Per fermare questa strage, la coraggiosa e intelligente Shahraz\u0101d decide di offrirsi come vittima sacrificale dell\u2019appetito carnefice del re. La ragazza ha fiducia nelle proprie possibilit\u00e0 perch\u00e9 sa di possedere una dote potentissima, che non ha nulla a che fare con le tradizionali doti attribuite al genere femminile, quali la bellezza o la magia: Shahraz\u0101d \u00e8 un\u2019abile narratrice. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Giunta nelle stanze private di Shahryar, Shahraz\u0101d comincia a raccontargli una storia che, come lei prevedeva, cattura l\u2019attenzione dell\u2019uomo. La narrazione si protrae per tutta la notte e l\u2019alba, il momento in cui il re solitamente faceva uccidere le concubine con cui giaceva, la storia \u00e8 giunta proprio al suo momento culmine. Il re vuole sapere come la storia va a finire e decide quindi di concedere una seconda notte a Shahraz\u0101d per farsi raccontare il finale, rimandando l\u2019uccisione all\u2019alba successiva. La notte dopo Shahraz\u0101d termina la storia lasciata in sospeso, ma ne inizia immediatamente una nuova\u2026 che avr\u00e0 il suo momento di culmine proprio all\u2019alba del mattino dopo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Avete capito, anche dal titolo della raccolta, come prosegue la vicenda: lo schema si ripete per mille e una notte, e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>alla fine di questi tre anni Shahryar, cambiato e plasmato dai racconti di Shahraz\u0101d, decide di sposare la fanciulla che l\u2019ha conquistato con la sua abilit\u00e0 narrativa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Questa meta-fiaba insegna molte cose: insegna la potenza persuasiva delle storie, il fatto che attraverso un racconto qualcuno possa cambiare opinione e persino natura, il fatto che una buona storia sia un potentissimo mezzo di seduzione, la fame umana ancestrale per le buone storie e il fascino psicologico di uno schema narrativo interrotto (oggi comunemente definito <i>cliffhanger<\/i>: il motivo per cui le puntate dei telefilm si interrompono sempre sul pi\u00f9 bello).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il potere seduttivo di una storia \u00e8 alla base anche del celebre romanzo <strong><i>Peter Pan<\/i><\/strong> di J.M. Barrie, in cui il <i>puer aeternus<\/i> viene conquistato dalle favole di Wendy e decide perci\u00f2 di portarla sull\u2019Isola che non c\u2019\u00e8 a fare da \u201cmamma\u201d per tutti i bambini sperduti. Il romanzo \u00e8 stato trasposto in numerose opere cinematografiche, tra cui la pi\u00f9 conosciuta \u00e8 la versione animata della Disney (1953) in cui il ruolo di cantastorie di Wendy \u00e8 ben sottolineato, e che cos\u2019\u00e8, in fondo, l\u2019Isola che non c\u2019\u00e8 se non un luogo in cui storie e avventure diventano realt\u00e0? Anche in una delle pi\u00f9 celebri rivisitazioni della fiaba, il film <strong><i>Hook &#8211; Capitan Uncino<\/i><\/strong> (1991, diretto da Steven Spielberg) un Peter Pan invecchiato e inaridito riesce a salvare il suo rapporto con i figli riappropriandosi della propria personale storia e ricominciando a credere nelle favole, perch\u00e9 le storie, con la potenza delle loro metafore, hanno un ruolo anche catartico.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lo sanno bene gli sceneggiatori della divertentissima serie comica <strong><i>The IT Crowd<\/i><\/strong>, che dedicano un\u2019intera puntata alla celebrazione dello storytelling. In <i>Jen the \u201cFredo\u201d<\/i> (prima puntata della stagione 4), Jen Barber, una dei protagonisti della serie, viene nominata responsabile dell\u2019intrattenimento di tre uomini d\u2019affari in visita alle <i>Reynholm Industries<\/i> (la fittizia azienda dove \u00e8 ambientata la sitcom e dove Jen \u00e8 capo del reparto IT). I tre businessmen sono un ritratto demenziale del \u201cvero uomo\u201d maschilista, venale e pecoreccio e si aspettano che la povera Jen li accompagni in locali a luci rosse e offra loro alcol e donne a volont\u00e0. Jen, che non ha alcuna intenzione di assistere a spettacoli di spogliarello, decide di delegare il gravoso compito di intrattenimento ai suoi due sottoposti all\u2019IT, i <i>super-nerd<\/i> Roy e Moss. Quest\u2019ultimo, che da buon nerd \u00e8 appassionato di giochi di ruolo, decide di organizzare una sessione di un non meglio precisato gioco ad ambientazione fantasy. I tre businessmen inizialmente perplessi vengono infine conquistati dal gioco narrativo-drammatico, tanto da definirlo una delle pi\u00f9 belle esperienze della loro vita. Alla sessione partecipa anche Roy, in qualit\u00e0 di personaggio giocatore, e Moss approfitta del gioco per far superare all\u2019amico\/collega il trauma di essere stato appena lasciato dalla propria fidanzata, facendogli vivere in forma di favola un eterno addio alla sua amata. In un crescendo di situazioni comiche e demenziali, tipiche della serie, gli sceneggiatori dimostrano ancora una volta la lezione di Shahraz\u0101d: le storie hanno il potere di cambiare le persone e uno dei motivi per cui le persone sono tanto avide di storie \u00e8 che l\u2019immedesimazione pu\u00f2<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>aiutare a comprendere la propria natura e a superare i propri traumi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un film che mostra come le storie possano avere una forza anche negativa, con i loro stereotipi, \u00e8 <strong><i>Come d\u2019Incanto<\/i><\/strong> (<i>Enchanted<\/i>, 2007), prodotto misto animato e <i>live-action<\/i> della Disney. La protagonista del film \u00e8 Giselle, che \u00e8 una rappresentazione satirica del perfetto stereotipo della principessa da fiaba romantica: bella, buona, ottimista, voce da usignolo, incontra nel bosco il principe Edward, anche lui bello, buono e ottimista come lei, e i due si innamorano e promettono amore eterno nello spazio di una canzone. Ma la classica matrigna malvagia, temendo la rivalit\u00e0 al trono della futura nuora, decide di eliminarla facendola uscire dalla fiaba, attaverso una sorta di portale dimensionale, nel luogo \u00abdove nessuno \u00e8 contento\u00bb, cio\u00e8 a New York, nella nostra realt\u00e0, ai giorni nostri. Qui Giselle conoscer\u00e0 Robert, giovane padre divorziato scontento della sua vita. Nel tentativo di rapportarsi con la nostra realt\u00e0 e portare un po\u2019 di gioia a Robert, Giselle imparer\u00e0 l\u2019importanza di superare gli stereotipi narrativi in cui \u00e8 intrappolata per poter realizzarsi come personaggio completo (a tutto tondo) e capir\u00e0 che i sentimenti sono qualcosa di troppo complesso da poter essere riassunti con una superficiale canzone.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma il film che forse \u00e8 la pi\u00f9 grande apoteosi mai realizzata della \u201cpotenza narrativa\u201d \u00e8 <strong><i>La storia fantastica<\/i><\/strong> (<i>The princess bride<\/i>, 1983, diretto da Rob Reiner), adattamento dell\u2019omonimo romanzo di William Goldman. Il film \u00e8 una storia nella storia: un nonno che conquista l\u2019attenzione e l\u2019affetto del nipote Jimmy raccontadogli la storia rocambolesca di Westley e Bottondoro, una fiaba che \u00e8 allo stesso tempo una satira e una celebrazione di tutti i pi\u00f9 grandi clich\u00e9 narrativi del genere avventuroso\/fantastico. Il bambino passa da una iniziale diffidenza nei confronti della storia, e soprattutto dei suoi elementi amorosi (quando Westley e Bottondoro si baciano per la prima volta il film si interrompe per andare su un disgustato Jimmy che intima al nonno di \u00absaltare tutte le parti coi baci\u00bb) a una conclusione in cui chiede esplicitamente al nonno di raccontagli il lieto fine tra i due protagonisti. Il nonno dimostra ancora una volta che una bella storia \u00e8 un\u2019arma potentissima nelle mani di un abile narratore: come ha insegnato Shahraz\u0101d ormai pi\u00f9 di mille anni fa, i racconti sono una delle armi di persuasione e seduzione pi\u00f9 potenti al mondo. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se fosse davvero esistita, la giovane Shahraz\u0101d, protagonista della raccolta di fiabe Le Mille e una notte, potrebbe essere definita la pi\u00f9 abile persuaditrice della storia, un\u2019eroina femminista ante litteram che \u00e8 il sommo esempio dell\u2019importanza vitale (mai aggettivo fu pi\u00f9 calzante) dello storytelling. 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